Sicurezza
Profughi in Toscana, mezzo milione per i lavori nelle strutture di accoglienza
La Regione sovvenziona i restauri indispensabili nei 15 immobili di sua proprietà. Così tacita le obiezioni dei sindaci e salva il modello di accoglienza diffusa
In Sicilia sbarcano in poche ore quasi 1400 migranti e la Toscana non si fa trovare impreparata. Ha belli e pronti 550mila euro per sistemare gli edifici dove accogliere i migranti in modo temporaneo. Non sono immobili nuovi: si parte dalle strutture che Il Tirreno ha anticipato a fine giugno 2015, messe a disposizione intanto dalla stessa Regione o da enti suoi partecipati.
TRENTAMILA EURO A OGNI CASA DI ACCOGLIENZA
Si va, dunque, dall’albergo polifunzionale di San Marcello Pistoiese fino alle case per vacanze di Barga. In sostanza, sono i soldi che servono a tacitare le obiezioni di sindaci e qualche prefetto che considerano le scelte della Regione non idonee ad accogliere i migranti. La prima motivazione addottata per bocciare gli edifici, infatti, è che non sono a norma. Non vanno bene per nessuno. Quindi, nemmeno i rifugiati. Neanche per poco tempo. Un esempio? A San Marcello, l’ex centro giovani “Il Villone”, trasformato in albergo polivalente, non risulta utilizzabile subito come struttura di accoglienza perché la ristrutturazione non è completata. Mancherebbero infissi e pochi altri lavori. La Regione, però, risponde stanziando 30mila euro «massimo, Iva compresa» per «effettuare i lavori di adeguamento necessari per ogni immobile».
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LAVORI A 15 STRUTTURE, POSTI PER 300 PROFUGHI
Questo primo mezzo milione serve per adeguare le 15 strutture di proprietà della Regione, dove ospitare fino a un massimo di 20 persone: scarsa concentrazione in vari luoghi. Il modello toscano, dunque, che porterebbe a ricavare già 300 posti con 559mila euro di investimento.
Il calcolo è presto fatto: i lavori necessari ammontano a 450mila euro più Iva. Di più non ne servono perché - come rilevato a giugno nel decreto che individua gli edifici per migranti - «gli uffici tecnici regionali hanno condotto una specifica ricognizione sugli immobili disponibili. Quindi hanno elaborato schede che ne attestano l’idoneità statica. In ogni scheda sono evidenziate per ciascun immobile le limitazioni d’uso e lo stato di fatto per l’eventuale loro utilizzabilità a fini temporanei di accoglienza dei migranti stranieri».
NON SERVONO INTERVENTI STRUTTURALI
In parole povere, i 31 edifici individuati non sono a rischio di crolli. Hanno bisogno, però, di essere resi funzionali. Intanto con mezzo milione si mettono a posto tutti quelli di proprietà della Regione. Ma le «prescrizioni della delibera della giunta regionale potranno essere utilizzate da Asl, enti locali, associazioni ed enti del terzo settore come linee guida per la messa a disposizione di immobili di loro proprietà per l’accoglienza di migranti».
NUOVA CONVENZIONE CON LE PREFETTURE
Per procedere in questa direzione - spiega l’assessore regionale al patrimonio, Vittorio Bugli che propone la delibera - basta solo modificare la convenzione tipo sull’accoglienza concordata con le prefetture, un anno fa. Le modifiche non sono essenziali. Prevedono solo che la Regione si impegna a rimborsare all’ente gestore della struttura di accoglienza le spese sostenute «per gli adeguamenti (dell’immobile)dietro presentazione della documentazione necessaria e previa verifica dei lavori eseguiti». Saranno le prefetture a individuare il gestore attraverso procedure che «tengano conto non solo del prezzo, ma anche della qualità dei servizi offerti», selezionando, quindi l’offerta economicamente più vantaggiosa, quella nella quale sia migliore il rapporto qualità-prezzo. E l’ente gestore, che avrà effettuato i lavori, diventerà responsabile «di danni a persone, beni mobili e immobili».
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