Gioco
Interdetti 150 metri quadri sotto al ponte di Calafuria
Il Comune firma l’ordinanza: off limits un’area lato sud e un sentiero per il mare Dopo la caduta di pezzi di cemento l’Anas metterà in sicurezza alcune travi
LIVORNO. Dopo la caduta di pezzi di cemento dalle travi graffiate dal vento e dal sale, il Comune ha deciso di interdire un’area di 150 metri quadri sotto al ponte di Calafuria, lato sud.
L’ordinanza è stata firmata ieri mattina dalla vicesindaco Stella Sorgente, dopo che i tecnici della protezione civile hanno fatto un sopralluogo in mezzo gli scogli insieme ad Anas, vigili del fuoco, capitaneria di porto e ufficio demanio del Comune.
Erano stati proprio gli addetti dell’Anas, due giorni fa, a recintare l’area sotto al ponte e a chiudere in via precauzionale il sentiero che porta al mare passando sotto l’infrastruttura. Si tratta di una scorciatoia (per la verità già in parte franata) che viene usata da molti livornesi e che si trova proprio davanti alla “corda dei tuffi”. Ora da lì non si può scendere: le alternative sono la scogliera di fronte, lato mare, o la scogliera sotto la torre.
Ma il ponte è sicuro? Ci sono rischi per i bagnanti che nuotano nello specchio di mare sotto al cemento o che stendono l’asciugamano negli altri tratti di spiaggia sotto la campata?
Sono tutte domande che negli ultimi due giorni, una volta spuntata la recinzione, si sono fatti in parecchi. Anche perché gli scogli di Calafuria sono frequentatissimi d’estate, non solo dai livornesi. E per i livornesi sono forse il simbolo per eccellenza del mare bello e libero del Romito.
Una premessa è doverosa: «La normativa dice chiaramente che non si potrebbe stare sotto ponti come questo...», ripetono i tecnici dell’Anas. Ma dirlo a Livorno, tra Calafuria e Calignaia, sembra quasi un’impresa.
Quindi? Ieri mattina, nel corso del sopralluogo, dall’Anas hanno risposto che «la campata del ponte lato nord e centrale è già stata ristrutturata negli anni passati». Insomma, «è in sicurezza»: per questo sono stati chiusi “solo” i 150 metri quadri che si trovano sotto la campata lato sud. «Qui – hanno spiegato – con l’erosione del vento e delle mareggiate si stanno scoprendo i ferri di alcune travi e del materiale cade a terra. Le strutture dovranno essere sabbiate e rivestite con un materiale più resistente, a protezione dei ferri».
A quanto risulta la perizia è già stata fatta, il progetto è pronto e dopo l’estate dovrebbe essere fatta la gara e quindi assegnati i lavori (a carico dell’Anas) sotto l’arcata sud del ponte nato a metà del secolo scorso.
L’ordinanza firmata ieri dalla vicesindaco ha chiuso al pubblico sia l’area di 150 metri a ridosso del mare che il sentiero che si trova subito sopra. I tecnici del Comune hanno affisso le carte e delimitato ulteriormente lo spazio a rischio, in attesa della messa in sicurezza dell’Anas, responsabile del ponte.
«Completato il sopralluogo – spiega infatti il responsabile della protezione civile, Leonardo Gonnelli – abbiamo ritenuto di interdire, pur nei canoni della sicurezza, una zona molto ristretta, con l'obiettivo di limitare il più possibile i disagi per i bagnanti». Nei prossimi «Anas è tenuta a confinare adeguatamente la zona e ad eseguire i lavori di messa in sicurezza».
Così dopo le impalcature intorno alla torre, transennata e vuota da due anni, ecco anche le recinzioni a due passi dagli scogli. E tutto dopo i ripetuti sos sotto al ponte di Calignaia o i crolli che si sono verificati lungo la costa, dal Bagnoschiuma a Quercianella. Non un bel biglietto da visita in questo angolo-gioiello della costa. Che per la verità anche i bagnanti – al di là di reti e impalcature – potrebbero aiutare a tenere più pulito.
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