Il dolore
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LIVORNO. Alla fine, ieri mattina, il consiglio comunale ha votato la delibera sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio 2015-2017. Tradotto: ha sbloccato i 2.087.000 euro necessari per mettere...
LIVORNO. Alla fine, ieri mattina, il consiglio comunale ha votato la delibera sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio 2015-2017. Tradotto: ha sbloccato i 2.087.000 euro necessari per mettere in sicurezza Aamps, in attesa di capire dove il Comune prenderà i soldi (servirebbe un'altra decina di milioni) per dare davvero gambe all'ex municipalizzata, in crisi cronica di liquidità. Ma in sala è scoppiata la polemica e la prima manovra di salvataggio è passata solo con i voti dei 5 Stelle. Tutte le opposizioni presenti (Pd, Bl e Città Diversa) hanno votato contro e attaccato duramente l'operato della giunta Nogarin.
Il no delle opposizioni. Il perché lo hanno spiegato a turno Marco Ruggeri (Pd), Andrea Raspanti (Bl) e Marco Cannito (Città Diversa): «Il consiglio non è stato messo in condizione di decidere», «questi due milioni non sono una misura sufficiente per dare continuità all'azienda, ma solo per un salvataggio tecnico» e «non si capisce ancora quali sono le prospettive del Comune rispetto ad Aamps, con l'assessore Lemmetti che dice una cosa, Gordiani un'altra e il sindaco nulla». E poi: «Cosa volete fare con Reti Ambiente?».
«Noi davanti al cadavere». I 5 Stelle lanciano la palla verso le amministrazioni precedenti e attaccano il Pd: «Ci avete lasciato più di 20 milioni di rosso, tra Tia non riscossa, contenzioso Gse, contributi Olt che non abbiamo mai voluto…». «Davanti al cadavere a prenderci le colpe», sintetizza Mirko Barbieri, che poi parla del piano industriale che nel frattempo è stato depositato (i consiglieri comunali lo hanno appena ricevuto) come di un «primo passo per il rilancio».
«Ma in questo anno avete approvato il bilancio consolidato e intrapreso molte azioni, a partire dalla scelta dei vari vertici aziendali: non potete più giocare a scaricare la responsabilità su chi c'era prima», controbattono ancora dalle opposizioni.
Il caso dei 5 Stelle in assemblea. Il botta e risposta si infiamma quando i consiglieri M5S ringraziano il sindaco per aver potuto partecipare martedì sera all’assemblea di Aamps («da auditori», dicono). «Non si era mai visto», si arrabbiano dalle opposizioni, che si domandano se e come abbia inciso sugli esiti della riunione e a questo punto chiedono di assistere alla prossima.
I crediti Tia spalmati fino al 2017. Ma il piano qual è? All'indomani dell'infuocata assemblea dei soci che martedì ha rimandato al 7 agosto l'approvazione del bilancio Aamps (un bilancio che ha un rosso economico, “storico", tra i 21 e i 23 milioni ), il sindaco si è presentato in consiglio confermando che «l'assemblea è stata complicata, non siamo arrivati all'approvazione del bilancio», ma «abbiamo trovato un percorso condiviso da Comune, cda di Aamps e sindaci revisori» che «ci fa parlare di «moderato ottimismo: abbiamo ereditato un buco di oltre 21 milioni, per 11 è derivante da crediti inesigibili Tia ed è partendo da questi che è possibile mantenere in piedi l'azienda con l'intervento del Comune. Nei prossimi dieci giorni Lemmetti, Iacomelli e i sindaci revisori ci lavoreranno».
In sostanza gli 11 milioni e 460mila euro di Tia continueranno ad essere spalmati sulla Tari 2016 e 2017, come già avvenuto nel 2015 (che quindi ha già visto un aumento della tariffa per i livornesi). In questo modo il rosso da 23 milioni (dovuto a partite straordinarie) scenderà a una dozzina di milioni, che saranno coperti con il capitale sociale di 16 milioni e mezzo, che dopo questa operazione scenderà a 3,5. I 2 milioni e 87mila euro approvati ieri sono quindi necessari a far tornare il capitale sopra i 5,5 milioni ed evitare la messa in liquidazione. Capitolo a parte sono i soldi – da trovare – per gli investimenti: si parla dei famosi 5 milioni ponte del Comune e di un possibile fido bancario per Aamps. Ma questo è tutto da chiarire.
Nogarin: «Non siamo come Mamma Franca». «Ieri abbiamo preso la decisione di salvare l'azienda con un'eredità sulle spalle disastrosa – controbatte intanto Nogarin alle opposizioni – per la prima volta c'è un piano industriale vero, redatto da un professionista. È migliorabile? Sicuramente, ma c'è». E prima di votare la delibera chiude così: «Se non facessimo niente Aamps andrebbe a gambe all'aria e sarebbe un disastro per la città. Non siamo improvvisi come Mamma Franca e le pellicce di favollo».
Ma sul futuro del personale...Curioso è però intanto quello che si legge nell’ultima decisione della giunta (la numero 223 del 28 luglio, il giorno dell’assemblea), di cui ieri in consiglio non è stata fatta quasi parola. Al capitolo sull’«assoggettamento della società a forme stringenti di controllo», accanto al «trasferimento all’amministrazione comunale di tutte le principali decisioni concernenti la gestione societaria» e alla «creazione di un unico service per i servizi comuni alle altre società controllate per generare economie di scala», si prevede questo: «Ricognizione dei fabbisogni di personale nella società, prevedendo, in funzione della perdita, il necessario riequilibrio con l’utilizzo degli strumenti legislativi e contrattuali esistenti, inclusa la mobilità tra società partecipate, nonché dello strumento del distacco». Significa passaggi di personale? Si parla anche di «attuare misure di contenimento della spesa», compreso «il riallineamento dei profili retributivi a quelli vigenti all’interno del Comune». Cambiare i contratti?
Giovanni Golino (Cgil) schizza sulla sedia e mette subito le mani avanti: «I lavoratori di Aamps chiedono di potersi confrontare sull’efficientamento, convinti di poter dare un contributo. Ma ovviamente faranno valere i loro diritti sulla continuità lavorativa e aziendale, precisando che Aamps è inserita in un percorso che la porterà ad essere parte della futura maxi azienda di Ato, Reti Ambiente, la cui consistenza organica è già stata fotografata attraverso le piante organiche di tutte le 14 aziende che la compongono. Non è possibile spostare il personale».
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