Gioco
Travaglio show contro i Gattopardi 2.0
Sono i rottamatori-restauratori i veri populisti, secondo il direttore del Fatto presente a Livorno per la quarta tappa del tour del suo giornale: "Tsipras e Podemos sono dei Savonarola"
LIVORNO.«dietro i rottamatori ci sono in realtà restauratori, i gattopardi 2.0, sono tali e quali a chi li ha preceduti»: Parola di Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, a Livorno per la tappa del tour di iniziative del suo giornale: a suo giudizio sono i rottamatori-gattopardi i veri populisti, «non Tsipras o Podemos, che invece sono Savonarola».
Nella prima parte dell’evento - che in Fortezza Vecchia ha richiamato una gran folla - Gianni Barbacetto, Antonio Padellaro, Stella Sorgente, Stefano Fassina, Sandra Bonsanti e Andrea Marcucci si sono confrontati sul tema “Cambiamo la politica prima che la politica cambi noi”. A seguire, Andrea Scanzi, la giovane penna del Fatto che ormai sta seguendo le orme di Travaglio, si è dilettato in un monologo personale sulle istantanee da salvare dal 1984 ad oggi.
Infine, la parola a Travaglio che ha punzecchiato i protagonisti della politica di oggi, non risparmiando battute e critiche anche a quelli del passato. Inutile dire che la crisi greca è stato uno dei temi più sentiti anche tra gli spettatori, soprattutto per la questione se sia utile o meno uscire dall’euro. «Ammiro i saccenti che hanno già le risposte certe sia in senso positivo che in negativo a questo riguardo: personalmente – ha proseguito – aspetterei un altro po’ a vedere come sarebbe uscire dall’euro: guardate che si può andare peggio di così...».
A giudizio di Travaglio, la stessa incertezza ce l’hanno anche gli altri Paesi europei «che hanno fatto di tutto per evitare la Grexit, e non perché vogliono bene alla Grecia, ma per paura dell’effetto domino». Anche in questo caso, il premier Renzi è stato accusato di non aver preso una posizione chiara nei confronti del popolo greco, e di essersi comunque «messo sotto alla Merkel, quando in realtà aveva più cose in comune con Tsipras». Infatti, secondo Travaglio, «la Grecia è stata mal governata per molti anni, come da noi», ed è per questo che «mi sarei aspettato solidarietà a Tsipras da parte del premier».
Critico sulla politica estera italiana, ma anche su quella europea, dove la «Mogherini è definita “moscerini” per la sua inconsistenza». «Il vero problema – ha sottolineato Travaglio – è che non esiste l’Europa, è solo un bancomat tenuto in mano da istituzioni non elette da cittadini: come Bce e Fmi».
«Inoltre, – ha aggiunto – non ci sono governanti buoni o cattivi, ognuno cerca di fare il bene del proprio Paese. Io per esempio – ha ironizzato – un cambio con la Merkel lo farei: magari funziona come nel calcio quando comprano uno straniero e risolvono i problemi».
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