Il Tirreno

Livorno

Ghiaccione, sì alle parti civili

di Lara Loreti
Ghiaccione, sì alle parti civili

Il tribunale riconosce le famiglie delle case-fantasma come parte integrante del processo per la truffa

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LIVORNO. Sono state ammesse al processo come parti civili tutte le famiglie coinvolte nella truffa immobiliare da tre milioni di euro di Ghiaccione, la località di Collesalvetti dove si trova il complesso di case “fantasma”, già pagate ma mai consegnate agli acquirenti.

Ieri mattina il collegio giudicante, formato da Gabriella Marinelli, Marina Cirese e Marco Sacquegna, ha respinto le eccezioni proposte dai difensori degli imputati sull’ammissibilità delle famiglie al processo come parti civili. Il tribunale ha dato il via libera su tutti i capi di imputazione. «Le venti famiglie coinvolte sono state riconosciute non solo come persone offese ma anche come danneggiate dai reati contestati, e quindi come tali legittimate a costituirsi parti civili», spiegano gli avvocati che rappresentano le vittime sia la livello penale sia civile, Andrea Passerini e Nicola Sodano.

I due legali hanno già fatto una prima stima del possibile risarcimento, che però per il momento resta riservata in quanto provvisoria. «Siamo soddisfatti - dice l’avvocato Passerini - perché il tribunale ha integralmente riconosciuto la fondatezza della nostra ricostruzione, in particolare riguardo al fatto che i reati compresi nel capo di imputazione siano collegati fra loro e quindi abbiano determinato il danno subìto dalle famiglie. In questo modo tutti i truffati potranno avere una parte attiva nel processo, senza limiti di legittimazione».

Ribadisce il concetto l’avvocato Sodano: «In questa maniera, respingendo le rimostranze delle difese degli imputati, il collegio ha confermato quanto già stabilito dal gup in fase di udienza preliminare».

La notizia è stata ben accolta dal comitato delle famiglie, capitanato da Marco Nocchi, che ieri mattina hanno organizzato un sit-in davanti al tribunale in via Falcone e Borsellino. «L’esito dell’udienza è stato molto positivo per noi - è il commento del portavoce dei truffati - Non nascondo che avevamo dei timori, ma ora ogni dubbio sulla nostra posizione è stato eliminato, e questo ci fa piacere».

Nessun commento da parte delle difese, prima fra tutte quella dell’avvocato Marco Talini che rappresenta gli imputati Attilio Petrillo e Simona Cerrai, che si limitano a prendere atto della decisione del giudice.

La prossima udienza è stata fissata per il 16 dicembre: in quell’occasione il giudice accoglierà la produzione documentale. Poi, a febbraio il processo entrerà nel vivo con l’istruttoria dibattimentale: saranno quindi sentiti i testi, a partire da quelli del pm, e cioè le famiglie coinvolte nel raggiro.

Gli imputati. Simona Cerrai, commerciante di 47 anni, e il compagno Attilio Petrillo, 50, considerato amministratore di fatto della Carolina srl, la società che ha gestito i lavori immobiliari; Nicola Pagliuca, 56, e la moglie Letizia Luci, amministratice unica della Carolina, Giuliano Biancani, 78, della società Orlando Costruzioni, l’architetto 65enne Daniele Lotti, e poi Gabriele Bracci e Susanna Audiberti, ex direttore e vice della banca Carismi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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