Gioco
Prg, dopo il porto al Maroccone spunta l’anfiteatro a Antignano
L’architetto Cagnardi, progettista del Piano strutturale, svela in commissione alcune delle idee-guida Troppo traffico, serve un tappo: nasce da qui l’ipotesi di un ponte di Santa Trinita off limits per i veicoli
LIVORNO. Augusto Cagnardi, progettista del Prg, lo precisa subito in quarta commissione, prima di iniziare l'esposizione: si tratta di casi di studio da valutare in modo più approfondito anche in termini di concreta fattibilità, non di proposte ufficiali. Ma le anticipazioni e i prospetti legati al nuovo Piano strutturale, la cui progettazione è affidata all'architetto e allo Studio Gregotti Associati di Milano, sono al contempo originali, ambiziosi e, c'è da scommetterlo, pure destinati a far discutere. A Palazzo civico Cagnardi snocciola esempi (vecchi e nuovi) di come la città potrebbe cambiare volto dal punto di vista di infrastrutture, ambiente, economia e cultura.
Il porto di tutti. Il progettista comincia dalla cerniera tra porto e città: «La parte storica e il Porto Mediceo – spiega Cagnardi – dovrebbero tornare a disposizione della città, piuttosto che nelle mani dei "forestieri". Perdere queste aree solo perché non ci si è pensato sarebbe un sacrilegio. Livorno deve avere una porta aperta sul mare, dopo che il porto l'ha chiusa inglobando la città. È importante che i cittadini entrino in porto, anche per uno sviluppo economico e una migliore ospitalità per chi oggi scende dalle navi e subito sale su taxi esosi».
Porticcioli e parchi. Cagnardi passa poi in rassegna studi che riguardano i porticcioli esistenti lungo la costa, e conferma la possibilità di un nuovo porto turistico al Maroccone. Partendo dalla zona costiera di Antignano, invece, ipotizza la costruzione di un sentiero pedonale verso un'area interna in cui realizzare un teatro all'aperto. Discorso simile per Montenero dove, in un'area in prevalenza pubblica, si potrebbe creare un parco con percorsi in mezzo ai boschi.
Dal centro alle colline. Per il progettista del Piano strutturale è necessario inoltre valorizzare i palazzi del centro storico, i fossi e le cantine, elementi «che rendono Livorno una città unica nel suo genere». Poi lo sguardo si sposta sulle colline, un patrimonio che per Cagnardi «sta lì pronto per essere usato: non in modo sconsiderato - ma con percorsi attrezzati, punti di sosta e ristoro, nel rispetto dei vincoli e delle aree storiche».
Ponti e viali a mare. L'architetto inserisce la questione del ponte Santa Trinita nella più ampia riflessione sulla viabilità. «I viali a mare – dice Cagnardi – sono caratterizzati da una pesante mole di traffico: aumenterà con lo sviluppo del porto turistico. La soluzione è "mettere un tappo" e eliminare la continuità di percorrenza. Pensiamo a un ponte Santa Trinita solo pedonale, anche se dobbiamo valutare in modo accurato l'impatto del traffico nelle strade adiacenti».
Problemi e tempistiche. Dopo l'esposizione di Cagnardi, a far tornare tutti «con i piedi per terra» ci pensano i consiglieri comunali (in particolare Edoardo Marchetti, M5S, e Yari De Filicaia, Pd) che incalzano l'architetto sul nodo degli investimenti: le risorse necessarie per i progetti legati al Piano strutturale non arriverebbero dal pubblico, ma potrebbero anche essere difficilmente reperibili dai privati, visti i tempi che corrono. «Attrarre gli investimenti – è la risposta di Cagnardi – deve essere il compito principale dell'amministrazione». Il progettista evidenzia anche altre problematiche sul percorso del Piano strutturale: «Può darsi che sia fattibile adottarlo entro dicembre, ma non crediate che da gennaio la musica cambi come per magia: ci sarà da discutere e approvare il Regolamento urbanistico». E ancora: «Con l'apertura del nuovo Piano dovrete mettere da parte il vecchio. Non sarà facile, perché andrete a toccare diritti sanciti da due piani diversi e acquisiti da una parte di cittadini, ma non da un'altra parte. Perciò servirà una attenzione particolare».
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