Il Tirreno

Livorno

Il vescovo: il Comune risparmia proprio grazie a quegli istituti

Giusti difende Immacolata e Santo Spirito che ora rischiano di chiudere «Se c’è un servizio apprezzato da tutti in città è quello scolastico delle suore»

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LIVORNO. «Se a Livorno c'è un servizio apprezzato da tutti e ricercato da tutti, senza alcuna distinzione di fede religiosa o di credo politico, è quello delle scuole paritarie, soprattutto quelle gestite direttamente dagli istituti religiosi femminili. Occorre addirittura iscrivere i propri bambini appena nati, altrimenti ben difficilmente, si trovano posti liberi». Comincia così un lungo intervento del vescovo Simone Giusti, in merito alla sentenza della Cassazione che ha imposto il pagamento dell'Ici alle scuole paritarie dopo il ricorso del Comune di Livorno contro due istituti religiosi, Santo Spirito e Immacolata, che si sono trovati da un giorno all’altro a dover pagare 422mila euro di tasse comunali.

Giusti evita ogni polemica con il Comune, ma un messaggio a palazzo civico lo manda chiaramente: «Quello offerto dalle scuole cattoliche è un servizio ricercato - dice - perché alla portata di tutti. Per l'abnegazione delle suore esso si rende infatti possibile anche ai meno abbienti, grazie a quote sociali per le famiglie numerose o in difficoltà lavorative. Ma le scuole paritarie - aggiunge il vescovo - sono anche un grande risparmio per i Comuni, le Regioni, lo Stato: tutte le ricerche statistiche sono concordi nel dirlo. Sono un prezioso servizio sociale».

La polemica c’è, invece, nei confronti della Corte di Cassazione. «Mi chiedo come è stata possibile una sentenza come quella della Cassazione - aggiunge il vescovo -. La legge sulla tassazione degli immobili è imprecisa e permette più legittime interpretazioni, visto che altri gradi di giudizio si erano espressi diversamente? Allora il legislatore intervenga prontamente per fare chiarezza! Siamo dinnanzi, ancora una volta, a una sentenza 'creativa', ovvero la magistratura vuole legiferare e sostituirsi ad altri organi dello Stato? Allora gli organi di autotutela intervengano».

Suor Fiorella e suor Letizia, direttrici di Santo Spirito e Immacolata, hanno detto sul Tirreno di ieri che davanti ad una mannaia come quella caduta sulle loro teste, il rischio di chiusura nel giro di poco tempo è concreto. E la stessa sorte potrebbe toccare alle altre scuole religiose della città, tutte dentro al contenzioso con palazzo civico.

Anche per Giusti si tratta di una sentenza che metterà in difficoltà molti istituti portandoli a non poter più offrire il loro servizio: «Di certo questa sentenza costringerà molti istituti a chiudere, perché non saranno in grado di pagare e verrà meno dunque quella libertà di scelta nell'educazione dei propri figli, che è altresì presente in tutta Europa, compresa la laicissima Francia, ma oserei dire in tutto il mondo libero (non certamente in Corea del Nord). In Italia è in atto un dibattito affinché i diritti civili personali siano giustamente riconosciuti a tutti, ma mi chiedo - conclude Giusti - il diritto all'educazione, alla libertà di educazione, non è uno di questi?».

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