Il Tirreno

Livorno

Gli Orti Urbani piantano un nespolo in piazza Mazzini

Gli Orti Urbani piantano un nespolo in piazza Mazzini

Il collettivo che gestisce il parco in via Goito coglie al volo la polemica sull’invito di Nogarin a innaffiare i prati e colloca l’alberello “rivoluzionario”

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LIVORNO. Piazza Mazzini e i suoi pratini sono ancora al centro dell'attenzione. Dopo il botta e risposta sui social network tra un cittadino che si lamentava delle condizioni del prato della piazza con l’erba secca e il sindaco Nogarin che gli suggeriva di innaffiarlo lui ("è un gesto rivoluzionario"), dopo il Diluvio Day organizzato dall'associazione Reset proprio per annaffiare divertendosi lo spazio verde, ora arriva l'iniziativa del collettivo degli Orti Urbani che ha deciso di piantare un nespolo in piazza Mazzini, con lo slogan "Prendersene cura è un gesto rivoluzionario!".

“Orti Urbani” sono il collettivo di cittadini che ormai un anno e mezzo stanno coltivando un parco di sei ettari, un’area privata che era da tempo abbandonata, piantando alberi ed ortaggi.

"Crediamo fermamente che la voglia di prendersi cura del verde cittadino sia sentimento diffuso in città: perché non consentire la libera gestione di aiuole con fiori ed ortaggi e la piantumazione di alberi da frutto a partire dalle aree abbandonate e in disuso a qualunque cittadino che desideri prendersene cura? È possibile pensare di avviare un percorso di libera gestione del verde pubblico e di autoproduzione alimentare, invece di vedere questura e comune offrire lavoro volontario e non retribuito ai richiedenti asilo? Piantando questo nespolo desideriamo rinnovare il sodalizio con i cittadini livornesi - spiega il collettivo - , che da sempre contraddistingue il nostro progetto”. Una delle richieste degli Orti Urbani è, infatti, quella di uno sportello comunale per il censimento delle tante aree urbane abbandonate e in disuso “da poter dare in gestione ad altrettanti volenterosi cittadini”.

“ Il collettivo degli Orti Urbani - spiega ancora il collettivo - desidera in primis coltivare rapporti umani e sogna una città giardino dove gli spazi verdi tornino ad essere luoghi a forte vocazione sociale, e non solo prati che fanno da trait d'union tra la terra asfaltata e i palazzi di cemento. Oggi abbiamo piantato un nespolo perché apparteniamo a quella parte di comunità schierata contro qualsiasi discriminazione, perché crediamo ogni area verde possa ospitare semi destinati a far crescere una società migliore, basata sulla cooperazione e sulla solidarietà. Piantare un albero è un gesto rivoluzionario".“Oggi - conclude il collettivo - abbiamo piantato un nespolo perché apparteniamo a quella parte di comunità schierata contro qualsiasi discriminazione, perché crediamo ogni area verde possa ospitare semi destinati a far crescere una società migliore, basata sulla cooperazione e sulla solidarietà”. Il collettivo ha indetto per domenica 2 agosto una manifestazione contro ogni cementificazione.

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