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Livorno

La rabbia di Borgo «La nuova rotatoria strangola il rione»

La rabbia di Borgo «La nuova rotatoria strangola il rione»

Commercianti e residenti raccolgono centinaia di firme «Sarà un imbuto, il Comune inizi ad ascoltarci davvero»

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LIVORNO. «Ma questa rotatoria si deve proprio fare? E se si deve fare, non si può rivedere il progetto». Lo hanno ripetuto mille volte, ieri, i residenti e i commercianti di Borgo Cappucini, dove è esplosa la protesta.

Esercenti e abitanti si sono dati appuntamento nel tardo pomeriggio in piazza Giovine Italia, dove sarà realizzata una delle nuove rotatorie del lungomare (l’altra è prevista in piazza Micheli, davanti a via Grande). Ed è proprio contro la nuova rotatoria che il gruppo ha puntato il dito dopo aver raccolto più di 230 firme.

«Arriveremo a 500 e porteremo la petizione in consiglio comunale», annuncia una delle commercianti, Gabriella Pagni. Con lei ci sono gli abitanti Antonio Morozzi, Aldo Tamborini, Laura Romboli, Ivo Lenzi, Franco Ferrini e i commercianti Valerio Accardi e Simona Mantessi, oltre a Paolo Cascinelli del comitato Vivere il centro, che ha dalla sua altre 200 firme (e plaude al progetto della pista ciclabile lungo gli scali ma non «alle rotatorie in centro là dove non c’è spazio per snellire il traffico»). «Abbiamo già scritto al Comune e a Simurg, la società che ha curato il percorso partecipativo nell’area di Porta a Mare: chiediamo che il Comune sospenda i lavori della rotatoria in attesa di un’alternativa che si risolva le tante criticità dell’area e che non peggiori la qualità della vita di chi vive, studia e lavora in Borgo».

Residenti e commercianti mettono l’accento su due aspetti. Il primo riguarda la vita del rione. «La rotatoria, che avrà un diametro di circa 35 metri – sottolineano – peggiorerà la viabilità in piazza Giovine Italia, creando un vero e proprio imbuto: è vero che chi arriverà da Borgo Cappuccini potrà tornare verso sud senza fare inversione, ma non potrà immettersi direttamente nella rotatoria (tra la strada e la rotatoria è prevista infatti una striscia pedonale): dovrà attraversare tutta la piazza, dove saranno cancellati 14 posti auto, più alcuni stalli degli scooter davanti al Nautico. Altro che riqualificazione, la piazza non sarà più tale, sarà un imbuto».

«Due attività commerciali – fanno poi sapere – hanno già ricevuto la lettera del Comune: l’edicola dovrà spostarsi più all’interno, il bar all’angolo dovrà togliere gazebo e tavoli esterni, perché la strada passerà proprio dove sono ora».

«Ma il problema – riprendono – non è solo del rione». E vengono al secondo aspetto: «La rotatoria, per ovvie ragioni di spazio, sarà spostata verso l’interno mentre la corsia nord-sud continuerà ad essere quasi un rettilineo, ma a una corsia, non più a due. La carreggiata sugli scali Novi Lena sarà infatti ridotta per fare posto alla pista ciclabile: da nord a sud ci sarà una corsia, da suda a nord due, e vanno considerati i bus. Diventerà una circonvallazione: qui ogni giorno transitano 400 studenti del Nautico, più 180 delle Maddalena, commercianti, residenti e non: sarà un imbuto».

Alcuni dei residenti hanno partecipato anche al percorso partecipativo realizzato dalla nuova amministrazione intorno all’area di Porta a Mare: hanno presentato una serie di proposte e richieste di modifica, considerando anche l’inversione di marcia prevista sugli scali Manzoni per facilitare l’ingresso al parcheggio Odeon. «Ma a cosa è servito – polemizzano oggi – partecipare al percorso costato 40.000 euro se poi ci siamo sentiti dire che ormai questi lavori erano già decisi e facevano parte di un pacchetto già appaltato? Dov’è la partecipazione? Il Comune sospenda i lavori e ci ascolti».

(j.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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