Gioco
Nube maleodorante, l’Eni accetta di rimediare
Ma le ultime analisi mostrano che le emissioni riguardano anche altre realtà industriali
COLLESALVETTI. Non passa mese senza che a nord dell’abitato di Livorno, soprattutto nella zona di Stagno, si faccia viva la nube maleodorante: ormai è una questione all’attenzione dei cittadini perché ha conseguenze sulla vivibilità di tutta l’area.
Occhi puntati sulla raffineria Eni (ma non solo). A fare il punto sulla situazione sono stati l’assessore all’ambiente del Comune di Collesalvetti, Riccardo Demi, insieme ai rappresentanti dell’Arpat.
Dopo le segnalazioni di nubi maleodorante sia l’estate scorsa che a dicembre-gennaio, l’Arpat aveva ipotizzato, come probabile sorgente di emissione era stata indicata inizialmente la fermata degli impianti carburanti nella raffineria, ma è emerso che le analisi hanno escluso che «tale anomalia abbia avuto effetti significativi sulla qualità dell'aria nell'insediamento abitativo di Stagno».
L’Arpat ha allora fissato gli occhi «sul depuratore delle acque reflue dello stabilimento Eni, gestito dalla società Tae, come la principale causa delle maleodoranze percepite».
Il dossier è stato girato dall’Arpat a Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) che ha in mano le attività di controllo sulla raffineria. Sono stati indicati anche i rimedi che altrove sono stati utili: «sostituzione degli aeratori superficiali, copertura del comparto e filtro per trattenere i composti organici volatili».
Dal ministero è partita una diffida all’Eni: secondo quanto viene riferito da fonti del Comune di Colle, comunque, la società ha mantenuto un atteggiamento collaborativo e ha messo a punto un piano per intervenire sulle problematicità.
Ottenendo in cambio l’eliminazione della diffida – è emerso nel corso dell’incontro – il colosso del “cane a sei zampe” ha preso impegno a fare due cose: 1) un piano di fattibilità che identifica gli impianti più problematici e mette a punto i rimedi : da presentare entro il prossimo mese di settembre; 2) un programma di interventi per correggere effettivamente quel che non va: da realizzare entro la fine del prossimo anno.
Anche perché, come è stato sottolineato, nel maggio scorso Ispra a Arpat hanno fatto il controllo annuale alla raffineria, incluso quello all'impianto di depurazione: potenziato il sistema di nebulizzazione di prodotto odorizzante, ma non risulta risolutivo del problema.
I successivi sopralluoghi hanno mostrato, secondo Arpat, che le nuove segnalazioni di maleodoranze nelle ultime settimane a Stagno e Guasticce sono sì identificabili all’interno della raffineria ma rivelano anche che al fenomeno concorrono altre attività industriali nelle vicinanze dello stabilimento Eni. Proprio per questo motivo, il sindaco colligiano Lorenzo Bacci ha messo nero su bianco una dichiarazione ufficiale in cui auspica che «gli interventi di mitigazione possano essere ridistribuiti equamente fra tutte le attività coinvolte per raggiungere una definitiva soluzione ai disagi avvertiti dai cittadini del territorio di Stagno».
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