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Deruba l’amico moribondo senza soccorrerlo: denunciato
Obbligo di firma per Jonathan Scola, 40 anni: è accusato di furto aggravato Avrebbe preso il bancomat dell’amico agonizzante per prelevare 150 euro
LIVORNO. «Gli volevo chiedere i soldi già prima, nel corso della serata. Lui si stava addormentando e quindi li ho presi, ma poi glieli avrei ridati...». Si è giustificato così Jonathan Scola ai carabinieri che ieri mattina hanno bussato alla porta del suo appartamento, per notificargli la misura cautelare stabilita dal giudice nei suoi confronti. Scola, livornese di 40 anni, già noto alle forze dell’ordine, è accusato di aver derubato l’amico Dario Chelucci in punto di morte.
I carabinieri hanno alzato così il velo sulle ultime ore di Chelucci, 46 anni, livornese, colpito da malore nella notte del 7 giugno scorso e poi trovato senza vita in un suv parcheggiato nella zona di via Tommasi. Il malore, secondo quanto accertato dai carabinieri, era stato causato da un mix di alcol e sostanze stupefacenti.
L’amico, secondo la ricostruzione degli investigatori, era agonizzante accanto a Scola, riverso sul sedile posteriore della Range Rover, quando lui gli avrebbe preso il bancomat per prelevare del denaro. La tessera si trovava all’interno del portafoglio, dove c’era anche un foglietto con su scritto il pin. I carabinieri hanno accertato che Scola, nei minuti immediatamente successivi al malore (e al successivo decesso dell’amico) è andato allo sportello bancomat dell’Unicredit di via Redi per prelevare i soldi: lo ha accertato l’esame delle telecamere a circuito fisso presenti nella zona.
L’allarme è partito dalla moglie della vittima, che analizzando l’estratto conto del marito s’è reso conto di un prelievo sospetto, avvenuto proprio nella notte della tragedia. Ma se suo marito era moribondo nella vettura, come avrebbe potuto prelevare i soldi? Questa la domanda che s’è posta la donna, che poi per fare chiarezza s’è rivolta ai carabinieri. Gli investigatori, dal canto loro, hanno immediatamente avviato gli accertamenti, chiedendo alla banca di poter analizzare le immagini delle telecamere, in particolare di quella puntata sulla macchinetta del bancomat.
È così emerso che, dopo aver passato l’intera serata insieme, fino al momento della morte, Scola durante l’agonia di Chelucci, si sarebbe impossessato del portafogli e del bancomat dell’amico per prelevare 150 euro, senza preoccuparsi delle condizioni dell’amico, e dunque omettendo soccorrerlo.
Terminato l’accertamento, i carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo hanno denunciato Jonathan Scola, accusato dei reati di omissione di soccorso, furto aggravato e illecito utilizzo di carta di credito.
L’ordinanza notificata ieri mattina dai carabinieri al quarantenne prevede l’applicazione della misura cautelare - emessa dal gip del tribunale di Livorno - dell’obbligo di dimora nel Comune cittadino con obbligo di firma tre volte alla settimana.
Nessun commento sul fatto da parte della difesa del denunciato.
Nei giorni scorsi i militari del nucleo investigativo avevano arrestato un trentottenne tunisino – del quale non è stato fornito il nome - sorpreso a spacciare droga ad un tossicodipendente livornese: secondo le indagini sarebbe lui l’uomo che aveva venduto lo stupefacente a Chelucci e Scola.
Lara Loreti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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