Il Tirreno

Livorno

L'assessore: «Quei ragazzi resteranno in via Caduti del Lavoro»

La Dhimgjini replica alle polemiche: la struttura è idonea e la Regione ha dato l’ok. Sul blocco dei piani di recupero: immagino che arriverà lo stop all’abbattimento

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Ina Dhimgjini, assessore alla casa e alle politiche sociali. Come pensate di risolvere la convivenza tra cinque ragazzi immigrati e le ragazze madri ospiti del Melo di via Caduti del Lavoro?
Gli uffici hanno effettuato la verifica dei luoghi dichiarandoli idonei, c'è stata un'apposita autorizzazione concessa dalla Regione Toscana. Il percorso di inserimento prevede un appartamento autonomo per accogliere questi minori non accompagnati, che ricadono per legge sugli enti locali. L'alloggio loro destinato ha due camere, due bagni, la cucina tinello: è perfettamente in regola. Tutto il percorso è stato monitorato ed effettuato nel migliore dei modi.

Dunque i ragazzi resteranno lì?
Certo, anche in anni passati vi sono stati accolti dei minori.Questa struttura è stata definita la punta di diamante dell'amministrazione comunale.

E le preoccupazioni delle madri ospiti del centro?
Ovviamente abbiamo ascoltato le esigenze delle ragazze, ma la compatibilità tra le due situazioni è massima. Dico di più: auspichiamo che l'inserimento di questi minori venga visto come tale, al di là delle strumentalizzazioni politiche. E ci piacerebbe che la stessa solidarietà che abbiamo rivolto noi a madri in difficoltà, possa essere non solo un insegnamento rivolto ai loro figli, che hanno vissuto e vivono oggi in un ambiente protetto, ma possa anche ripetersi verso questi minori non accompagnati che sono comunque minori, al di là dei colori.

Le madri ospiti della struttura sostengono però che si tratta di uomini…
Sono stati certificati come diciassettenni dalle visite mediche, non ce la siamo inventata noi la data di nascita. Per la legge italiana sono minorenni.

Ma quelle donne dicono di aver paura…
Li ho visti in foto, questi ragazzi, e non mi sembrano grandi energumeni che creano pericolo. Diamo il giusto valore alle cose e non creiamo un contorno di allarme quando non c'è.

Quanto tempo rimarranno in via Caduti del Lavoro?
Il progetto di inserimento parla di un anno.

Potrebbero arrivarne altri?
Per ora non è previsto.

Perché non avete ripetuto la soluzione dell'anno scorso, puntando sull'alloggio in strutture ricettive?
Nel 2014 arrivarono dodici minori non accompagnati, sei fuoriuscirono dal territorio perché furono certificati adulti e dunque dovevano seguire un altro iter. Gli altri sei, minori veri, trovarono sistemazione nelle albergazioni. La nostra lettura complessiva del fenomeno dell'immigrazione però rigetta una soluzione tampone come la collocazione in albergo. E questo, aggiungo, vale sia per minori non accompagnati che per gli sfrattati. Ecco, stiamo lavorando per sradicare questa pratica della soluzione tampone che alla lunga non funziona. La politica non si può fermare agli spot elettorali, deve andare oltre, abbiamo condiviso un percorso di inserimento monitorato, sorvegliato e con prezzi che non ricadono in capo all'amministrazione. Mi sembra un bel passo avanti.

Ha citato gli sfrattati e allora passiamo all'altro tema che l’ha infilata nell'occhio del ciclone: l'emergenza casa. Martedì, di fronte all'occupazione dell'anagrafe da parte di decine di famiglie, il sindaco ha annunciato il blocco dei piani di recupero.
E' una opzione che stiamo studiando. Anzi devo dire che stiamo studiando a 360 gradi, per capire cosa è possibile fare.

