Gioco
Il giorno della verità per Aamps 10 milioni o libri in tribunale
Nogarin al bivio: salvare la società e puntare sul nuovo piano industriale o lasciarla al proprio destino Tremano fornitori e lavoratori. Alla fine la scialuppa di salvataggio potrebbe essere un altro mutuo
LIVORNO. Oggi alle 18.30 si riunirà in sala giunta l’assemblea dei soci di Aamps. All’ordine del giorno c’è l’approvazione del bilancio 2014, un bilancio terrificante chiuso con 21 milioni di perdite. Ma non solo quello: c’è anche la richiesta dell’azienda di liquidità immediata per far fronte al pagamento degli stipendi, dei fornitori, della benzina ai camion e dunque per garantire la continuità del servizio.
Dopo essersi preso un mese di tempo per valutare bene la situazione (il bilancio è stato presentato il 29 giugno), il Comune, in qualità di proprietario al cento per cento dell’azienda di via dell’Artigianato, oggi dovrà prendere una decisione: iniettare denaro fresco nei conti di Aamps per permetterne la sopravvivenza e soprattutto il rilancio attraverso il piano industriale presentato una settimana fa alla giunta dal presidente del cda Aldo Iacomelli, oppure rifiutare ulteriori aiuti e lasciare Aamps al proprio destino.
E’ una scelta politica, non solo economico-finanziaria. Ma è una scelta delicatissima, perché in gioco c’è il futuro dei 300 dipendenti e dei 150 lavoratori dell’indotto, c’è il pagamento dei fornitori (indietro di un anno nel riscuotere le proprie spettanze), c’è l’entrata in RetiAmbiente e l’organico che Aamps si porterà dietro nella nuova maxiazienda. Ma c’è anche l’idea di politica dei rifiuti - tema carissimo al mondo Cinque Stelle - che la nuova amministrazione ha intenzione di attuare.
Insomma, Nogarin stasera, qualunque decisione prenderà, darà un segnale forte: quello di credere in un progetto industriale nuovo, spingendo su un piano di rilancio annunciato da tempo (e finalmente ora partorito) con l’obiettivo di essere protagonisti con le proprie idee in ambito Ato, oppure quello di abdicare al ruolo di guida di Reti Ambiente.
I sindacati: un atto di responsabilità. «In questo momento serve un atto di responsabilità da parte di tutti. Lo chiediamo al presidente Iacomelli e al Comune», avverte il segretario della funzione pubblica Cgil Giovanni Golino. Ieri mattina Cgil, Cisl, Uil e Fiadel si sono recati in municipio per parlare col sindaco. «Ci ha detto che è in ferie fino a mercoledì, di parlare con gli assessori», racconta Golino. «E così abbiamo fatto».
La delegazione di sindacalisti ha incontrato Gordiani, Lemmetti, Martini e la vicesindaco Sorgente. «A tutti abbiamo chiesto una cosa: di sgombrare il campo da una visione ideologica della questione e assumersi la responsabilità nei confronti dei lavoratori e della città. Ci sono 450 posti di lavoro in bilico e c’è un servizio di igiene che non può fermarsi».
I dubbi della giunta. La giunta, ad oggi, è spaccata: perché dare ulteriori soldi all’azienda di via dell’Artigianato potrebbe significare doverli togliere da altre voci in un bilancio del Comune già ridotto all’osso. E il fatto che la perdita di 21 milioni sia attribuibile a partite giocate negli anni passati e dunque di non diretta responsabilità dei Cinque Stelle, così come i debiti a cui l’azienda oggi deve far fronte, rende ancor più complicato il nodo. Ma oggi una decisione andrà presa.
Ieri sera c’è stato l’ultimo incontro negli uffici comunali tra una parte della giunta, i vertici aziendali, i tecnici di palazzo civico. L’impressione è che il problema del buco di bilancio sarà in qualche modo risolto e dunque si eviterà che domani Iacomelli sia costretto a portare i libri in tribunale. Ma il nodo vero rimarrà: manca la liquidità per la gestione ordinaria. E quella liquidità è stata indicata dai vertici di Aamps in dieci milioni di euro.
Da meno 21 a meno 10 milioni. Cerchiamo di capire cosa succederà nel tardo pomeriggio di oggi. Aamps ha presentato una perdita di 21 milioni di euro, tutti legati a partite nate negli ultimi 10 anni. Con un capitale sociale di 16 milioni e mezzo oggi non sarebbe in grado di coprire la perdita. A suo vantaggio però potrebbe entrare in gioco la questione dei famigerati crediti Tia: si tratta di 11 milioni che fanno la parte del leone in quei 21 di rosso. L’azienda li ha messi a perdita dopo che la Corte dei Conti ne aveva escluso il recupero inserendoli sulla Tari. Il governo però ha fatto un decreto rendendo possibile il recupero attraverso lo scarico sulla Tari (che tra l’altro nella composizione della Tari 2015 già era stato fatto, si tratta dei 3.8 milioni in più che hanno comportato l’aumento della tassa sulla spazzatura di quest’anno). Ebbene, ora sta al Comune accettare di inserire quei crediti Tia sulla Tari anche nel 2016 e 2017 (con altre due tranche da 3.8 milioni). Sebbene fino a ieri non sia arrivato il sì definitivo all’operazione, pare molto probabile che oggi sarà formalizzata questa disponibilità. A quel punto la perdita di Aamps scenderà a 10 milioni circa.
Buco coperto, ma... Che cosa fare per coprirla? Sarà utilizzato il capitale sociale, che da 16 milioni scenderà circa a 6 (un po’ meno ad essere precisi). Pochi, considerando che l’entrata in Reti Ambiente seppur non immediata è vicina (sembra impossibile il decollo dell’azienda di ambito entro l’anno, più probabile a fine 2016 o inizio 2017). A quel momento Aamps dovrà (o dovrebbe) arrivare con le spalle larghe, a livello patrimoniale e industriale, non come un’azienda moribonda e deboluccia.
Il salvagente del mutuo. L’assessore Lemmetti ha dichiarato di esser pronto a mettere a disposizione dell’azienda due milioni di euro. E’ una base di partenza per alzare il capitale sociale, ma non basterà se è vero che, come dicevamo, l’azienda per poter andare avanti ha bisogno di liquidità immediata. Che non nasce oggi, ma è una richiesta vecchia, presentata già un anno fa dall’allora dg Fommei. E’ su questi ulteriori fondi che la giunta frena. Ed è qui che si giocherà la partita che riguarda gli stipendi dei lavoratori e i pagamenti dei fornitori. Questi ultimi - quelli che non rientrano nella moratoria Rosi - sono fermi alle fatture del luglio del 2014, un anno fa. L’atto di responsabilità verso di loro alla fine potrebbe trovare soluzione in un ulteriore mutuo: il quinto in carico ad Aamps.
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