Gioco
Stuprata sul treno, più sicurezza con un monitor per carrozza
La proposta di Fs per fermare violenze e furti: «Valuteremo se è compatibile con la privacy»
L’ultima risorsa contro crimine e violenza sono le telecamere. E i monitor. Uno in ogni carrozza. Ferrovie sta valutando se l’intervento sia compatibile con il Codice della Privacy. «Mandare le immagini riprese dal circuito interno in tutto il convoglio è il miglior deterrente per furti e aggressioni». A maggior ragione per gli stupri. Di giorno, su un treno regionale, ancora non ce n’erano stati. Non solo in Toscana. Per questo, Franco Fiumara non vuole più perdere tempo.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.11796358:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2015/07/18/news/violenza-sessuale-sul-treno-tra-pisa-e-livorno-fermato-un-ventenne-straniero-1.11796358]]
320 agenti Polfer per tutta la Toscana
Il direttore della Protezione aziendale di Ferrovie è consapevole che la situazione della sicurezza si stia facendo più critica. Certo lo stupro diurno, come quello di Pisa - una ragazza di 20 anni assalita da un senegalese coetaneo, «è un fatto gravissimo, ma raro». Le violenze sessuali, tentate o consumate su al Nord, nei mesi scorsi, sui treni, contro donne giovani, sono avvenute su regionali in partenza intorno alle 21,30. Con il buio, insomma. Non una giustificazione, ma un fattore di rischio maggiore, soprattutto nei vagoni deserti o semi-deserti. Perfino il Sap, il sindacato autonomo di polizia, non può che ammettere che di sera il livello di sicurezza si abbassa. Per mancanza di uomini. È una questione matematica, osserva Francesco Beconcini, referente Polfer per il Sap regionale: in Toscana sono in servizio circa 320 agenti di polizia ferroviaria. Circa 135 sono a Firenze «che è la stazione del capoluogo e che è considerata, sia dal ministero dei Trasporti, sia da Trenitalia, il terminal più importante da presidiare, per la presenza dell’Alta velocità, il vero business della società».
Firenze vigilata, le altre stazioni meno
Così mentre a Firenze la stazione è presidiata e la sicurezza è migliorata - ai binari dei FrecciaRossa si accede solo con biglietto e presto saranno installati i tornelli come a Milano e Roma - nel resto della Toscana, restano 200 agenti circa a presidiare 175 stazioni e fermate. In media, sarebbe poco più di un agente a postazione. Non basterebbe neppure per formare una pattuglia che è composta da due poliziotti. «La realtà - riprende Beconcini - non è molto lontana, nonostante tutti gli sforzi della Polfer: non dimentichiamoci che proprio grazie a due nostri colleghi è stato arrestato lo stupratore del treno. Tuttavia è vero che in questa fase, non riusciamo a coprire i turni di vigilanza, 24 ore su 24, in tutta la Toscana».
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11801594:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/07/19/news/sola-spaurita-e-con-un-grido-senza-voce-1.11801594]]
Garantita la vigilanza diurna, non sempre quella notturna
I luoghi più presidiati risultano (a parte Firenze) Arezzo, Pisa, Livorno e, in parte, Viareggio. Nelle altre zone «si garantiscono - ammette il sindacalista - i turni diurni e si lascia scoperto quello notturno. Ma se siamo a terra non possiamo essere sui treni». Ed è questa la vera emergenza. Infatti, circa una volta al mese - ricorda anche Fiumara si riunisce il comitato regionale per la sicurezza che «in base ai fenomeni (e ai reati) del mese precedente, individua le stazioni, i treni, le fasce orarie da coprire con controlli mirati. Si riunisce il personale ferroviario e Polfer del territorio, ai più alti livelli, e insieme decide strategie e interventi necessari».
Mille treni al giorno, scorte per venti
Purtroppo non sempre ci sono le risorse. Il personale. Sia perché - evidenzia Fiumara «i nostri capitreno e il nostro personale viaggiante non è forza di polizia, può collaborare ma non ha il potere né la preparazione per fermare i criminali; sia perché non è pensabile che le forze dell’ordine possano essere a bordo di tutti i treni». Secondo il Sap, in Toscana, in media si riescono a controllare una ventina di treni al giorno «nonostante le ferie e una decina di colleghi che per sei mesi ci sono stati sottratti per i servizi di vigilanza all’Expo ». Il problema è che i treni che circolano in Toscana ogni giorno sono più di mille e che i passeggeri almeno 180.000.
Controllate 50.000 persone "sospette"
Questo - evidenzia la Polfer Toscana - non significa abbassare la guardia. Semmai, raddoppiare gli sforzi. Infatti dall’inizio dell’anno, più di 50.000 persone «sospette sono state sottoposte a controlli di polizia» sia in stazione che sui treni. Sono state organizzate 1400 pattuglie a bordo e sono stati scortati circa 3000 treni. Questa attività ha portato all’arresto di 100 persone e alla denuncia di 421.
Monitor anti-crimini in tutti i regionali
Eppure continuano furti di portafogli, bagagli, aggressioni. «È per questo - ribadisce Fiumara - che Trenitalia non abbandona l’idea dei monitor in tutte le carrozze dei regionali, partendo dai Vivalto, dai treni più nuovi che già sono dotati di sistema di monitoraggio a circuito interno. Abbiamo pensato anche alla trasmissione in tempo reale delle immagini a terra a nostro personale o alla Polfer, ma al momento non c’è una tecnologia efficiente che ci garantisca un risultato certo». Non disturbato. E a costi che non siano pazzeschi. Invece «la trasmissione delle immagini tramite monitor funzionerebbe da deterrente e consentirebbe a tutti i passeggeri, oltre che al personale viaggiante, di rendersi conto di che cosa succede sul treno». Perché se i sistemi di sicurezza possono avere qualche buco, una domanda rimbalza tra forze dell’ordine e Ferrovie: «Nessuno davvero ha sentito nulla? Nessuno davvero è stato in grado di intervenire». Per ora non c’è risposta. Se non che «i legali di Ferrovie - conclude Fiumara - sono al lavoro per superare gli ostacoli posti dal Garante della privacy per piazzare i monitor nelle carrozze dei treni. Vogliamo partire proprio dai regionali perché sono quelli con più passeggeri, quelli con più fermate, quelli con più vie di fuga».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
