Il Tirreno

Livorno

Litiga con l’amico e lo accoltella Diciassettenne arrestato

di Lara Loreti
Litiga con l’amico e lo accoltella Diciassettenne arrestato

L’alterco fra due stranieri minorenni ospiti del Melo: il battibecco per chi deve lavare i piatti La lite in cucina: uno dei due ha afferrato un coltello con lama appuntita e colpito due volte

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LIVORNO. Due coltellate all’addome, inferte nel fianco sinistro. Profonde, anche se per fortuna hanno solo sfiorato il polmone. L’ha fatto con un coltello da tavola, di quelli da carne con la lama di dieci centimetri appuntita. Teatro del duello, la cucina di un centro di accoglienza. Non uno qualunque, quello del Melo, nelle scorse settimane al centro di accese polemiche perché ospita – nello stesso stabile, ma in ali diverse – mamme in difficoltà con bimbi piccoli da una parte, e profughi minorenni dall’altra.

Sono stati proprio due immigrati i protagonisti della violenta lite con il coltello scoppiata ieri mattina nella struttura, che si trova in via Caduti del Lavoro. Il tutto perché non si sono trovati d’accordo sui turni di chi doveva lavare i piatti. Il bilancio parla di un diciassettenne all’ospedale e di un coetaneo in manette con l’accusa di tentato omicidio. Quest’ultimo è stato accompagnato dai carabinieri a Firenze, dove è stato assegnato a un centro per minori, a disposizione della magistratura del tribunale dei minori. L’altro è in ospedale, ma per fortuna è fuori pericolo di vita.

Un episodio che fa discutere, soprattutto considerando che meno di due settimane fa c’era stata un’accesa lite, anche in quel caso fra due profughi. Un caso che ha attirato l’attenzione anche del leader della Lega, Matteo Salvini, che già un mese e mezzo fa era sceso in campo per “difendere” le mamme, impegnate nella protesta contro l’arrivo degli immigrati in quella stessa casa famiglia. Il celebre volto del Carroccio ieri pomeriggio su facebook ha postato un messaggio in cui torna a interessarsi della situazione al centro Il Melo e, dopo l’accoltellamento, chiede che, indipendentemente dal fatto che si tratti di minorenni,l si proceda alle espulsioni.

L’accoltellamento ha lasciato senza parole anche gli educatori del Melo. Quando alle 11.15 di ieri i volontari della Misericordia di via Verdi entrano nell’edificio di via Caduti del Lavoro insieme al medico del 118 e ai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile, il giovane ferito è seduto in una sala, circondato proprio da alcuni operatori, che lo stanno medicando.

Lui è spaventato, perde sangue dal fianco e non dice una parola: non solo perché parla poco l’italiano, ma anche perché è sotto choc. Ha uno sguardo smarrito quando esce in barella dalla struttura, accompagnato da un operatore del centro. A torso nudo, una fascia al torace, una coperta verde addosso. Viene caricato sull’ambulanza e portato in pronto soccorso per gli esami clinici e per essere medicato.

L’altro, invece, l’accoltellatore, nigeriano, anche lui 17 anni, è scappato. Dopo aver colpito il rivale, s’è allontanato, forse per paura. A cercarlo e rintracciarlo ci pensano i militari dell’Arma, arrivati subito sul posto per gli accertamenti e per la ricostruzione della dinamica. Per prima cosa ascoltano la versione dell’aggredito, poi raccolgono le testimonianze degli educatori e diramano le ricerche. Il nigeriano viene rintracciato dopo pochi minuti, a 200 metri dalla struttura.

Come ricostruito dai carabinieri, guidati dal tenente Leonardo Bricca, che comanda il Nucleo operativo radiomobile, i due adolescenti si trovavano da soli in cucina quando è scoppiata la discussione, finita con la doppia coltellata inferta all’addome. Gli altri giovani ospiti della struttura erano fuori e gli educatori in un’altra stanza. «Non mi sarei mai aspettato un gesto del genere», è stato il commento a caldo fatto da uno degli educatori ai soccorritori.

Ma in base a quanto appreso, tra i due ragazzi c’erano già state delle scaramucce sulla convivenza, che mai però erano sconfinate in violenza, per di più con l’uso di un coltello. Già il 17 luglio altri due adolescenti avevano discusso animatamente per i turni delle pulizie, ma in quell’occasione c’era stata solo qualche spinta. E gli animi erano stati subito sedati dagli stessi operatori.

Il giovane ferito ieri nel pomeriggio è stato dimesso dall’ospedale dopo gli accertamenti e riportato al Melo mentre l’arrestato, su disposizione del magistrato della Procura per i minorenni di Firenze, è stato accompagnato in un centro di prima accoglienza fiorentino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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