Il Tirreno

Livorno

«Ripristinate il telefono tra Comune e Aamps»

di Giulio Corsi
«Ripristinate il telefono tra Comune e Aamps»

Cgil all’attacco sui rapporti tra Nogarin e la governance aziendale (da lui scelta) «Fommei, Di Gennaro, Marzovilla e Iacomelli: in un anno ne avete bocciati 4»

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LIVORNO. «L’assessore Lemmetti ha parlato di Aamps come di un luogo di morte riferendosi all’impianto di termovalorizzazione. Ma se c’è una cosa che per ora non dà segni di vita, quella è la linea telefonica tra palazzo civico e via dell’Artigianato». Giovanni Golino, segretario della funzione pubblica della Cgil, si affida ad una battuta per sottolineare l’impasse, per non dire la frattura, che da un anno sembra caratterizzare i rapporti tra il Comune - proprietario al cento per cento di Aamps - e l’azienda stessa, i cui vertici sono stati nominati proprio da palazzo civico.

«Dall'insediamento della nuova giunta, un anno fa, in Aamps si sono succeduti il direttore generale Fommei, l'amministratore unico Di Gennaro, il consulente Marzovilla e adesso il presidente Iacomelli, ben quattro figure col mandato di rilanciare l'azienda, tutte scelte dall'attuale amministrazione, considerando che anche Fommei è stato oggetto di conferma e rinnovo di contratto da parte del sindaco Nogarin - ricorda Golino -. Eppure il risultato continua a rimanere lo stesso: l'azienda non ha una progettualità chiara, e appare sempre più evidente che la mancanza di comunicazione fra il Comune di Livorno e la sua partecipata, non ha risolto nessuna delle criticità nella gestione dei rifiuti».

Una mancanza di comunicazione (o di comuni intenti) ben evidenziata dalle dure parole che l’assessore al bilancio Lemmetti ha speso durante tutta questa settimana contro Aamps, dunque contro i suoi vertici scelti dal sindaco, mostrando un chiaro segnale di sfiducia. «Non le darei un euro», «vogliono ancora soldi», «manca solo che spazziamo noi la città», «con le loro richieste il Comune chiude».

«Purtroppo è palese - continua il segretario della Cgil - che non c’è un rapporto e una linea comune tra azienda e amministrazione. Ma questo non può finire per scaricarsi sui lavoratori e sulla città. Il sindaco con la sua giunta ha il dovere di dare sicurezza del servizio alla cittadinanza e di continuità lavorativa ai dipendenti tutti, agli oltre trecento dipendenti Aamps, e alla quarantina di precari che attendono la stabilizzazione del posto di lavoro, ma anche a tutto il mondo dell'indotto, per un totale di a circa 450 lavoratori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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