Il Tirreno

Livorno

L’azienda boccia il consulente del sindaco

L’azienda boccia il consulente del sindaco

Ecco il rapporto sul lavoro di Marzovilla inviato dai vertici Aamps a Nogarin: «Nessun considerevole valore aggiunto»

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «La relazione, pur offrendo spunti di riflessione e contributi di buon senso, non può essere considerata nel complesso uno strumento di lavoro di considerevole valore aggiunto...». Se a scriverlo è il presidente del Cda di Aamps, Aldo Iacomelli, e se il riferimento è al lavoro svolto negli ultimi mesi da Andrea Marzovilla, il consulente voluto a febbraio dal sindaco (con un contratto a progetto di sei mesi da 22.400 euro), le parole non possono che pesare come macigni.

Ieri negli ambienti della politica e dell’amministrazione ha iniziato a circolare il rapporto che i rappresentanti dell’azienda dei rifiuti hanno inviato il 22 luglio ai vertici dell’amministrazione comunale, primo fra tutti il sindaco, e ai rappresentanti della macchina di Palazzo Civico, dal segretario generale ai dirigenti. Una relazione che accompagna il lavoro finale sull’analisi e le prospettive per il risanamento di Aamps che Marzovilla ha già consegnato alcuni giorni fa all’azienda.

Ormai è chiaro che non è idilliaco il rapporto tra i nuovi vertici dell’ex municipalizzata e il consulente che sembra godere della piena fiducia del sindaco. E il primo punto che salta all’occhio leggendo la lettera di Iacomelli è che di fatto la collaborazione che sarebbe dovuta andare avanti fino al 31 luglio si è chiusa in anticipo. Con quale valutazione?

«Gli uffici di Aamps – viene premesso nella nota del presidente del Cda – hanno valutato il lavoro, concludendo che da un punto di vista prettamente amministrativo il dottor Marzovilla ha svolto il progetto secondo quanto richiesto e che il rapporto consegnato all’azienda presenta formalmente tutti i punti oggetto del progetto di collaborazione, per cui si può ritenere definitivamente concluso l’incarico stesso».

«Tuttavia – si legge subito dopo – se ciò corrisponde al vero dal punto di vista formale, è altrettanto vero che il contratto aveva durata sino al 31 luglio, mentre la relazione porta dati numerici e contabili che si fermano, per espressa dichiarazione del collaboratore, a marzo. Conseguentemente la fotografia aziendale che emerge dalla relazione è già superata, così come lo sono le indicazioni sulla riorganizzazione della struttura aziendale che questo Cda ha ritenuto di sviluppare con uno studio approfondito da realizzare in collaborazione con l’Università di Pisa».

Non è finita qui: «Altrettanto obsolete – c’è scritto nella lettera inviata al sindaco – sono le considerazioni riguardo alla copertura dei crediti inesigibili Tia, perché viene presa in esame soltanto la decisione della Corte dei Conti della Toscana dell’aprile 2015 e non anche quella di senso contrario della Corte dei Conti dell’Emilia del maggio successivo che, propendendo a favore del ribaltamento dei crediti in tariffa rifiuti, auspicava un intervento normativo in tal senso, avvenuto poi con il Dl 78/2015».

Quanto ai contenuti tecnici, secondo i vertici Aamps, l’elaborato del consulente «riporta progetti e idee che erano sostanzialmente già patrimonio aziendale e dà indicazioni per il raggiungimento di obiettivi finanziari che, in parte, al momento della consegna del documento sono stati raggiunti dalla società». In sintesi, «la relazione, pur offrendo spunti di riflessione e contributi di buon senso che Aamps potrà prendere in esame, non può essere considerata nel complesso uno strumento di lavoro di considerevole valore aggiunto – tipico delle attività di consulenza – proprio perché sarebbe tale se fosse stata pensata in modo dinamico e quindi non si fermasse, per espressa ammissione, a marzo scorso».

Parole che però sono lontane dalle dichiarazioni rilasciate proprio alcuni giorni fa al Tirreno dallo stesso Marzovilla, che ha sottolineato più volte di aver «lavorato a testa bassa e al meglio nell'interesse di Aamps, redigendo un rapporto di oltre cento pagine con le problematiche da risolvere».

Così ora si viene a sapere non solo che il consulente non ha ancora riscosso tutta la somma prevista dal contratto, ma anche che prima di liquidarla i vertici dell’Aamps vogliono sapere cosa ne pensa il Comune. «Ad ogni buon conto – si legge nella parte finale della lettera – si rimette al socio ogni altra considerazione e decisione, compresa quella relativa alla liquidazione del saldo finale del compenso, riguardo al quale si chiede indicazione anche rispetto alle somme da detrarre in ragione dell’utilizzo dell’auto aziendale oltre quanto eventualmente non strettamente collegato allo svolgimento dell’incarico».

Juna Goti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web