Il Tirreno

Livorno

Riapre il call center 165 al lavoro, 180 a casa

di Giulio Corsi
Riapre il call center 165 al lavoro, 180 a casa

A settembre le prime 120 assunzioni, altre 45 scatteranno il primo novembre Comdata ha detto sì, decisivi gli incentivi della Regione e il ruolo di Spil

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LIVORNO. Riapriranno i cancelli del call center di Guasticce. E i telefoni torneranno a squillare. E' l’happy end del dramma iniziato ormai più di un anno fa per 350 famiglie (450 per essere esatti, visto che al call center erano impiegati anche 100 lavoratori a tempo determinato e interinali), che sembrava essersi chiuso malissimo a fine maggio con l’addio di People Care e l'indisponibilità a rilevare l'attività da parte di quegli operatori che avevano mostrato interesse (a partire dal gruppo Costamagna). E invece i cancelli riapriranno proprio per merito di uno dei soggetti a cui si erano aggrappate le speranze dei 350: la milanese Comdata.

Se c'è un lieto fine, c'è anche un finale della storia assai meno felice. Perché tra settembre e novembre il call center riassumera 165 ex dipendenti di People Care. Ma per altri 180 di loro rimane lo spettro di un lavoro perso e di un sussidio di disoccupazione che nel giro di pochi mesi si ridurrà all'osso.

Argomento che nonostante l’euforia dell’accordo raggiunto ieri al ministero del lavoro, non poteva non rimanere al centro dell’attenzione. «Pur esprimendo soddisfazione per gli avanzamenti, non possiamo non sottolineare che si tratta comunque di una soluzione parziale - sottolineava a caldo il segretario generale della Cgil Maurizio Strazzullo -. Abbiamo richiesto al ministero di mantenere l’impegno per la ricollocazione di tutto il personale». E sulla stessa linea erano le posizioni delle istituzioni: “Continuerà il nostro impegno per trovare soluzioni per le lavoratrici e i lavoratori che non saranno assunti da Comdata. Nessuno resterà da solo in questa battaglia giusta e sacrosanta in difesa del lavoro, delle famiglie e del territorio livornese”, twittava il governatore Enrico Rossi. Mentre il sindaco di Collesalvetti Lorenzo Bacci e l’assessore al lavoro di Livorno Francesca Martini da Roma ribadivano: «Il tavolo ministeriale resterà aperto e Comdata si è impegnata a dare prelazione agli ex People Care per l'eventuale ampliamento dell’organico».

Non è stata una partita facile, quella che si è giocata ieri al ministero dello sviluppo economico, che ha fatto pronunciare il fatidico “sì” a Comdata e ha definito anche una tempistica precisa dell’operazione-riapertura. Un ruolo fondamentale, nello sciogliere i nodi, l’ha giocato la Spil, dunque il Comune di Livorno che ne è il principale azionista. Davanti a qualche difficoltà posta da People Care, proprio Spil ha permesso di accelerare sull’utilizzo dell’immobile da parte del nuovo soggetto e dunque sul subingresso.

E così già dai prossimi giorni ComdataNet, new company controllata al 100% da Comdata, inizierà i colloqui tra i 350 ex People per selezionare i 165 neoassunti. Di questi 120 torneranno a rispondere ai telefoni del “1240” da metà settembre, gli altri 45 il primo novembre. La commessa di Seat rappresenterà la maggiorparte del lavoro, ma Comdata ha annunciato di avere intenzione di portare piccole fette di lavoro proprio.

La conclusione dell’accordo rappresenta una vittoria del territorio. A partire dal pressing serrato del governatore Rossi (che c’aveva messo la faccia prima delle elezioni) e del suo consigliere Gianfranco Simoncini, che sul tavolo hanno messo centinaia di migliaia di euro di incentivi come si legge bene nell’articolo qua sotto.

Una svolta? Sicuramente ha ragione il sindaco di Collesalvetti Bacci quando ricorda che «per la prima volta da quando c'è la crisi a livorno, un'azienda che è chiusa riapre».

«Questa vicenda - aggiunge Bacci - rappresenta in piccolo il paradigma verificatosi sull’accordo di programma per Livorno: finalmente c'è una filiera che va da Roma, da palazzo Chigi e arriva al territorio, che è in grado di produrre risultati concreti nell'interesse della comunità. Lo stesso tipo di percorso che ha prodotto l'8 maggio l’accordo di programma produce oggi la riapertura di un’azienda. La crisi di People Care è stata presa di petto dal governo, dalla Regione, dal territorio - io stesso ho più volte avuto interlocuzioni col sottosegretario Lotti e dunque con la presidenza del consiglio -. All’Eni abbiamo sempre avuto il timore che arrivasse Klesch, a Guasticce accadrà esattamente il contrario: arriva uno dei colossi dei call center in Italia, che gestisce partite importanti e che nell'impegnarsi per metà di questi lavoratori dà anche la chiara sensazione di guardare al futuro, non solo a mettere una toppa ad una situazione perché le è stato richiesto da tutti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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