Gioco
Altri guasti, treni nel caos
Ennesima giornata di ritardi e cancellazioni. E i viaggiatori neppure vengono rimborsati
E' bastato un guasto, di scarsa entità ma in un punto nevralgico, per mandare nuovamente in tilt la rete ferroviaria toscana. Un piccolo inconveniente tecnico alle porte di Firenze, vicino alla stazione di Compiobbi, vicino a dove si è sprigionato l'incendio mercoledì. Il risultato di questo e di altri fastidi è il bollettino di guerra che abbiamo snocciolato nella grafica accanto attraverso i tweet di Muoversi in Toscana, che monitora il traffico stradale, ferroviario, aereo. I ritardi stavolta sono democratici, accomunano le costose Frecce agli economici Vivalto del servizio regionale e maltrattano il viaggiatore di prima classe che si muove tra Firenze e Roma così come il militare che da Pisa ritorna al Sud. Maltrattati, questi pendolari, per l'ennesimo giorno, e neppure rimborsati. Perché, come andremo a scoprire tra qualche riga, Trenitalia non prevede il rimborso del biglietto, o se lo prevede è talmente complicato averlo che ci si rinuncia.
Dopo il danno pure la beffa, dunque. A meno che Trenitalia, in via straordinaria, non decida di risarcire integralmente i viaggiatori colpiti dai pesantissimi disservizi degli ultimi giorni, valgono le disposizioni generali. Che non sono propriamente delle tagliole per l'azienda ferroviaria. Per quanto riguarda le Frecce (Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca), in caso di ritardo compreso fra i 30 e i 59 minuti, scatta un bonus pari al 25% del prezzo del biglietto. Può essere richiesto dopo tre giorni ed è spendibile «entro 12 mesi per l'acquisto di un nuovo biglietto». Un quarto del ticket viene erogato anche per chi prenota tutti gli altri convogli nazionali, ma «per un ritardo compreso tra 60 e 119 minuti». Il rimborso sale al 50% - la percentuale massima che vale sia per le Frecce sia per gli Intercity - in caso di arrivo a destinazione dopo due ore (precisamente a partire dal 120° minuto di ritardo). Ben che vada, quindi, il povero passeggero ha diritto alla metà del costo sostenuto. Un'inezia. In questi ultimi casi può essere ritirato anche in contanti.
Per quanto riguarda invece i treni regionali la situazione è un po' diversa. In realtà sarebbe previsto il rimborso totale del tagliando laddove il ritardo - se di responsabilità di Ferrovie - sia stato superiore all'ora. Peccato che il modulo, scaricabile da Internet, debba essere spedito alla direzione regionale competente (per la Toscana a Firenze, in viale Spartaco Lavagnini). Quindi, soprattutto se la tratta è stata di pochi chilometri, la cosa migliore è mettersi l'anima in pace e rinunciare.
Chissà quante persone, in Toscana e in tutta Italia, dopo i disagi degli ultimi giorni si aspetterebbero un rimborso totale. Nella nostra regione, dopo il primo incendio di mercoledì, ci sono state ripercussioni negative per 73 regionali. E giovedì è stato il delirio. Convogli fermi a Santa Maria Novella, turni del personale saltati, binari ingombri. Ci sono state conseguenze fino a tarda notte, con la rete in tilt già dalle 15,30, in avvio di disagi. Alcuni esempi? Il treno numero 2314 (Roma - Firenze delle 14,58) giunto nel capoluogo toscano con 151 minuti di ritardo. O il Frecciarossa Torino - Salerno delle 13,10, che ne ha accumulati 103. Per non parlare poi delle decine e decine di cancellazioni. Ma qualche disservizio, seppur di minore entità, si è ripresentato anche ieri. All'alba c'è stato un guasto a Compiobbi, vicino a dove si è sprigionato l'incendio di mercoledì, con due treni in ritardo di mezz'ora. Verso l'ora di pranzo un convoglio (rotto) è stato cancellato sulla Firenze-Viareggio, mentre nel primo pomeriggio un blocco degli impianti di circolazione ha causato ritardi fra Prato e Pistoia. I disservizi sono poi proseguiti nel pomeriggio, con un nuovo guasto a Firenze Rovezzano (non lontano da dove giovedì si è verificato l'incendio), un secondo treno cancellato fra il capoluogo e Viareggio, un altro fra Firenze e Pistoia e un ulteriore blocco dell'infrastruttura ferroviaria, stavolta fra Borgo San Lorenzo e Pontassieve. Una giornata di caos più ordinaria di quanto si creda.
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