Gioco
Il timone di Forza Italia verso Maristella Bottino
L’ex consigliera comunale sarà nominata coordinatrice provinciale ma sindaci ed eletti della costa scrivono a Mugnai: «Vogliamo Barbetti»
LIVORNO. L’appuntamento è fissato per stamani alle 11 al Grand Hotel Adriatico di Firenze: il coordinatore regionale di Forza Italia, Stefano Mugnai, presenterà ai forzisti toscani la sua nuova squadra e, soprattutto, i coordinatori provinciali del partito di Berlusconi. Così per Livorno salta fuori la sorpresa: salvo ripensamenti dell’ultimo minuto, il timone provinciale di Forza Italia passerà nella mani di Maristella Bottino.
Ex consigliera comunale di Livorno, volto forzista dell’area moderata e molto vicina a Paolo Barabino, Bottino dovrebbe prendere proprio il posto dell’avvocato cecinese, che è in odor di promozione: per Barabino (fino a oggi coordinatore di Forza Italia e capogruppo in consiglio comunale a Cecina) si prospetta infatti l’incarico di responsabile regionale degli enti locali.
Un bel salto per i due volti del partito livornese. Ma anche se i giochi sembrano tutti fatti, il condizionale resta d’obbligo, visto quello che sta accadendo tra le file forziste...
Nei giorni scorsi, infatti, un nutrito gruppo di sindaci (soprattutto dell’Elba) e di amministratori ed eletti della costa ha scritto una lettera al leader regionale Mugnai. Per cosa? Per chiedere a chiare lettere che nominasse coordinatore provinciale il sindaco di Capoliveri, Ruggero Barbetti.
«Nelle ultime elezioni regionali – si legge nella lettera che sta circolando dall’Elba al capoluogo – l’attuale sindaco di Capoliveri, Ruggero Barbetti, ha riscosso il maggior numero di preferenze e grazie al suo lavoro l’isola d’Elba ha visto Forza Italia primo partito davanti al Pd». «In una logica di rilancio della nostra forza politica – si legge ancora – crediamo che la nomina di Barbetti a coordinatore provinciale risponderebbe a tutti i requisiti richiesti, supererebbe inutili e dannose contrapposizioni, premierebbe un territorio che ci vede maggioritari e sarebbe un riconoscimento del merito, ma anche un segnale di unità».
La lettera è sottoscritta da vari sindaci, dall’Elba a Capraia, da molti capigruppo o consiglieri (da Palazzo Granducale al consiglio comunale di Livorno), ad esclusione di Cecina e Collesalvetti.
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