La situazione però è esplosiva, l'occupazione del municipio, quei bambini senza un tetto, quelle famiglie disperate raccontano un dramma che non può attendere.
Guardi, sulla Chiccaia e su tutta l'emergenza abitativa, abbiamo fatto tanto, qualcosa come 110 assegnazioni. Stiamo continuando con un programma importante di inserimento di persone che si trovano dall'oggi al domani sfrattate. Questo non può passare inosservato, è un dato di fatto. L'ultima commissione consiliare sul piano casa si è trovata all'unanimità d'accordo sui risultati e sul percorso che stiamo facendo. Di fronte alla difficoltà della situazione i nostri passi avanti sono notevoli. Se poi serve ulteriore tempo per sviscerare fino alla fine la situazione e verificare se l'ipotesi è fattibile non ci tiriamo indietro.

Scusi, l'ipotesi di che cosa?
Del blocco dei piani di recupero in generale.

Il sindaco ha preso un impegno preciso, ha detto che è cosa fatta…
Ma infatti è sempre stato detto che verrà fatto. Ma la giunta deve valutare la situazione nella sua complessità. La questione Chiccaia come esempio di piano di recupero va legata inevitabilmente anche al fatto che gli uffici hanno intensamente lavorato per l'ipotesi del piano recupero, per l'ipotesi della ristrutturazione, per l'ipotesi della ricostruzione. Come noto abbiamo anche cercato di verificare quali immobili potessero essere più idonei per essere utilizzati. Ora si tratta di fare la scelta migliore.

Dunque la comunicazione di Nogarin conferma un percorso già avviato (che sembrava interrotto), ma allo stesso tempo per ora resta solo una delle ipotesi sul tappeto, non la scelta definitiva…
Certo che è la conferma di un percorso già avviato. Che però noi dobbiamo valutare alla luce dei finanziamenti connessi.

Che si rischia di perdere...

Esatto, c'è questo rischio. Ecco perché confermo che la scelta va vista nel suo complesso, in un'ottica assai più ampia. Gli aspetti sono molteplici.

Un bivio di questo tipo rappresenta un passo difficile per un'amministrazione…
Noi abbiamo un importante compito: affrontare la questione Chiccaia. Serve un'analisi attenta. Vogliamo decidere una volta per tutte il destino di quel blocco. Ecco perché non siamo renziani (il riferimento è all'aggettivo con cui è stata apostrofata dal sindacato Asia-Usb, ndr): non lasceremo questa problematica che ci siamo trovati a gestire, ai nostri successori. Troviamo morale e corretto risolvere tutta l’emergenza casa in un’analisi complessiva, questo è il salto di qualità che dissocia noi e chi ci ha preceduto.

Fermare l’abbattimento e procedere alla ristrutturazione sarebbe un’operazione costosissima.
Sì, serviranno milioni, ma i soldi servono anche per abbattimento e ricostruzione.

Ma per i piani ci sono...
Serve il passaggio in Lode.

Poi c’è il tema dei proprietari che hanno già trovato l’accordo per l’esproprio...
Il dialogo con loro è costante: molti chiedono una soluzione differente, sta agli uffici capire conformemente alla legge quale può essere migliore soluzione per ogni singolo proprietario.

Intanto però le ruspe stanno demolendo...
L'ente gestore in assenza di una decisione ha l’obbligo ben preciso di andare avanti.

Ma partirà l’indicazione di fermare le ruspe e sospendere l'abbattimento in attesa della decisione della giunta?
Non posso rispondere io, ma immagino che gli uffici stiano già predisponendo il fermo.

Assessore, l’hanno contestata sulle case-volàno sostenendo che sta pensando all’acquisto di baracche...
Nessuno ha parlato di container, camper o tende. La commissione ha detto che non c'è alcuna intenzione di ricorrere a strumenti non condivisi. Una cosa è il camper, una l'edilizia prefabbricata che tantissimi comuni hanno adottato come scelta di politica abitativa. La Dhimgjini non ha mai parlato di tende o baracche.

Contro di lei qualcuno è sceso sul piano personale, l’hanno offesa, le hanno dato della bambolina. Come si sente?
Su questi aspetti non rispondo, mi interessa solo lavorar

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di Redazione web