Il Tirreno

Livorno

il senatore filippi alla festa dell’unitÀ

«Commissione sul Moby, ce la faremo a settembre»

di Rosanna Harper
«Commissione sul Moby, ce la faremo a settembre»

LIVORNO. «Difficile che il provvedimento venga calendarizzato prima della pausa estiva: passata la Rai ci sono cinque decreti in scadenza. Ma sono abbastanza sicuro che, a settembre, ce la faremo. L'u...

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LIVORNO. «Difficile che il provvedimento venga calendarizzato prima della pausa estiva: passata la Rai ci sono cinque decreti in scadenza. Ma sono abbastanza sicuro che, a settembre, ce la faremo. L'unico punto su cui ho qualche dubbio? La composizione dei membri della commissione». A dirlo è il senatore Pd Marco Filippi alla festa dell’Unità all’incontro dal titolo “Moby Prince: per non dimenticare mai”: «Credo sia ragionevole per il prossimo anniversario, il venticinquesimo, avere non soltanto la commissione istituita, ma anche la prima relazione».

Oltre al senatore, hanno partecipato il segretario Pd Lorenzo Bacci, il presidente dell'associazione 140 Loris Rispoli e il consigliere regionale Pd Francesco Gazzetti che ha moderato l'incontro.

Filippi ha parlato dei motivi che hanno portato, per due volte in Senato, allo slittamento del voto per la calendarizzazione della proposta di legge per l'istituzione della commissione d'inchiesta sul Moby Prince. «Nella prima circostanza – spiega Filippi – credo dovesse andare in approvazione il decreto Madia. Siccome c'era un ventilato ostruzionismo parlamentare, e c'era la necessità di forzare i tempi, è stato azzerato il calendario previsto: la conferenza dei capi gruppo ha azzerato l'ordine del giorno. L'ultima volta – aggiunge Filippi – è stato calendarizzato, invece, il provvedimento sulla Rai. Ho la convinzione, e c'è la disponibilità da parte del gruppo Pd, di incardinare presto questo provvedimento».

Filippi ha parlato anche di quello che sarà il lavoro della commissione d'inchiesta sul Moby: ad esempio, chiarire i tempi di sopravvivenza massima e minima, accertare le cause della collisione del traghetto con la petroliera, accertare l'esatta posizione in cui la petroliera aveva dato l'ancoraggio e il ruolo del personale dell'Agip Abruzzo, capire lo stato di sicurezza di bordo.

«A distanza di 24 anni – spiega Rispoli – non conosciamo i nomi dei colpevoli, ma i responsabili ci sono». Dice, «in un processo serio», la proprietà del Moby avrebbe dopvuto essere chiamata a rispondere delle mancanze che il traghetto aveva («non funzionava l'impianto antincendio»). Dice che «se la Capitaneria avesse indagato subito sull'entità della collisione, forse i soccorsi si sarebbero spostati anche sul traghetto». Dice che il comandante dell'Agip «non ha mai detto ai soccorsi che la nave in collisione era un traghetto passeggeri». E rivendica la battaglia «perché il reato di strage non vada in prescrizione».

Rispoli si è detto soddisfatto dell'impegno di Filippi. Impegno espresso anche da Bacci: dopo il consiglio comunale di Livorno, anche quello di Colle si è attivato per chiedere la rapida attivazione della commissione d'inchiesta.

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