Sicurezza
Mega rissa, volano tavoli e transenne
Caos tra gli Scali Novi Lena e piazza Giovine Italia: si picchiano in 40. Le pattuglie sono poche e quando arrivano c’è il fuggi fuggi
LIV ORNO. «Coltellate, bastonate e bottiglie di vetro spaccate in testa: la gente era come impazzita, si picchiavano tutti e con violenza inaudita. C’era sangue dappertutto. Hanno levato anche le transenne per darsele: saranno stati una quarantina. Io ero con la mia ragazza e ho avuto paura. Ho chiamato moltissime volte le forze dell’ordine, ma non è venuto nessuno. Ho provato anche a fermare una pattuglia di passaggio ma senza risultato. Solo dopo oltre un’ora è arrivata una pattuglia, ma a quel punto era troppo tardi. La maggior parte era scappata, e fra coloro che restavano c’è stato un fuggi fuggi generale».
È un fiume in piena il giovane testimone di una mega rissa scoppiata nella notte tra sabato e ieri tra gli Scali Novi Lena, dove è iniziato il caos, e piazza Giovine Italia, dove s’è scatenato il grosso della colluttazione. Erano le 3.40 quando il ragazzo s’è trovato suo malgrado in mezzo a un violento parapiglia. La dinamica dei fatti non è chiara, ma in base a quanto emerso dalle testimonianze, tutto è iniziato nella darsena dove si trovano le cantine, sotto agli Scali Novi Lena. A quell’ora un gruppo di una decina di livornesi s’è presentato fuori dal locale Controcorrente chiedendo da bere. Il bar era chiuso e il titolare, Ascanio Gori, stava facendo le pulizie. «All’improvviso si sono presentati dei ragazzi, che mi sono sembrati molto alterati - dice il gestore - “Qui c’è lo sposo, dacci da bere”, sono state le parole di uno di loro. Io ho risposto che non potevo aiutarli perché eravamo chiusi e li ho inviati ad andare via, visto che stavo ritirando i tavolini che di solito tengo fuori: è stato un attimo e s’è scatenato l’inferno. Hanno cominciato a picchiarsi. Dopo poco si sono spostati sopra in strada, davanti al Nautico». Gori è molto amareggiato. «Abbiamo dato l’anima per rendere questa zona bella e godibile per le famiglie, e ci siamo riusciti. Poi arriva un gruppo di ragazzi e scoppia il putiferio. ..». La situazione, come riferiscono i testimoni, è degenerata alla svelta. Il gruppone di giovani ha risalito lo scivolo e s’è spostato in strada, davanti a Le Crystal: lì sono in corso dei lavori e la presenza delle transenne non ha aiutato la situazione, anzi. «Se le sono date di santa ragione, tutti contro tutti», dice il testimone che era sul posto con la fidanzata. Il numero dei litiganti intanto si è allargato notevolmente: pare infatti che si siano aggiunti dei ragazzi albanesi. Un italiano avrebbe detto a uno di loro: “Torna a casa tua”, frase che avrebbe acceso ulteriormente gli animi, allargando le dimensioni della scazzottata. «Io mi sono affacciato su in strada per vedere cosa stesse accadendo - dice Gori - Mio figlio stava rincasando ed ero preoccupato». C’è chi parla di una trentina di persone, chi di una quarantina. Le forze dell’ordine sono intervenute dopo diversi minuti: le pattuglie in campo erano poche e in difficoltà. Ma a quel punto i presenti si sono sparpagliati. Per terra non sono rimasti che i cocci. Alle 4 è arrivata sul posto anche un’ambulanza della Misericordia, che però non ha trovato nessuno da soccorrere. In pronto durante la notte diverse persone si sono fatte medicare per tagli e traumi, ma in base a quanto appreso nessuno sarebbe grave.
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