Gioco
L’ira dell’assessore: manutenzione flop, voglio le ispezioni
Ceccarelli scrive al ministro: la “rete” è stata abbandonata Lo scaricabarile di Rfi: non ci spetta tenere a posto le scarpate
FIRENZE. Ora che si treni potrebbero arrivare puntuali, si scopre che il problema è un altro: la ferrovia è stata abbandonata, la manutenzione è carente e le sterpaglie che sono cresciute in questi mesi senza che nessuno le tagliasse con i 40 gradi all’ombra si incendiano e mandano in tilt la rete. L’assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli è un aretino tosto ma ieri, di fronte all’ennesimo disastro di ritardi e cancellazioni, si è lasciato andare a un moto di scoramento: «Ora che avevamo sistemato tutto con Trenitalia, il problema diventa Rfi! Basta! Scrivo al ministro».
Il calo di affidabilità e puntualità dei convogli, per la verità, è iniziato da giugno. Sarà il caldo, saranno i vecchi treni che ormai alzano bandiera bianca, certo è che siamo di fronte a pesanti disservizi (che arrivano dopo cinque mesi definiti «molto soddisfacenti») che stanno mettendo a dura prova la pazienza di Vincenzo Ceccarelli, che negli ultimi anni ha ricostruito quasi da zero il rapporto con Trenitalia e i comitati dei pendolari. Non è preistoria: Mauro Moretti, non molto tempo fa, diceva di voler chiudere la Lucca - Aulla. E in precedenza si paventava la soppressione di piccole stazioni come Montecarlo-San Salvatore. L’inversione di tendenza, insomma, c’è stata. Lunedì scorso, assessorato e Trenitalia, erano a Siena per brindare al nuovo treno diesel Swing. Qualche mese fa, sulla Lucca - Aulla, si era tenuto un evento analogo con mezza popolazione di Media Valle, Garfagnana e Lunigiana mobilitata per accogliere quel regionale come liberatore da carrozze fatiscenti, corse perennemente in ritardo e vagoni incrostati dal tempo (la pioggia che scende dal soffitto risale a novembre, non al secolo scorso). «I rapporti umani sono buoni – ha spiegato Ceccarelli – ma se Ferrovie non rispetta gli impegni, sconti non ne facciamo».
L’altalena di passi in avanti e crolli improvvisi sta facendo vacillare l’ottimismo della Regione, che a breve firmerà un contratto di servizio dalle penali più salate con richieste di standard più elevati. «Cos’altro possiamo fare di più?», ha chiesto Ceccarelli ai suoi nel bel mezzo dei disagi. Così ieri da Firenze è partita una lettera indirizzata al ministro dei Trasporti, Graziano Del Rio. «Da una parte sono arrabbiato, dall’altra amareggiato – confida l’assessore toscano – perché vedere certi disagi per tre giorni di fila fa male. Chiediamo al ministero di intervenire: servono ispezioni mirate sull’infrastruttura e a farle devono per forza essere i tecnici del dicastero, dato che noi non possiamo intervenire. Bisogna scoprire se la manutenzione è efficace». Ma non è finita qui: oltre al caldo e all’infrastruttura deficitaria, a turbare i viaggi dei pendolari ci si sono messe anche le ferie del personale ferroviario. «Non è un problema secondario – fanno sapere dall’assessorato – visto che è una questione che ciclicamente si ripropone. Trenitalia ci ha risposto di aver fatto nuove assunzioni, solo che queste nuove risorse inserite in organico non hanno ancora preso servizio». Insomma, se una soluzione è stata prevista, di fatto non è stata attuata. I dipendenti in ferie si sommano ai condizionatori spesso non funzionanti. Nelle settimane scorse era stata annunciata una task force per dare ossigeno ai viaggiatori. Lo stesso direttore della Divisione passeggeri regionali di Trenitalia, Orazio Iacono, si è presentato su un convoglio diretto ad Arezzo per dei controlli a sorpresa. Tutto regolare. Peccato che – sostengono gli abbonati – spesso gli stessi impianti che alla partenza funzionano, lungo il percorso fanno cilecca. E i passeggeri boccheggiano. «Qualche giorno fa, accanto a me, era seduto un signore con un orologio sportivo – spiega Gianluca Sacconi, pendolare di Castelfiorentino – grazie al quale ha potuto misurare la temperatura del vagone. C’erano 36,5 gradi».
La Regione, negli ultimi mesi, dice di aver aumentato le ispezioni. I pendolari più penalizzati delle ultime ore sono stati quelli della Firenze - Arezzo. Sono stremati. Arrabbiati tanto da aver chiesto un bonus straordinario, che difficilmente verrà concesso. Anche perché c’è la “questione Umbria”. I treni diretti a Perugia sono pagati dalla Regione confinante. Spesso fatiscenti. «L’accordo bilaterale – fanno sapere dall’assessorato toscano – presuppone che anche i nostri ispettori possano salire a bordo. Mettiamo a disposizione il lavoro informativo, ma possiamo solo segnalare». Nel frattempo Rfi, scusandosi per i disagi, se la prende con gli enti locali e i privati per la vegetazione che infesta le sedi ferroviarie. «Per diminuire i rischi di incendi, soprattutto nei mesi di alte temperature, che determinano pesanti ripercussioni sulla circolazione ferroviaria (rallentamenti o sospensioni del traffico) – spiegano da Rfi – per le operazioni di spegnimento già da aprile abbiamo chiesto, tramite le prefetture, la rimozione di alberi, sterpaglie, erbacce e rami secchi nelle aree adiacenti le sedi ferroviarie. Operazioni da effettuare a cura dei proprietari, privati o enti». Insomma, la colpa morì fanciulla.
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