Gioco
Call center, oggi l’incontro-clou Scontro sul prezzo del subentro
LIVORNO. È previsto per stamani l’incontro al ministero dello sviluppo economico per cercare di concludere la trattativa con Comdata per il subentro al call center di Guasticce. Al tavolo, oltre i...
LIVORNO. È previsto per stamani l’incontro al ministero dello sviluppo economico per cercare di concludere la trattativa con Comdata per il subentro al call center di Guasticce. Al tavolo, oltre i rappresentanti dell’a- zienda, si siederanno le istituzioni locali e il governo insieme ai sindacati. Vedremo se ci sarà la fumata bianca, così da far ripartire il call center di Guasticce a settembre, con il riassorbimento di buona parte del personale (circa 170 lavoratori).
Intanto, però, emerge che People Care ha avanzato una richiesta di 260mila euro valutando il valore delle dotazioni strumentali (computer e altre attrezzature) e per gli interventi fatti alla struttura (soprattutto per i lavori dei condiziatori): richiesta che avrebbe creato qualche intoppo nella trattativa. Anche di questo si parlerà stamattina al ministero, però, in un altro incontro, quello tra Spil (proprietaria della struttura di Guasticce), Comdata e People Care.
LA RICHIESTA. A Roma ci sarà Filippo Bellandi (Rsu), che si augura «che questa sia la volta buona per chiudere i giochi, in modo che il primo settembre il call center possa tornare a lavorare». Per quanto riguarda i 260mila euro chiesti da People Care per attrezzature e lavori di miglioramento, Bellandi precisa che «Comdata a quanto sappiamo userà le sue strumentazioni, quindi presumo che People Care dovrà rivendere le sue a qualcun altro». Anche quanto domandato a Spil viene giudicato eccessivo.
I MODI DI RIASSUNZIONE. Sul fronte assunzioni, invece, Bellandi conferma che «Comdata ha previsto il riassorbimento di 175 lavoratori». In che modo? «Trattandosi di una riassunzione – afferma l’esponente sindacale – sceglieranno loro in base ai colloqui, l’esperienza e il curriculum. Ovvio che noi faremo di tutto per tutelare quelle coppie che avevano come unico lavoro quello del call center». È un impegno che conferma anche Giuseppe Luongo (Slc Cgil): «Vediamo se riusciamo a mettere dei criteri sociali nelle selezioni».
GLI ALTRI. Per quanti resteranno tagliati fuori (circa 136 persone), la speranza è quella di vedere ampliato il lavoro così da avere necessità di più personale: «Chiederemo – torna a dire Bellandi – che in questo caso si attinga dallo stesso bacino che era di People Care, prima di cercare da fuori. So che alcuni imprenditori del settore – continua – si sono fatti avanti ora che Comdata ha promesso di assorbire buona parte dei lavoratori». Si tratterebbe di piccole realtà del settore delle telecomunicazioni.
TFR E NASPI. A preoccupare gli ormai ex dipendenti di People Care è in primis il lavoro, ma non solo, anche la questione del Tfr (non ancora sbloccato) e della Naspi, che sono essenziali per poter continuare ad andare avanti con la vita di tutti di giorni. «Contiamo che People Care faccia richiesta all’Inps per una prima parte di Tfr entro fine mese – afferma l’esponente della Rsu – per la restante che deve dare direttamente l’azienda, occorre aspettare che abbiano la liquidità necessaria. Credo che non se ne parli fino a settembre». Per il discorso Naspi, «su Livorno le cose si sono sbloccate, ad agosto dovrebbero arrivare i primi pagamenti, per i lavoratori che stanno a Pisa invece c’è un po’ più di ritardo».
Lunedì sera, prima dell’incontro con Enrico Rossi alla Festa de l’Unità, i lavoratori del Call Center hanno voluto parlare della loro situazione con il presidente della Regione. «Comdata è la numero due nel settore a livello nazionale, sono fiducioso che venga per investire e ampliare», ha detto Rossi.
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