Il Tirreno

Livorno

La Tracina: Nogarin dal selfie al self-service...

La Tracina: Nogarin dal selfie al self-service...

L’Amministrazione – che si sta distinguendo per impegni reali e concreti, sur territorio – sta pensando a una via Ciuchèba. Ma per forza. È una naturale conseguenza degli eventi...

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Cose belle e 'mportanti. Livorno avrà via Ciuchèba. "Ciuchèba uno di noi". Artro che ir Che! E poi è di Castiglioncello come ir nostro Sindao

La notizia è certa. L’Amministrazione – che si sta distinguendo per impegni reali e concreti, sur territorio – sta pensando a una via Ciuchèba. Ma per forza. E’ una naturale conseguenza degli eventi. Ir Ciuchèba ha fatto tanto per i livornesi, era pieno di bella gente, si beccava un casino, c’era un pianobar di classe, ci giravano Panariello, Renato Zero e a volte anche addirittura la Berté (che sono tutti e tre la stessa persona, vedrai), e poi è di Castiglioncello come ir nostro Sindao. In soldoni, è stato più utile di un Riàsoli (che la strada ‘nvece ce l’ha) e però quando gli austriaci attaccarono Livorno, stava dalla loro parte, quer troiaio di pottino (anche se questa è una semplificazione “bischera” da inquadrà invece ner complesso periodo storico che fu il Risorgimento) o di Che Guevara (quer komunista). Ciuchèba era d’élite sì, ma con le riduzioni faceva entrà anche ir popolo, era di tutti, per tutte le stagioni, ir Ciuchèba era davvero ‘n simbolo de’ tempi. Sicché ora c’è solo da sceglie’ quale strada darni. Ormai, a seguito della frase tormentone di martedì scorso der Sindao, i livornesi potranno ribattezzà come “via Ciuchèba” la strada che più ni garba, ar grido di “Vuoi via Ciuchèba? Nominatela te”. Impazziranno i postini. “Via Chiuchèba? E’ dove ci sto io”, ”No, seee, l’ho scerto prima io”. …Te lo ‘mmagini? Claudio Marmugi

di Paola Pasqui

La crisi della sinistra e ir tenente 'Olombo

E' inutile giracci intorno, la sinistra è in crisi. È in crisi per molti motivi, forse perché negli anni si è arroccata senza capire cosa stava accadendo alla pancia del Paese (e a giudicare dagli episodi di razzismo crescenti, direi che la pancia del Paese puzzi parecchio), più mettici che un è facile capire se le formazioni che si professano di sinistra lo sono davvero, se il populismo è di destra o di sinistra, e se abbia un senso ancora oggi parlare di schieramenti. Insomma, non è facile fare un’analisi e men che meno trovare risposte. Però possiamo provare a definire come dev’essere un buon leader di sinistra. Allora, intanto seondo me dev’essere in grado di non ossequiare le classi più alte, ma anzi, anche cercando la comunicazione, dovrebbe pungolarle e smascherarne le ipocrisie. Inoltre, da un leader di sinistra mi aspetto che cerchi di andare più alla sostanza delle cose, cercare delle vere soluzioni, e fregarsene dei diktat dell’immagine. D’altronde, non riesco a immaginare un leader di sinistra che non sia legato agli affetti e alle relazioni sociali e amicali, con una certa attenzione anche al mondo degli animali. Io questo leader l’avrei anche individuato, mi sembra l’unico tra quelli che vedo in televisione che racchiuda in sé tutte queste doti: ir tenente Colombo. Dici ma è datato, son tutte repliche. Lo so, ma quantomeno, ni dovete rionosce che un è una replia della diccì, LUI. Hai detto nulla.

di Claudio Marmugi

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Tuffi livornesi, roba per Eletti

