Il Tirreno

Livorno

È morta Silvia Moriconi vinse due titoli europei

di Jimmy Morrone
È morta Silvia Moriconi vinse due titoli europei

La campionessa di pallanuoto se n’è andata a 42 anni, lascia la compagna e un figlio Nel 2013 fu colpita da una malattia, stamani alle 10 i funerali alla chiesa dei Salesiani

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LIVORNO. “Non so quanto potrò andare avanti, ma devo e voglio lottare ancora, fino all'ultimo giorno”. Poco meno di un mese fa, Silvia Moriconi scelse il Tirreno per confidarsi, manifestando tutta la vita che, in proporzione inversa al declino fisico, brillava limpida nella sua anima. E fino alla fine Silvia, nata il 9 aprile del 1973, ha battagliato, combattuto, sgomitato. E oltre ogni cosa, amato. Ha amato la vita, come amava la famiglia, gli amici, lo sport. Fino alla fine, fino alla notte a cavallo fra giovedì e venerdì. Quando quella vita ingiusta, avversa, senza possibilità di alcun tempo di recupero, si è spenta per sempre. Non ce l'ha fatta l'ex portiere, campionessa europea di pallanuoto femminile, ed è un lutto che coinvolge trasversalmente Livorno, Palermo e il mondo del ha bloccato la tubercolosi, ha deviato le malelingue – lei, omosessuale in un mondo ancora troppo perbenista – ha respinto per due anni un male infame che le aveva modificato il corpo ma non il carattere. Determinata a pensare positivo, a guardare avanti. Con la compagna Federica, e l'ambizione del matrimonio. E un figlio dodicenne da educare. I genitori, affranti, ieri hanno comunicato la più triste delle notizie: il corteo funebre partirà alle ore 10 di questa mattina dalla camera mortuaria dell'ospedale, per dirigersi verso la Chiesa dei Salesiani (Parrocchia Sacro Cuore), dove verrà celebrata la messa funebre.

Era appena cominciata l'estate, quando il nostro giornale dedicò alla sua storia un ampio servizio. Nei giorni in cui inizia la stagione dei sogni e delle speranze. Silvia Moriconi aveva ricordato le annate gloriose, ricche di successi in piscina. Era diventata portiere di pallanuoto per caso, perché – non essendo una grande nuotatrice – si era tuttavia riscoperta agile e potente nei movimenti di gambe, doti perfette per uno dei ruoli fondamentali di questo sport. Le qualità della livornese vennero presto a galla e la società palermitana Gifa la ingaggiò appena diciannovenne. In Sicilia è ben presto diventata una bandiera, giocando da titolare inamovibile per sedici lunghissimi anni. Il culmine della parabola sportiva di Silvia rimarrà ovviamente il biennio 1997-99, in cui la Moriconi come secondo portiere del Setterosa allenato da Pierluigi Formiconi vinse i campionati europei a Siviglia e a Prato. Anni di gloria, prima delle fatiche. A fine carriera infatti la colpì la tubercolosi, ma Silvia strinse i denti e pagò per intero il conto con la cattiva sorte. Ma il destino crudele, nel 2013, ha bussato di nuovo alla sua porta.

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