Gioco
«Città sporca, non darei neanche un euro»
L’assessore al bilancio annuncia 2 milioni dal Comune (che non basteranno) ma attacca l’azienda: vogliono che spazziamo noi? L’accusa durante la commissione: «Da tempo vedo a Stagno un materasso in strada che nessuno raccoglie». Ma il riferimento è a rifiuti sul territorio di competenza di Rea
LIVORNO. Parola d’ordine: salvare Aamps e impedire che la società fallisca. Tre settimane dopo la presentazione del bilancio rosso choc da parte del presidente Iacomelli, l’amministrazione comunale ha deciso di mettere mano al portafoglio per ripianare una parte delle perdite (ma si sa già che quei soldi non basteranno).
L’ha annunciato ieri in commissione l’assessore al bilancio Gianni Lemmetti, in un intervento tuttavia decisamente critico verso l’azienda di via dell’Artigianato.
Lemmetti contro Aamps. «Se fosse per me, non darei un euro ad Aamps fino a quando non vedrò la città pulita - ha tuonato Lemmetti -. Da tempo ogni mattina, passando da Stagno, vedo un materasso abbandonato. Ma fosse solo quello: attorno ci sono anche centinaia di bottiglie mai raccolte». E ancora: «Vogliono che ci andiamo noi a spazzare?».
Una freccia velenosa lanciata al cuore dell’azienda partecipata al cento per cento dal Comune, di cui l’amministrazione Nogarin tiene le redini da un anno (prima con Di Gennaro, ora con Iacomelli), e che in qualche modo lascia intendere una certa frizione tra una parte della giunta e la gestione di via dell’Artigianato.
Il materasso incriminato. Ma la frase di Lemmetti presta anche il fianco ad un’altra polemica: perché il materasso e le bottiglie ammassate, citate dall’assessore accanto ad un cassonetto, non sono abbandonate sul territorio del Comune di Livorno ma su quello di Collesalvetti. Il che significa che Aamps - almeno a Stagno - non c’entra nulla, quel marciapiede non è di sua competenza, e la responsabilità è della Rea.
"Il materasso è a Livorno". Il giorno dopo però Lemmetti si reca personalmente sul posto del materasso incriminato, in via Firenze, rampa per Tirrenia. "Ho verificato personalmente dove si trova il materasso abbandonato, e, a differenza di quello che è scritto oggi sul Tirreno, è in area di competenza livornese, quindi di Aamps e non di Rea, che opera a Collesalvetti", afferma l'assessore. Che il giorno prima però aveva parlato di Stagno. Lemmetti ne approfitta per tirare un'altra stoccata ad Aamps: "L'azienda - dice - sollecitata dai vigili, ha assicurato che toglierà quanto prima il rifiuto ingombrante. Premesso che la colpa è principalmente di chi in maniera incivile abbandona rifiuti, specie considerando che l’azienda ha un servizio di ritiro gratuito, ribadisco, e oggi l’ho toccato con mano, che l’azienda non fa sopralluoghi con sufficiente solerzia. La città appare sempre sporca, e, considerando quanti fondi il Comune ha, negli anni, riversato su questa partecipata, questo non è giustificabile né accettabile".
Due milioni di aiuto. Al di là dell’esternazione dell’assessore, la notizia è chiaramente l’annuncio dell’intervento di palazzo civico nei conti della partecipata.
La situazione è chiara: Aamps ha chiuso il bilancio con 21 milioni di perdite. Questi 21 milioni tuttavia potranno scendere a 11.9, grazie al decreto degli enti locali del 19 giugno sui crediti Tia, che con la nuova normativa tornano esigibili e dunque possono sparire dalla voce perdite.
11.9 milioni restano tuttavia superiori ad un terzo del capitale sociale oggi equivalente a 16 milioni e 476mila euro. Il che significa che o il Comune farà un importante aumento di capitale oppure per l’azienda potrebbe iniziare una procedura di ristrutturazione del debito.
«E’ necessario ripianare». «Ma il Comune ha l’obbligo di dover compensare le perdite di un’azienda partecipata che tecnicamente sarebbe già fallita?», chiede la consigliera Elisa Amato, Forza Italia. «Esistono sentenze che si contraddicono tra loro in Italia, c’è chi dice che sì è responsabilità dei comuni e chi invece sostiene che se la società viene gestita a carattere privatistico i decifit non debbano essere pagati dai cittadini – risponde Lemmetti - ma essendo il Comune socio dell’azienda si può verificare l’ipotesi che i creditori vengano a riscuotere direttamente in Comune e questo è ciò che vogliamo scongiurare».
Rilancio o sopravvivenza? Chiaro che il Comune si trova davanti ad un bivio: fallimento, semplice sopravvivenza o rilancio? «Per il momento il nostro obiettivo è quello di restare al di sopra dei parametri e capire il piano industriale di Aamps che non ho avuto ancora l’opportunità di leggere. Ma da qui occorre ripartire per rilanciare l’azienda», spiega Lemmetti.
Per l’assessore al bilancio è ancora presto per cercare di ipotizzare quali sono e come si evolveranno i possibili scenari tra Amps e Comune.
«A seguito dell’approvazione del bilancio di esercizio di Aamps potremmo dire con certezza che cosa fare – chiarisce Lemmetti - ci sono comportamenti specifici che sono previsti dalla legge, se il debito dell’azienda supera il capitale sociale si è obbligati ad azzerarlo e ricostruirlo, il nostro obiettivo come amministrazione è che non scenda al di sotto del limite legale».
Nessun aumento della Tari. Su una cosa Lemmetti è molto chiaro: le tariffe per i cittadini non saliranno. «In questo momento non siamo in condizione di chiedere ai cittadini più soldi di quelli che danno – continua Lemmetti - però bisogna ancora capire se nel piano industriale c’è un efficientamento dei servizi e riduzione delle tariffe, al momento non posso dirlo senza averlo letto».
Giulia Mancini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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