Gioco
Al Rosario l’ultimo saluto al guerriero Pino Vitiello
Chiesa piena: i compagni scout, i disabili con cui ha condotto mille battaglie, la politica La consigliera Rossi intona Handel, i vecchi amici: «Per lui il bicchiere era sempre pieno»
LIVORNO. Il Rosario pieno, stracolmo di gente: è la fotografia di quanto Giuseppe Vitiello fosse conosciuto in città e quanto fosse apprezzata la passione che metteva in tutto.
A stringersi intorno al dolore della famiglia, c’erano anche il sindaco Filippo Nogarin (che alle 9 aveva presenziato al picchetto d’onore in Comune), la presidente del consiglio comunale Giovanna Cepparello, i colleghi del Movimento 5 Stelle e diversi consiglieri dell’opposizione. Nelle prime file anche una rappresentanza di carabinieri.
Sul finale della cerimonia si è toccato l’apice dell’emozione, quando la consigliera Alessandra Rossi ha cantato il “Largo” di Handel.
Tanto il dolore tra i presenti, ma anche la consapevolezza di aver conosciuto un uomo dalle mille risorse, pieno di vitalità ed entusiasmo, nonostante fosse tetraplegico dall’età di 16 anni, a causa di una caduta durante un’uscita scout. «Non era un frequentatore di chiese - ha detto don Pier Giorgio Paolini durante l'omelia - ma un uomo con una sua fede. Quando l’ho incontrato - ha raccontato - mi ha colpito la forza che ha tirato fuori dopo l’incidente. Portava la speranza nei suoi impegni, facendo da ponte tra la speranza umana e quella cristiana».
«Quello che ci unisce qui oggi - riprende il parroco - è la solidarietà, e per alcuni anche la fede: noi, Pino e il Signore».
Alcuni suoi amici scout, Salvatore e Nino, che avevano condiviso con Pino l’episodio dell’incidente, lo ricordano così, ringraziandolo per due cose: la prima, «perché ci hai insegnato che il bicchiere non è mai né mezzo pieno né mezzo vuoto: ma sempre e solo pieno». La seconda, «perché ci hai trasmesso il significato della vera solidarietà».
Non è riuscito a intervenire dalla commozione il sindaco Nogarin, che terminata la celebrazione, ha sottolineato un aspetto particolare di Vitiello, «quello di riuscire a vedere in qualsiasi situazione una opportunità: ecco, Pino stesso era una opportunità vivente».
Per Giovanna Cepparello, presidente del consiglio comunale, «la chiesa piena dimostra quanto Vitiello abbia fatto per le persone, deve essere un monito per noi consiglieri a svolgere al meglio il nostro impegno». Il capogruppo dei 5 Stelle, Giuseppe Grillotti, evidenzia l’impegno di Vitiello verso l’abbattimento delle barriere architettoniche, sottolineando «che vista la sua condizione, viveva con più sensibilità il suo incarico, e per questo faceva ben volentieri il presidente della quinta commissione. Sta a noi portare avanti le sue lotte».
«Con Pino - afferma a margine della funzione Fabrizio Torsi, l’amico dalle mille battaglie per i diritti e l’autonomia di chi è costretto a vivere su una carrozzina - abbiamo fondato l’associazione paraplegici». Poi aggiunge: «Pino era un folle, mi ha sempre colpito il fatto che cercasse di andare oltre il limite, e quando sei nelle nostre condizioni vuol dire o che sei scemo o che sei vivo: lui era la seconda e a dirla tutta, nei momenti difficili funziona meglio così».
Un esempio di questa vitalità di Vitiello era l’amore per lo sport. In ultimo si era messo a fare boxe. «Gli piaceva tanto – racconta il pugile Luca Tassi, da anni impegnato nella Special boxe - aveva lasciato il tennis per fare pugilato. All’inizio aveva paura di non farcela, poi una volta messi i guantoni la passione per questo sport lo aveva travolto, tanto da fare anche delle gare e vincerle».
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