Gioco
I profughi puliranno le spiagge
L’assessore Gordiani indica lavori socialmente utili in campo ambientale fra riuso e riciclo
LIVORNO. «Ho appena iniziato a lavorare al protocollo d’intesa da presentare alla prefettura per impiegare i profughi in lavori socialmente utili, spero che sia pronto entro la prossima settimana, il termine ultimo è comunque prima di ferragosto». A dirlo è l’assessore Giovanni Gordiani durante il seminario nazionale sulle politiche di accoglienza dei rifugiati e sull’immigrazione in Europa, organizzato dalla federazione toscana dell’Aiccre.
I tempi sembrano dunque annunciarsi più lunghi di quanto prospettato al termine del sit in degli immigrati davanti alla prefettura che si è tenuto nella mattina di martedì. «In concreto – spiega l’assessore – si parla di impiegare questi profughi in lavori socialmente utili una volta al mese, come la pulizia delle spiagge in tutto il litorale livornese dal Calambrone in giù fino ad ottobre e poi sul modello del progetto Eco- differenziamoci saranno impiegati, sempre al ritmo di una volta al mese, in giornate dedicate al tema del riuso e riciclo con dimostrazioni in vari centri e parrocchie della città, ma dobbiamo sempre definire i dettagli».
Giornate simboliche quindi, ma ricche di significato. «Queste azioni coordinate dal Comune che pur si terranno una volta al mese – continua Gordiani – forniscono l’occasione di rendere sistematiche buone pratiche che già sono in uso, permettendo la conoscenza reciproca tra culture diverse, mostrando che questi migranti sono intenzionati a mostrare rispetto verso il territorio».
Per Giovanna Cepparello, presidente del consiglio comunale, è importante che anche i mass media collaborino perché «talvolta questo contesto di minaccia che viene dipinto è totalmente immotivato: nel caso degli immigrati al Melo, alcuni politici hanno strumentalizzato la vicenda facendoci trovare davanti ad uno scontro ideologico in cui si chiedeva all’opinione pubblica da che parte stare, come se non si dovessero tutelare entrambe».
L’obiettivo è dunque quello di procedere a piccoli passi in una collaborazione quotidiana con associazioni e realtà che operano sul territorio con i migranti richiedenti asilo. Si tratta per lo più di persone giovani con la forza di scappare da teatri di guerra e persecuzione politica, di affrontare un viaggio senza certezze con la sola speranza di un domani migliore.
«L’Europa – sottolinea Patrizia Dini (Aiccre) – ha moltissime carenze che sono note a tutti, ma se guardiamo al documento europeo del meccanismo di ricollocazione dei migranti vediamo che l’Italia si piazza al terzo posto, con otto punti di percentuale in meno rispetto alla Germania che è prima, dopo la Francia e appena prima della Spagna. E anche nella percentuale del rispetto delle regole la comunità locale e straniera si corrispondono, eppure la percezione diversa è data dalla risonanza mediatica ai reati commessi dagli stranieri».
L’obiettivo del Comune di Livorno è quello di procedere alla creazione di una base culturale che possa percepire la diversità come fonte di ricchezza, e questo, sottolineano Gordiani e Cepparello, può avvenire solo se tutte la parti si trovano in situazioni di conoscenza reciproca. «Questi discorsi sono molto belli e importanti, ma non bastano per affrontare correttamente l’emergenza dell’accoglienza, – interviene Albasha Shahrazad (Cesdi) – oltre all’ambiente occorrono protocolli sulla sanità e sul sociale per permetterci di lavorare al meglio, le persone che noi accogliamo scappano da situazioni indicibili e hanno voglia di integrarsi e dare il proprio contributo alla comunità».
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