Il Tirreno

Livorno

Multe di notte all’auto dell’Aamps

di Juna Goti
Multe di notte all’auto dell’Aamps

Indagine interna dell’azienda: le contravvenzioni sono state prese nella stessa zona. Interrogazione di Amato (Fi)

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LIVORNO. Su spinta del consiglio comunale, i vertici dell'Aamps faranno un'indagine interna sull'utilizzo dell'auto aziendale. Il motivo? Da una richiesta di accesso agli atti fatta dalla capogruppo di Forza Italia, Elisa Amato, è saltato fuori che tra aprile e maggio un'auto dell'azienda pubblica che gestisce il ciclo dei rifiuti ha preso sei multe, quasi tutte nella stessa area, in pieno centro, e spesso in tarda serata, anche intorno a mezzanotte.

Il dibattito si è acceso in consiglio dopo che la stessa Amato ha presentato un'interpellanza al sindaco per chiedere: 1) «se corrisponde al vero che il personale dell'Aamps, compresi i dirigenti e il personale con contratto a progetto, ha la possibilità di usufruire, all'interno dell'azienda, di un alloggio di servizio», e in questo caso «a chi è stato concesso»; 2) «se è vero che l'utilizzo dell'auto aziendale è consentito anche in orari al di fuori dello svolgimento dell'incarico lavorativo» e se «tale auto ha il logo Aamps».

Due domande che non sono passate inosservate. Alla prima Nogarin ha risposto che «sarei molto stupito se ci fosse un alloggio di servizio, comunque ho interpellato gli uffici e me lo hanno negato: capita semmai sovente che, visti i turni di notte, qualcuno resti in azienda, non a dormire ma a lavorare, a sorvegliare gli impianti». Quanto all'auto, «credo che sia permesso andare fino alle proprie abitazioni».

Ed ecco che Amato dice di più: «Ho fatto una richiesta di accesso agli atti per alcune multe comminate a un'auto dell'Aamps tra aprile e maggio: sei multe, fatte in orari un po'… una anche dopo le 23. Sono state fatte in via Ricasoli, via delle Bandiere, via Maggi, scali Olandesi. Mi chiedo: in quei giorni c'era un problema particolare per cui Aamps doveva essere lì o la persona che utilizzava il mezzo lo faceva in maniera impropria?». «È nell'interesse di tutti che questa cosa venga chiarita – le risponde Nogarin – Poi non è il sindaco a fare il procuratore: se pensa che ci siano estremi di reato ha il dovere di andare in Procura».

A quanto risulta alle sei multe è associato lo stesso numero di targa. La prima è datata 6 aprile ed è stata fatta alle 23.42 in via Ricasoli per sosta nell'area pedonale (28.70 euro). Poi il 15 aprile alle 10.15 sugli scali degli Olandesi (43.20 euro), il 9 maggio alle 21.56 in via delle Bandiere per sosta in area pedonale (28.70 euro), l'11 maggio alle 15.10 in via Maggi per sosta in zona vietata (28.70 euro), il 23 maggio alle 22.15 ancora per sosta in area pedonale e ancora in via delle Bandiere (28.70 euro), il 31 maggio alle 21.20 per sosta vietata...in via delle Bandiere.

«L'azienda è certificata Iso 9000 – riprende il sindaco – quindi in qualunque momento possiamo sapere a chi è assegnato ogni mezzo. Non so niente di questa cosa, ma se ci sono contravvenzioni, a prescindere dall'orario, chi le ha prese se le paga, ci mancherebbe...».

Prende la parola Marco Cannito (Città Diversa): «Se alle 23.45 un'auto aziendale si trovasse in una certa strada perché c'è una riunione allora ci sarebbe da fare un plauso a chi lavora ben oltre l'orario, se invece fosse lì perché c'è un pub sarebbe un'altra cosa. La questione è delicata, si faccia chiarezza».

Cannito e Andrea Raspanti (Bl) sollecitano il sindaco e preparano subito una mozione che lo impegni a «dare mandato all'amministrazione di Aamps di svolgere indagini interne». Si associa anche Pietro Caruso, del Pd. La mozione viene ritirata solo quando è il sindaco a garantirlo direttamente al microfono: «Darò mandato al presidente di Aamps di fare accertamenti».

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