Il Tirreno

Livorno

inchiesta “dirty soccer”

Tosi torna in libertà «Non ha truccato le partite di calcio»

di Federico Lazzotti
Tosi torna in libertà «Non ha truccato le partite di calcio»

LIVORNO. «Non c’è nessun elemento dal quale si possa rilevare con assoluta certezza il consapevole coinvolgimento di Tosi nell’attività illecita» che riguarda un gruppo di soggetti che si adoperava...

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LIVORNO. «Non c’è nessun elemento dal quale si possa rilevare con assoluta certezza il consapevole coinvolgimento di Tosi nell’attività illecita» che riguarda un gruppo di soggetti che si adoperava per alterare alcune partite di calcio di Lega Pro.

È questo uno dei passaggi chiave dell’ordinanza del Tribunale del Riesame di Firenze con la quale i giudici hanno annullato l’ordinanza emessa dal gip di Livorno rimettendo in libertà Marco Tosi, l’ex tecnico della Primavera del Livorno calcio, arrestato lo scorso 19 maggio nell’ambito della maxi inchiesta “Dirty Soccer” sulla presunta «associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva». Tosi, 55 anni, era rimasto invischiato nell’indagine per tre partite giocate dalla Pro Patria, panchina sulla quale è rimasto seduto tra la metà di dicembre e la fine di gennaio.

A metterlo alcune intercettazioni. In una di 1queste Tosi spiega che deve ancora mangiare e finché non magia non potrà andare all’appuntamento. Per gli inquirenti è una telefonata in codice che va ad aggiungersi a quella registrata tra il direttore sportivo della Pro Patria nel quale dice di «dover dare 5 al mister».

Tutte queste congetture sono state smontate dai giudici del Riesame. «Peraltro - si legge nell’ordinanza - sono pochissime le conversazioni nelle quali Tosi figura come interlocutore. Una di queste è quella del 9 gennaio con Mauro Ulizio (ds della Pro Patria) nel corso della quale egli usa alcune espressioni che secondo la ricostruzione accusatoria alludono a compensi per alterare il risultato di una delle partite incriminate. Al riguardo Tosi ha fornito una ricostruzione alternativa spiegando che in quel momento si trovava a ristorante e la frase si riferiva al fatto che tardavano a portargli da mangiare».

Secondo il Tribunale si tratta di una «spiegazione plausibile». L’altra conversazione che inchioderebbe Tosi, quella durante la quale lo stesso Ulizio e Marcello Solazzo si mettono d’accorso per aggiustare un match per 5mila euro, «non può escludersi che Tosi non ne fosse al corrente visto che non la coinvolge direttamente».

Soddisfatto il legale dell’allenatore, l’avvocato Ugo Boirivant. «Oltre i giudici fiorentini anche quelli del Riesame di Catanzaro hanno accolto il nostro ricorso. Nonostante l’innocenza del mio cliente dispiace che abbia dovuto passare una vicenda giudiziaria che speriamo possa superare al più presto sia livello professionale che personale.

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