Il Tirreno

Livorno

Le educatrici all’attacco

Le educatrici all’attacco

«Il Comune rispetti gli accordi». Le opposizioni: «Vanno assunte»

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LIVORNO. A Palazzo civico esplode nuovamente il caso delle educatrici idonee. L'odissea della maestre del nido rientrate nella graduatoria del 2009 ma ancora in attesa del posto fisso - è bene ricordarlo - era cominciata ai tempi dell'amministrazione Cosimi: dopo una delibera di giunta (luglio 2013) e una successiva mozione approvata in consiglio comunale era stata prevista l'assunzione di 10 educatrici.

Nel dicembre 2013 furono inserite però solo 2 unità nel piano assuntivo. La patata bollente era passata alla nuova amministrazione, che nell'agosto scorso prese la decisione di assumere 6 insegnanti su 8. A rimanere fuori, Chiara Bassini e Rita Panetta, poi subentrata a un'altra maestra che aveva accettato il posto per la scuola primaria, lasciando l'attesa a Letizia Lisi.

Si arriva così al presente. «L'amministrazione - denuncia Chiara - si era impegnata ad assumermi a inizio 2015 ma è sparita nel nulla, così ho continuato a lavorare tutto l'anno da precaria, con un contratto a tempo determinato, proprio per ricoprire un posto vacante». Non solo: «La delibera di agosto - dicono Chiara e Letizia - prevedeva 4 assunzioni entro questo settembre, poi ridotte a 2 e per il momento cancellate». Nel giugno scorso in commissione la vicesindaco Stella Sorgente aveva evidenziato la necessità di prendere tempo per calcolare il fabbisogno di personale, che secondo le stime conterebbe piuttosto 4 unità in eccesso.

«In realtà - ribattono le educatrici - ci sono ben 28 posti vacanti, di cui 24 sul sostegno che, pur essendo oscillanti, restano comunque vacanti in pianta organica». L'amministrazione aveva anche parlato di difficoltà economiche: «Le risorse - ricordano Chiara e Letizia - erano state individuate: ci sono 339mila euro a disposizione, ma non si sa per quale motivo se ne vogliono spendere solo 222mila». «Pretendiamo il rispetto degli accordi - chiosano le maestre - Forse non è nell'interesse dell'amministrazione fare occupazione stabile, perché non è possibile che non sia in grado di mantenere una decisione già presa dalla giunta e dal consiglio. Non accettiamo di essere in balìa degli umori del momento, tanto più se si parla di servizi alla primissima infanzia».

Le opposizioni, presenti ieri alla conferenza delle maestre, avanzeranno un'interpellanza congiunta sulla questione e chiederanno una comunicazione ufficiale in consiglio. «Queste assunzioni - critica Cannito (Città Diversa) - dovevano essere una priorità, non si può promettere l'eliminazione del precariato in campagna elettorale e poi fare il contrario».

«Le delibere approvate in consiglio - gli fa eco Amato (Fi) - che siano di maggioranza, opposizione o condivise, non sono mai tenute in considerazione». «Voler riorganizzare la macchina amministrativa - chiude Raspanti (Bl) - non può essere un alibi di fronte a situazioni pendenti che vanno sanate e non abbandonate».

Giorgio Carlini

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di Redazione web