Il Tirreno

Livorno

Cinquemila multe arretrate ma 350 erano già state pagate

di Giulio Corsi

Palazzo civico invia le ingiunzioni di pagamento per contravvenzioni fatte tra il 2010 e il 2012 Raffica di proteste dai vigili e si scopre che in molti casi il saldo non era stato registrato per errore

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Le buste verdi con l’intestazione del centro unico di riscossione del Comune sono arrivate nelle cassette della posta dei livornesi a partire da fine giugno. Cinquemila plichi, contenenti altrettante ingiunzioni fiscali da pagare entro 30 giorni dalla notifica. Relative a cosa? Multe arretrate, datate per la maggiorparte 2010 e 2011 (ma in alcuni casi anche 2012). Multe non pagate, ma anche pagate in ritardo o in maniera incompleta.

Il maxi invio è ancora in corso, anche se - spiegano dal comando dei vigili - il grosso è già arrivato a destinazione. E che le ingiunzioni sono state recapitate ai livornesi, lo hanno visto bene proprio nei corridoi della polizia municipale, al secondo piano del municipio nuovo, dove per due settimane si è celebrata una vera e propria processione di automobilisti infuriati che chiedevano spiegazioni, sostenendo in molti casi di essersi visti recapitare ingiunzioni di contravvenzioni già pagate regolarmente.

Possibile? Possibilissimo, se è vero che in 350 casi i cittadini avevano ragione: gli uffici del Comune avevano sbagliato e la doppia multa è stata annullata. Al che una domanda nasce spontanea: quanti saranno i livornesi che davanti all’ingiunzione di questi giorni avranno pagato, senza verificare se nel 2010 avevano saldato oppure no la loro multa?

Quel black-out tra Poste e Comune. Il problema delle contravvenzioni pagate ma non registrate è relativo soprattutto al periodo a cavallo tra la fine dell’anno 2010 e l’inizio del 2011, «cioé quel periodo in cui le Poste sostituirono l’invio cartaceo dei bollettini pagati con un invio telematico», spiega Antonella Chirici, responsabile dell’ufficio violazioni amministrative dei vigili.

«Fino al 2010, le ricevute dei bollettini pagati ci arrivavano fisicamente dalle Poste, prima proprio su carta, poi su dischetto - continua Chirici -. Alla fine di quell’anno però le Poste passarono all’invio digitale e così ai dischetti e alle ricevute furono sostituiti flussi di dati. Nel primo periodo il nuovo sistema mostrò però dei vuoti. E così è accaduto che la comunicazione di alcuni di questi pagamenti, avvenuti agli sportelli postali, non è mai arrivata al nostro comando». Per il Comune insomma molte multe - regolarmente saldate - non erano mai state pagate.

«Un 7% di errore in una situazione di questo tipo non è molto rispetto a quanto accaduto in altri comuni capoluogo», continua Chirici.

Gli automobilisti che si erano conservati la ricevuta del pagamento, l’hanno portata al comando dei vigili e dopo qualche giorno si sono visti annullare le ingiunzioni. Ma agli sportelli si sono presentati in molti che non avevano il bollettino sostenendo di essere sicuri di aver pagato regolarmente: «Anche nei loro casi abbiamo potuto dare delle risposte - continua Chirici -. Le Poste ci hanno messo a disposizione una banca dati storica grazie a cui abbiamo potuto verificare l’effettivo pagamento».

4700 multe non pagate (o pagate in ritardo). Tolte le 350 multe pazze, le altre ingiunzioni riguardano multe non pagate, ma anche - in numerosi casi - multe pagate in ritardo o in maniera errata. «In tutti questi casi la multa iniziale raddoppia - spiega Chirici -. Per coloro che hanno pagato in ritardo o in maniera incompleta perché magari non hanno integrato il pagamento con il costo della raccomandata, la cifra già pagata viene detratta dall’ingiunzione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore