Il Tirreno

Livorno

Confronto porta un esposto in Procura

L’associazione di De Peppo e Lamberti rispolvera le carte dell’approvazione del bilancio Aamps 2013

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LIVORNO. Ormai è un diluvio di segnalazioni, esposti, fascicoli. Tutti con i riflettori puntati su Aamps. Ieri anche il direttivo dell'associazione Confronto per Livorno, per mano del presidente Giovanni De Peppo, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica: l’associazione, di cui fa parte anche l’ex sindaco Gianfranco Lamberti, torna a chiedere di fare luce sull’approvazione del bilancio 2013 di Aamps. Approvazione che, com’è noto, portò allo scontro tra il collegio dei sindaci revisori e gli allora vertici del Comune.

«Il 26 giugno dello scorso anno – si legge nell’esposto – convocammo una conferenza stampa con cui segnalammo che venerdì 23 maggio 2014 alle 20.45, quindi alla vigilia immediata del voto per l'elezione del sindaco, si svolse l'assemblea dei soci di Aamps avente ad oggetto l'approvazione del bilancio dell'esercizio 2013. La lettura del verbale di assemblea e della relazione del collegio sindacale rivelavano una serie di circostanze di inusitata ed eccezionale gravità: i revisori dei conti di Aamps, infatti, espressero un parere totalmente negativo sul bilancio, invitando il socio unico, il Comune, a non approvarlo». Notizia peraltro riportata più volte dal Tirreno.

«Il socio unico – riprende la nota – era presente all'assemblea, fatto eccezionale, nella persona del sindaco uscente Alessandro Cosimi, del vicesindaco Bruno Picchi, dell'assessore Valter Nebbiai, dell'assessore Paola Bernardo e del dirigente del settore programmazione economico-finanziaria del Comune». «La relazione del collegio sindacale – viene ricordato – espresse il proprio giudizio negativo sul bilancio redatto dall'amministratore unico, Ezio Chioini, in quanto si diceva: "non è stato redatto con chiarezza e non rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, finanziaria e il risultato economico di Aamps Spa". Il giudizio negativo, che nella sua eccezionalità rappresentava un fatto gravissimo per l'azienda e per il Comune che la partecipa integralmente – evidenziano da Confronto – si articolava su alcuni argomenti precisi». Ad esempio, secondo gli scriventi: «non veniva supportata da formale documentazione la previsione di accensione di un ulteriore finanziamento bancario di 3 milioni di euro da incassare a settembre 2014 che avrebbe dovuto sopperire alla crisi di liquidità» e «non era stata accantonata una provvista di 700.000 euro ricevuti dalla Regione nel 2013, relativa alla raccolta porta a porta».

«Dal verbale di assemblea del 23 maggio – scrive il direttivo di Confronto nell’esposto – si evince ancora che il Comune, nella persona del sindaco, non accolse l'invito del collegio sindacale, fondandosi sugli approfondimenti degli uffici comunali, con particolare riferimento alla relazione redatta dal dirigente Alessandro Parlanti, che richiamando anche un parere redatto in precedenza dal professor Stefano Pozzoli, ha ritenuto validi i criteri applicati nella redazione del bilancio e giudicati negativi dai revisori». Dallo stesso verbale di assemblea «si apprese che il presidente del collegio invitò l'azienda a non erogare i premi di produttività, in ragione del parere negativo: infatti, se le eccezioni del collegio sindacale fossero state accolte, il bilancio di Aamps, anziché chiudere con un leggero utile di circa 88.000 euro, avrebbe registrato una perdita d'esercizio di quasi 1.000.000 di euro». «Anche su tale richiesta – viene evidenziato – il Comune ritenne di non concordare e deliberò il riconoscimento all'amministratore unico di una somma pari a 21.600 euro».

Infine, «essendo venuto a scadenza il mandato del collegio, contro il quale si apprese che l'amministratore unico aveva richiesto di intraprendere un'azione di responsabilità che il socio non ritenne sussistere, fu nominato nella persona di Francesco Carpano, presidente, di Laura Baldoni e Alessandro Carrara: il collegio assunse anche le funzioni di amministrazione, essendo scaduto il mandato dell'amministratore unico».

«Tutto ciò – conclude l’esposto – avveniva in un momento in cui Aamps era in procinto di essere valutata al fine di essere assorbita in Reti Ambiente. Insomma una storia piuttosto confusa che tentammo di porre all'attenzione e oggi meraviglia la meraviglia dei tanti e il silenzio di alcuni».

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