I tuffi a Livorno son come le mosse der Judo, come ir katà ner Karaté, come le figure der Taiccì, come gli elementi della Natura: sono la composizione der nostro Universo. Vi ricordate “Leva la cera, metti la cera”? Noi uguale. Quando eri piccino ar mare, un vecchio saggio, t’avvicinò, e ti insegnò i segreti de’ tuffi livornesi. La Bomba, la Militare, ir Cammellone, ir Signorone, ir Califfone, la Siuski, l’Ovo, tutta roba che all’Olimpiadi non c’è – ma ci dovrebbe esse’. Tutti meccanismi per produrre più schizzi possibili. Il problema è che il vecchio saggio t’appare un pomeriggio, ti spiega tutto di colpo (e tutto ‘nsieme), e poi scompare. Quindi, te, che c’hai tipo sett’anni, ascolti tutta la spiegazione e poi non ti ricordi nulla. O almeno, io non mi ricordavo nulla – gli “eletti” se lo ricordavano. E così, mentre loro facevano tuffi da “dieci” io pigliavo certe gropponate, certe spanciate, certe ghignate, senza fa’ nemmeno uno schizzo. Mi chiudevo a Ovo mentre facevo la Militare, mi giravo per aria mentre volevo fa’ la Bomba. Ho iniziato a capicci quarcosa ieri l’artro, dopo quarant’anni, quando ho visto ir servizio su’ tuffi der Tirreno. Oggi riprovo.

di Consalvo Noberini

Si rivole ir faccia a faccia

Devo esse’ sincero, io me l’aspettavo. Un ave’ voluto ‘mpara’ a anda’ sur compiute’, un usa’ i social nettuorche, m’ha guasi espurzo dar contesto civile. A Livorno poi, cor un Sinda’o che d’abitudine guasi tutti i giorni tuitta e chatta co’ cittadini, che risponde attraverso le meille, che inzomma si rapporta cor su’ popolo attraverso la rete, hai voglia di sape’ dov’è Via dell’Ammazzatoi o conosce’ la storia der Villano o dove è avvenuta la scissione der PSI ner ‘21, un basta: sei fòri dar contesto. Io ‘nvece sognavo un antro rapporto comuni’ativo cor mi’ Sinda’o: mi garbava vedello affacciato sulla scala der Municipio a ‘nformacci direttamente delle su’ decisioni. E noi tutti sotto a appraudillo o a fistiallo. “Cittadini livornesi, di sinistra, di centro e di destra che m’avete eletto, volete voi cambia’ nome alla Via Grande con Via Che Guevara?” “Nooo! Sììì!” “Io voglio Via Mario der ri’overo!” “ Volete voi l’erba più verde in Piazza Mazzini? Allora annaffiativela!” “Volete voi scioglie i Vattro Mori?” “Quanto volete ‘he duri Effetto Venezia?” E così via. Democrazia diretta. Emozioni der primo cittadino che valuti dar vivo, senza ir firtro della rete. Inzomma come i ‘omizi d’una vorta.

di Gino ir Locatore

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Ma perché non facciamo "Affitto Venezia"?

Lo so. A prima vista potrà sembrà un giochino di parole fine a se stesso, eppure, perché l’anno prossimo non facciamo “Affitto Venezia” ‘nvece di “Effetto Venezia”? In sostanza, la diamo, tutta o una parte, a pago, a chi la pòle (o potrebbe) rende’ una festa (inter)nazionale perdavvero. Da anni, del resto, si parla di mette’ un biglietto per “Effetto Venezia” ma non ci si riesce perché la zona è vasta e ci sono troppi varchi: costerebbe di più tené il servizio di pedaggio e la sorveglianza che l’incasso che ne deriverebbe. Ma se si chiudesse solo “Piazza del Luogo Pio”? Perché non s’affitta la piazza a gente tipo “Barley Arts” (che ciavevano ‘n gestione tipo i “Pink Floyd”) o a D’Alessandro&Galli (Lucca Summer Festival) o a chiunque altro (serio) si faccia avanti e che magari, poi, l’anno prossimo, riesca a portà a Livorno qualche artista internazionale (biglietto ovviamente a pagamento) da buttallo ‘n piazza del Luogo Pio con diecimila persone che si frugano da tutta la Toscana? Non ci farai LediGagarina ma magari qualche nome medio che attira ‘n po’ di gente c’è di sicuro, in tour. Iniziamo a copià. Hanno copiato tanto da noi (Mercantia e tutte quelle robe lì) cominciamo a copià anche noi. Senza toglie nulla ai grandi Bobo, Nada e Karima (quest’ultima, bel colpo di Perullo), lo sputeresti un Nicola Piovani in Concerto nella splendida cornice di Piazza del Luogo Pio? Se poi 50 euri di biglietto son troppi facciamo ‘ntervenì una Fondazione. E’ che a Livorno, a parte vella der 5&5 o dell’Accademia der Ponce Diaccio scarseggiano…

 

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