Il Tirreno

Livorno

Traffico, Gordiani rispolvera il piano di Lamberti e Maltinti

di Giorgio Carlini
Traffico, Gordiani rispolvera il piano di Lamberti e Maltinti

L’assessore ha annunciato l’intenzione di partire da quel documento perché «contiene già molti progetti che condividiamo, basta attualizzarli». Cannito: «Avevate fatto altre promesse»

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LIVORNO. Quando lo vedono arrivare in commissione con il suo computer portatile, i consiglieri pensano che Giovanni Gordiani sia pronto a presentare la bozza finale del nuovo Piano della mobilità, elencando i provvedimenti che cambieranno volto alla città per viabilità, infrastrutture e qualità della vita. Ma da lì a poco l'assessore sorprende tutti, leggendo un misterioso documento in cui si parla in modo generico di Ztl, itinerari ciclabili, parcheggi di scambio e bici a noleggio. «Sapete cos'è questo? - domanda Gordiani ai consiglieri - È il Piano del traffico del Comune dell'anno 2000».

La vera notizia rimbalzata ieri a Palazzo civico è la volontà dell'amministrazione di ripartire dal piano risalente a 15 anni fa, redatto dall'allora assessore Simone Maltinti ai tempi della giunta di Gianfranco Lamberti. Il motivo lo spiega lo stesso Gordiani a una platea per lo più incredula: «Molti progetti che vogliamo realizzare sono già presenti in quel documento. Ero stato contagiato da chi non faceva che ripetere che quel piano era vecchio, ma quando l'ho letto ho scoperto che concetti come la riduzione del traffico privato e l'implemento del trasporto pubblico sono sulla carta da 15 anni». Per Gordiani «l'errore è stato piuttosto non aver attuato quei temi, operando una serie di deroghe che hanno impedito lo sviluppo di una mobilità sostenibile».

Quello che ai più può sembrare un clamoroso passo indietro per l'assessore è invece un vantaggio, perché «molte cose già ci sono, basta attualizzarle». Resta il fatto che il nuovo documento (che per inciso si chiama "Piano urbano della mobilità sostenibile") è ancora una bozza ben lontana dalla sua forma finale. «Abbiamo preparato "il contenitore" - precisa Gordiani - e la giunta ne ha approvato le linee guida come sicurezza stradale, diminuzione del traffico privato, promozione di trasporto pubblico e piste ciclabili, miglioramento della qualità dell'aria. Il ritardo nell'iter di pianificazione - aggiunge - dipende dalla volontà di rendere il Piano il più partecipato possibile: tutte le osservazioni di residenti, commercianti, associazioni e comitati saranno tenute in considerazione».

La spiegazione non soddisfa però le opposizioni. «Avevate promesso il nuovo Piano entro giugno - attacca Marco Cannito (Città Diversa) - ora ci venite a parlare di linee, di vecchio piano, ma non è questo il metodo con cui si lavora». «Più che si va avanti - gli fa eco Elisa Amato (Fi) - e più ho le idee confuse sul modo in cui si sta muovendo l'amministrazione. Dopo 13 mesi siamo sempre alla fase delle riflessioni». Marco Bruciati (Bl) sottolinea quanto sia distante «il traguardo del 60% di spostamenti di tipo sostenibile in città, obiettivo del manifesto della "Campagna 10 minuti" che avete sottoscritto nel periodo elettorale». «In attesa del Piano - chiosa Marco Ruggeri (Pd) - intanto state facendo quelle discutibili rotatorie sui viali a mare».

A entrare nei (futuri) contenuti del Piano ci pensano Edoardo Marchetti e Daniele Esposito (M5S), che chiedono all'amministrazione il coraggio di fare scelte impopolari, come vietare il transito in alcune zone non solo alle auto, ma anche agli scooter: «Altrimenti - dicono in coro - a poco serviranno ciclabili e servizi pubblici, fossero anche i migliori al mondo».

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