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Profughi in lavori sociali gratis, firmata l'intesa
Al tavolo del prefetto Tiziana Costantino è stata firmata dai Comuni di Livorno, Castagneto Carducci, Cecina, Rosignano Marittimo e Suvereto l'intesa sull'utilizzo dei profughi per lavori socialmente utili come volontariato gratuito
LIVORNO. Consentire ai migranti accolti nella provincia di Livorno di svolgere in forma volontaria e gratuita attività con finalità di carattere sociale, civile e culturale. Questo l'obiettivo del protocollo di intesa sottoscritto ieri mattina presso il Palazzo del governo. Grazie al documento firmato dai Comuni, in accordo con la prefettura, i profughi ospitati nei centri di accoglienza in attesa di ricevere lo status di rifugiati potranno impegnarsi in lavori socialmente utili, ma solo in qualità di volontari: per legge non possono ricevere uno stipendio se non dopo 6 mesi dal primo permesso.
Come sottolineato dalle istituzioni, si tratta comunque di un passo fondamentale verso l'integrazione dei 552 immigrati che negli ultimi mesi sono arrivati in provincia (di cui 313 nel comune di Livorno).
L'iniziativa è stata attuata grazie all'impegno del prefetto Tiziana Costantino e alla collaborazione dei comuni di Livorno, Castagneto Carducci, Cecina, Rosignano Marittimo e Suvereto, i primi a firmare il protocollo che sarà poi esteso anche ad altre amministrazioni. Sarà compito dei vari comuni adottare specifici provvedimenti per approvare il documento e organizzare i lavori nel modo più opportuno. Ciascun profugo dovrà sottoscrivere un atto con il quale accetterà di fornire la propria attività in modo non retribuito, ma avrà diritto a una copertura assicurativa, per la quale la Regione ha stanziato nel complesso circa 100mila euro.
Al momento della sottoscrizione dell'accordo il prefetto Costantino ha espresso la soddisfazione per il «consenso unanime delle istituzioni» e ha sottolineato come il protocollo sia un atto determinante per «assicurare ai cittadini stranieri maggiori prospettive di integrazione e di inserimento nel tessuto sociale ed economico del Paese».
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Anche Ina Dhimgjini mette l'accento sulla valenza sociale: «A Livorno - spiega l'assessore - vorremo impiegare i profughi per la valorizzazione del territorio e per aspetti quali la manutenzione del verde o l'apertura e la chiusura dei cancelli dei parchi pubblici. Attendiamo l'effettiva messa a disposizione delle risorse della Regione per la copertura assicurativa, poi partiremo con le attività di integrazione dei ragazzi che altrimenti trascorrono settimane e mesi senza fare nulla e che per primi, con la protesta in prefettura nei giorni scorsi, hanno manifestato la volontà di rendersi utili per la città».
Il sindaco di Suvereto Giuliano Parodi fa sapere che l'intenzione del proprio Comune è quella di gestire le attività dei migranti in modo diretto, impiegando i profughi in piccoli lavori di manutenzione del verde e dell'arredo urbano, mentre Alessandro Franchi ricorda come nel Comune di Rosignano «l'esperienza dei circa 45 ragazzi che ospitiamo è sempre stata positiva, grazie anche al lavoro delle associazioni e della parrocchia». «Fino ad ora - prosegue il sindaco - c'è stato un coinvolgimento sociale dei profughi con attività ricreative e sportive. Da oggi il protocollo ci consentirà di far svolgere loro anche lavori a beneficio della collettività».
Ma i profughi accetteranno di prestare servizio in modo gratuito? Giovanni Salvini, assessore a Cecina, comune che si prepara ad accogliere circa 60 persone, è ottimista: "I ragazzi non avranno un guadagno immediato in termini economici, ma ne beneficeranno per dignità e nei rapporti con il territorio».
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