Il Tirreno

Livorno

Effetto Venezia mini ma con stile

di Cristiana Grasso ; di Cristiana Grasso
Effetto Venezia mini ma con stile

Big livornesi in concerto, il monumento gonfiabile, comici, artisti e artigiani

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LIVORNO. Effetto Venezia edizione numero 30 sì, ma anche numero uno, perché è questa la prima edizione veramente impostata e gestita dalla giunta Nogarin. Non una rivoluzione copernicana (“ora non esageriamo, mica diventiamo la Svizzera”, scherza l’assessore al turismo e folclore Nicola Perullo) e quindi infradito e spirito godereccio sempre benvenuti, ma certo un cambio di marcia, di stile, di metodo. Programma più corto (cinque giorni, dal 29 luglio al 2 agosto, invece di dieci) ma a prima vista più ordinato che in passato, un grande e inedito lavoro sul web e sui social network per promuovere la manifestzione, il filo conduttore “Livorno Terra dei Diritti” che senza forzature allaccia tutti gli appuntamenti, il coraggio di dire no alle bancarelle di chincaglierie varie valorizzando invece l’artigianato locale, gli artisti, le opere d’ingegno. E, parlando appunto di diritti, il coraggio anche di sdoganare senza giri di parole e sotto-programmini semi nascosti il mondo della cultura e dell’intrattenimento queer (che significa eccentrico) e LGBT che sta per Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender.

«Questo è l’inizio di un percorso - spiega Perullo presentando il programma definitivo della festa più amata dai livornesi - con il quale vogliamo dare a Effetto Venezia dei contenuti che incarnino l’anima di questa città e che al tempo stesso l’aiutino a “contaminarsi” con stimoli e realtà esterni. Il tema dei diritti ci sta molto a cuore, Livorno è stata una delle prime città a dare corso alla legittimità delle unioni civili. Tutto questo si deve raccontare anche con gli spettacoli, con la musica, con la comicità, con i libri... Con attenzione alle scelte ma senza snobismi perché comunque la festa è soprattutto divertimento».

Il cartellone che ne deriva, messo a punto (e anche questa è una novità) dagli stessi uffici del Comune e senza un direttore artistico, riesce ad essere pop e colto al tempo stesso. Certo, i soldi sono quelli che erano, circa 230mila euro (messi insieme anche a molti sponsor) , ma alla fine gli eventi non mancano.

Sul palco del Luogo Pio si avvicenderanno Karima, Bobo, Roberto Luti con i Playing for Change, Gary Baldi Bros, Nada. Livornesi sì, ma apprezzati anche “fuori” , e “fuori” significa all’estero. Dall’estero arriva anche Luminarium Miracoco, un artistico gonfiabile monumentale, che porta con sé l’evento “Architects of Air” , giochi di luce, musica, performance in tournée che in Italia faranno tappa solo a Livorno, in Fortezza Nuova.

E poi libri, cinema, concerti classici con Federico Maria Sardelli, Paolo Migone che dirige il traffico di uno spzio dedicato ai comici, Platinette e gli altri appuntamenti “arcobaleno”, tanti spettacoli e laboratori per i bambini per i quali è previsto anche un servizio nursery. E ancora una serata dedicata alla musica d’autore, le mostre, degustazioni di cibo e di birre artigianali.

«Siamo arrivati a questo risultato con una serie di tavoli e coinvolgendo tutte le associazioni, le realtà del territorio, vagliando le proposte, mettendo insieme tutte le energie della città - dice l’assessore alla cultura Serafino Fasulo - una messa a sistema che ha già dato i suoi frutti e che perfezioneremo passo passo».

Work in progress insomma, e lo spiega anche l’assessore al commercio Paola Baldari quando parla della scelta di rendere meno commerciale lo spirito della festa, tenendo fuori le bancarelle “generaliste”: «Abbiamo voluto provare a puntare sulla qualità, sull’artigianato. Una scelta che ci ha anche penalizzato dal punto di vista delle entrate, che ovviamente ha creato e creerà qualche malcontento. Ma ci sembrava importante ritrovare certe atmosfere che si erano perse... È un esperimento, vediamo come va, siamo aperti al dialogo».

Quello che comunque non cambia e resta l’ingrediente principale della festa è la location, anzi le location. Piazza del Luogo Pio, le Fortezze, ovviamente i fossi e gli scalandroni ma anche luoghi “privati” tradizionalmente legati alla kermesse come il Vertigo, la Bottega del caffè, Palazzo Huigens, il Centro Donna.

Una città nella città ma con tante finestre sul mondo, non solo orgoglio labronico ma anche uno sguardo verso il mondo e il futuro.

@crigrasso

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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