Toscana
Sotto l’ombrellone caccia grossa al libro che ti strega
E intanto la biblioteca di Villa Fabbricotti va in riva al mare con lo “scaffale mobile” per offrire volumi in prestito gratis
LIVORNO. «Un libro da leggere in riva al mare? Sembra quasi un controsenso: con tutta la gente che conosco qui fra vicini d'ombrellone, ex colleghi che hanno scelto lo stesso stabilimento balneare, amici che comunque non puoi non incontrare. Eppure sarà che invecchio ma quest'anno ho scoperto che sulla sdraio si legge che è un piacere». Paola Morelli non è né una prof di lettere né una (ex) secchiona ma confessa di aver scoperto il fascino discreto della lettura «perché ormai a casa non avevo più tempo».
Non è l'unica. Nel tour a zonzo fra i bagni livornesi sembra che la passione per la parola stampata stia contagiando un po' di gente: magari non gli adolescenti che fra un tuffo e l'altro non hanno certo voglia di qualcosa che ricorda troppo da vicino la scuola, ma fra chi è nell'età degli "anta" il virus della lettura sembra diffondersi. «Volevo finire l'ultimo libro di Henning Mankell ma a casa sei sempre sommerso da mille incombenze – dice Nino Antonelli – e alla fine ti rassegni: un giallo però non lo puoi lasciar lì, c'è una trama che ti accompagna e ti ronza in testa».
Per Alessandra Lenzi non c'è bisogno di ricorrere agli espedienti dei polizieschi per catturare l'attenzione e costringerti a voltare una pagina dopo l'altra. «Cosa consiglio? Non mi fido di quel che sforna l'industria dei grandi premi ultra pompati, io sto leggendo “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” di Mark Haddon e francamente mi piace. Basta evitare di intestardirsi a credere che manchino i capitoli perché l'autore li conta in modo strano, un susseguirsi di numeri primi».
Quando Anna Rosi racconta che la sua mattina è ora dedicata «per almeno una mezz'oretta» a Baricco: «Ma “La sposa giovane” non mi sta prendendo granché mentre “Emmaus” mi era piaciuto parecchio". Il nipote Jacopo scuote la testa: «Proprio non la capisco. Avrebbe la possibilità di farsi una partita a burraco con i vicini di cabina. E invece, eccola lì a cullarsi fra i suoi amati libri...».
Marisa Bini confessa che nemmeno lei ci credeva: «Già, perché è stata un’amica a passarmi un libro all’inizio della settimana scorsa: è il secondo dei libri di Elena Ferrante. Mi interessa zero l’alone di mistero sull’identità dell’autrice, mi piace invece quel suo modo di raccontare». «E di raccontare la “mia” Napoli», aggiunge Anna Bruno, che poi sarebbe l’amica consigliera. Lo dice prima di andare a vedere la “biblioteca al mare”: il prestito dei libri organizzato dalla Biblikoteca Labronica in tandem con Itinera, ai Lido nelle mattinate del martedì e del venerdì la biblikoetca esce dai propri scaffali e va in riva al mare. Gratis, e con la possibilità di restituire il libro sia allo stand sul mare che nella sede centrale della Biblioteca, a Villa Fabbricotti.
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