Sicurezza
Il logo multicolor di Effetto Venezia cita Mirò e fa discutere
Realizzato, come per le edizione passate, da Guarnotta e dalla Zaki. Ma per qualcuno è troppo “astratto”
LIVORNO. Colorato, un po’ ermetico ma comunque gioioso, voluta e dichiarata citazione del surrealismo di Mirò: il nuovo logo di Effetto Venezia è appena uscito alla scoperta e già i livornesi si accapigliano, applaudono o criticano, cercano di buttarla in politica. Se la ride Gianluigi Guarnotta, consulente, progettista, esperto di marketing che fa parte della fondazione Zaki Design incaricata di curare tutto il settore “comunicazione” dell’evento. Ossia non solo la grafica, il logo, i manifesti, ma anche il sito web che è stato completamente rinnovato e la promozione sui social network, Facebook in prima fila. «Naturalmente immaginavo che questo nuovo logo facesse discutere, e questo non mi dispiace. Anzi... Noi abbiamo presentato alla Fondazione Goldoni, che gestisce appunto al comunicazione dell’evento, una serie di proposte. Questa è quella che è piaciuta di più...». Non se la ride invece Guarnotta quando qualcuno insinua che questa consulenza nasca dal fatto che proprio lui e Zaki hanno curato la campagna elettorale di Nogarin lo scorso anno. «Noi siamo liberi professionisti. E siamo anche consulenti di fiducia della Fondazione Goldoni, quindi siamo stati chiamati a presentare un progetto per Effetto Venezia. La campagna di Nogarin? Avremmo potuto occuparci di quella di chiunque...» . Del resto anche il logo e la comunicazione delle passate edizioni di Effetto Venezia furono realizzate da Guarnotta e Zaki: «In quel caso era Mario Menicagli che gestiva il budget e ci chiamò lui. Ora la gestione è passata direttamente alla Fondazione e quindi il nostro rapporto è con loro...». Guarnotta assicura anche che rispetto alla gestione Menicagli guadagneranno molto meno lui e i suoi colleghi: «Siamo in sei, ci occupiamno anche di tutta la parte web che era da ricostruire totalmente, per dire la pagina fb aveva 200 mi piace e in pochi giorni siamno arrivbati a 4500. Per tutto questo lavoro, un lavoro di mesi, ci divideremo circa 12mila euro». Qualcuno contesta la scarsa livornesità di quel logo, il riferimento a Mirò... «In realtà il richiamo a Mirò è di tipo semantico, surrealismo inteso come colore, gioia, festa. All’interno di questo messaggio poi i simboli livornesi ci sono eccome, ovviamente stilizzati: il pentagono Buontalenti, l’area portuale, la stella marina, lo sguardo oltre i nostri confini...».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
