Gioco
Rifiuti, no di Usb alle privatizzazioni
Il sindacato di base bussa ai Comuni di tutto l’Ato Costa
LIVORNO. «Dopo vent’anni di privatizzazioni è giunto il momento di dire basta e di rispettare il volere dei cittadini, che con i referendum del 2011 hanno preso una posizione netta sulla gestione dei beni comuni». A ripeterlo è Cinzia Della Porta, la portavoce dei lavoratori dell'Unione sindacale di base di Pisa. Giovedì mattina si sono dati appuntamento proprio davanti al Comune di Livorno per ribadire il no alla privatizzazione della gestione dei rifiuti in Toscana e per allungare la mano al sindaco Nogarin.
«Abbiamo letto la lettera che il sindaco di Livorno ha scritto nel maggio scorso e l'abbiamo davvero apprezzata – dice Della Porta – Nogarin chiedeva di non essere lasciato solo nella battaglia di opposizione alla gestione unica dei rifiuti di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara, e noi siamo qui».
I lavoratori avrebbero anche chiesto un incontro al sindaco livornese, per ora senza esito: «È nostra intenzione girare tutti i 101 comuni dell'Ato Costa facenti parte di RetiAmbienteSpa – spiegano i lavoratori, che mercoledì erano in presidio a Pisa – per rafforzare il fronte del no».
Al centro delle preoccupazioni del sindacato di base non solo la «trasparenza e la sostenibilità ambientale» ma anche i «rincari in bolletta e la sorte dei lavoratori»: «I sindacati confederali – dicono i lavoratori presenti al presidio – hanno firmato un protocollo d'intesa che non ci riguarda tutti e che taglia fuori, ad esempio, i lavoratori in appalto: gli accorpamenti producono sempre esubero, e sebbene siamo d'accordo con la razionalizzazione del servizio e con il renderlo efficiente, abbiamo paura che possano esserci licenziamenti. Al contrario vorremmo che il contratto Federambiente fosse applicato a tutti».
Presente al presidio anche Giovanni Ceraolo, delegato del sindacato Asia Usb di Livorno: «Stiamo pensando a un'iniziativa pubblica per informare i cittadini e per fare il punto con l'amministrazione a Cinque Stelle», spiega. E proprio dai Cinque Stelle arriva il commento di Nicola Ceravolo, di passaggio al presidio: «Quello di Ato è il più grande bando di gara d'Europa, ecco perché opporsi ad esso sarà la battaglia più grande che l’amministrazione si troverà a fare».
Maria Giorgia Corolini
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