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«Soldi e premi illegittimi», ecco le 10 ombre sui conti di Aamps
Livorno, allegato al bilancio 2013 la relazione choc degli emissari del Mistero dopo l’ispezione alla società dei rifiuti: nel mirino anche i compensi a Rosi
LIVORNO. Compensi indebiti o illegittimi, criticità nelle assunzioni, premi produttività erogati con una certa disinvoltura. E ancora: consulenze superflue, esposizioni con le banche e la mancata riscossione dei crediti. Il tutto con uno squilibrio tendenziale fra costi della produzione e ricavi che ha portato «a importanti criticità».
Sono dieci le ombre che coprirebbero (da anni) il cielo sopra i conti di Aamps e che ora fanno da sfondo a diverse indagini aperte dalla Procura per verificare l’operato di amministratori e politici che si sono susseguiti alla guida della società, oggi in crisi e con un bilancio in profondo rosso con 21 milioni di euro di buco.
«Al momento - spiegano fonti investigative - sono stati aperti diversi fascicoli su Aamps, ma non c’è un’inchiesta complessiva che compra tutti gli aspetti gestione che hanno portato alla situazione attuale». I diversi filoni collegati alla società dei rifiuti controllata dal Comune di Livorno, sono il frutto di altrettanti esposti arrivati in via Falcone e Borsellino negli ultimi dodici mesi. L’ultimo, dopo il dossier presentato da Andrea Marzovilla alla commissione d’inchiesta, ha portato la settimana scorsa al blitz della polizia nella sede di via dell’Artigianato dove sono stati acquisiti centinaia di documenti.
Le inchieste. In molti si augurano che ora i diversi fascicoli vengano riuniti per evitare che si disperdano informazioni ed energie, con l’obiettivo di avere un quadro più completo su presunti reati penali oppure sul possibile danno erariale. Anche perché le voci sulle quali indagare sono già state fotografate e elencate dagli emissari del ministero dell’Economia nella relazione consegnata il 26 settembre 2013 dopo l’ispezione del maggio precedente sulla gestione di Aamps fino al 31 dicembre 2012. È da questa radiografia che emergono dubbi e incongruenze che nonostante le rassicurazioni dell’ex sindaco Alessandro Cosimi: «Abbiamo lasciato un'Aamps sana», fanno nascere dubbi che i sindaci revisori hanno elencato a margini del bilancio preventivo 2013 nel capitolo «Relazione sulla gestione».
«Degna di particolare menzione - scrivono - è senz’altro la verifica amministrativo-contabile cui è stata sottoposta Aamps da parte del ministero dell’Economia e delle Finanze a maggio 2013. L’ispezione ha riguardato tutti i documenti e dati inerenti la gestione fino al 31 dicembre 2012, e pertanto non riferita all’operato dell’Amministratore unico (Enzo Chioni, ndr) redattore della presente relazione, né del Direttore generale ad oggi in carica e al momento dell’ispezione nominato soltanto due mesi prima (Fommei, ndr). A seguito della stessa, il 26 settembre 2013, venivano comunicati alla società le risultanze, ove si evidenziavano 10 (dieci) non conformità».
La relazione del Ministero. Al primo punto della relazione del Ministero, a cui Aamps ha poi fatto le proprie controdeduzioni, «l’illegittimità inerente all’erogazione dei compensi del collegio sindacale». C’è poi - si legge - «l’indebita erogazione di 218.036 euro più Iva e contributi, all’ex amministratore unico pro tempore, Angelo Rosi, per lo svolgimento delle funzioni di direttore generale, in assenza della relazione finale comprovante il raggiungimento degli obiettivi previsti nella delibera di nomina». Un capitolo è riservato alle criticità varie concernenti la situazione economica e finanziaria della società, in particolare: la non puntuale riscossione della Tia; lo squilibrio tendenziale fra costi della produzione e ricavi; l’eccessivo ricorso all’indebitamento verso istituti bancari, con oneri per interessi passivi; la mancata puntualità nel far fronte al fabbisogno finanziario ed al pagamento dei debiti verso fornitori.
Altro buco nero «l’acquisizione delle società partecipate», su tutte le perfomance negative delle società Piattaforma Biscottino spa e Toscana Ricicla Scrl evidenziate negli ultimi due anni. Il Ministero fa anche le pulci «al mancato rinnovo del contratto scritto tra Aamps e Comune dal 31 dicembre 2009 e il 19 dicembre 2012». Il punto numero sei è relativo «all’omessa riscossione dei crediti vantati nei confronti dell’ente controllante per circa 950.000 euro». Da sempre, in Aamps, si parla di ombre sulle assunzioni. Secondo gli 007 inviati da Roma ci sarebbe « una violazione per quelle a tempo indeterminato» nella «necessità di contenere il trattamento economico del personale per il 2013 (e fino al 31dicebre successivo) nei limiti di quello spettante per l’anno 2011, in attuazione alla normativa vigente. Denuncia che sa di possibile danno erariale è «l’indebita erogazione del premio di produttività 2011 in assenza di verifica, sia degli incrementi di produttività e qualità, sia dell’andamento economico della società, in contrasto con la disciplina contrattuale.
Alla voce «criticità varie» spuntano le consulenze. In particolare «mancata adozione di criteri e procedure comparative per l’affidamento di taluni incarichi professionali; omessa ricognizione preliminare tra le risorse umane presenti all’interno della società per accertare l’eventuale presenza di idonee professionalità cui poter conferire le relative funzioni; parziale pubblicazione sul sito web della società dell’elenco dei consulenti, dell’oggetto degli incarichi e dei relativi compensi».
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