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Sanità, il vademecum: quando bastano gli esami più semplici
Una radiografia al posto di una risonanza magnetica. Oppure un semplice test del sangue. A volte per la diagnosi corretta di una patologia gli accertamenti necessari sono i più semplici e meno costosi. Ecco una guida ai casi più frequenti
Una radiografia al posto di una risonanza magnetica. Oppure un semplice test del sangue. A volte per la diagnosi corretta di una patologia gli accertamenti necessari sono i più semplici e i meno costosi, ammette Vittorio Boscherini, segretario toscano di Fimmg, la Federazione italiana dei medici di medicina generale. Prescrivere questi esami di “primo livello” invece che quelli di secondo o terzo livello comporterebbe un significativo risparmio per la sanità pubblica, senza compromettere la qualità dell’assistenza. Ecco una serie di esempi nei quali gli esami più semplici non solo possono sostituire quelli più “avanzati”, ma - nella generalità dei casi - si possono rivelare perfino più efficaci.
MAL DI SCHIENA
Meglio i raggi
Nelle linee guide internazionali - spiega Boscherini - non esistono indicazioni per sottoporre «a esami specifici i pazienti affetti da mal di schiena. In linea di massima, il mal di schiena è una patologia collegata a un “cattivo uso” della colonna vertebrale, a un’eccessiva sedentarietà, a forme di artrosi. A meno che non ci siano segni clinici, come un deficit muscolare, problemi alle terminazioni nervose, non sono indicati esami. Non è indicato il ricorso alla diagnostica radiologica, soprattutto alla Tac o alla risonanza magnetica». In una percentuale minima di situazioni, tuttavia - ammette Boscherini - può capitare che il dolore prosegua oltre qualche giorno. «In caso di persistenza del dolore, allora il medico prescrive un anti-dolorifico, del paracetamolo e alcuni banali movimenti. Se i sintomi persistono, si procede con gli accertamenti: il più indicato è la radiografia standard». Sono i raggi X che possono fugare il sospetto di una frattura vertebrale, di un cedimento vertebrale. «Se poi dalla radiografia standard si dovesse intravedere qualche cosa che davvero preoccupa, allora si procede con un approfondimento. Ma prima di arrivare alla radiologia “pesante” i passaggi da fare sono molti».
TIROIDE
Esame del sangue
Per individuare eventuali disfunzioni della tiroide non occorrono esami del sangue di “secondo” o “terzo” livello. «Per capire se la tiroide funziona bene - conferma il dottor Boscherini - basta un prelievo semplice, quello per misurare il livello di ormone Tsh nel sangue. È un esame che costa molto poco, ma è il più indicativo per individuare eventuali disfunzioni di questa ghiandola». Nel caso in cui il primo test evidenzi problemi - dice Boscherini - «ha senso procedere con test di secondo e terzo livello. Sono sempre esami del sangue per il dosaggio degli anti-corpi che hanno costi più elevati».
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ANTI-CONCEZIONALI
Esame del sangue
Anche per la prescrizione della pillola anti-concezionale, è indicata in prima battuta, in donne sane solo la prescrizione di un test del sangue di “primo livello”. «Sono corretti accertamenti prima dell’assunzione della pillola - evidenzia Boscherini - ma basta rilevare il livello delle transaminasi e altri parametri di base. Solo se ci sono patologie note, magari ereditarie o se emergono dei valori particolari che lascino intuire possibili disturbi della coagulazione del sangue, allora è necessario procedere con esami di secondo e terzo livello. Altrimenti, bastano quelli ordinari per escludere che l’assunzione della pillola determini nella paziente problemi di coagulazione del sangue».
VARICI
Basta la visita
Non serve un ecocolordoppler per diagnosticare problemi di circolazione venosa, soprattutto nelle persone di una certa età. Ma anche per diagnosticare la presenza di varici. Per diagnosticare la patologia spesso basta una visita, ammette Boscherini. E già con quella si può prospettare una cura. Per arrivare a prescrivere un accertamento più approfondito come un ecocolordoppler venoso «ci dovrebbe essere il sospetto di una patologia seria, come una trombosi venosa. E a questa conclusione già si arriva se l’arto si presenta gonfio». Altra questione, poi, è quella dell’impiego o meno del liquido di contrasto: «Non è solo un problema di costi, è anche una valutazione che attiene alla salute del paziente. Questa è una tecnica avanzata, ma l’iniezione di un liquido di contrasto comporta l’assorbimento di una sostanza nociva per l’organismo del paziente».
MENISCO E LEGAMENTI
Se la Rmn non serve
Sopra i 65 anni è «inutile» la risonanza magnetica al ginocchio. «L’esame non serve perché dopo quell’età è controindicata la riabilitazione. Quindi non si può operare. Perciò non serve a nulla un esame che non porta alla soluzione del problema. Sappiamo che c’è un menisco o un legamento da ricostruire, ma non possiamo intervenire. Ecco perché l’esame è inutile: costa ma senza dare risultati concreti».
GRAVIDANZE
Meglio la Rmn
C’è un caso, però, nel quale la Rsm è indicata più della Tac e si prescrive con più frequenza: durante le gravidanze o anche in donne in età fertili. Infatti, la Tac espone le pazienti a radiazioni ionizzanti, un bombardamento di radiazioni circa 500 volte superiore a quello dei raggi X. E il rischio è che nascano bambini con malformazioni. Perciò si punta su esami con minori conseguenze.(i.b.)
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