Il Tirreno

Livorno

«La moglie di Gentilini chiamò il 118»

«Gabrio Gentilini non ha lanciato un sos disperato al medico dell’autoambulanza intervenuto. Negli atti di causa non risulta. La moglie Brigitte Skudlarek il 13 maggio 2012 chiamò più volte il 118...

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«Gabrio Gentilini non ha lanciato un sos disperato al medico dell’autoambulanza intervenuto. Negli atti di causa non risulta. La moglie Brigitte Skudlarek il 13 maggio 2012 chiamò più volte il 118 per far soccorrere il marito». Lo scrivono Ilaria Nannipieri e Chiara Ridolfi, le avvocate della donna condannata a 10 anni per l’omicidio preterintenzionale e la violenza sessuale ai danni del marito. «Nel primo intervento del 118, alle 10.15 del 13 maggio 2012, gli operatori del 118 trovarono Gentilini lucido e deciso: nella registrazione della telefonata al 118 10.15 del 13 maggio 2012 tra operatore e medico 118, l’operatore dichiara al medico “lui è ora orientato e vigile gli si è chiesto che giorno è oggi, come si chiama, dove si trova, risponde a tutto coerentemente, l’unica cosa che chiede è «non mi portate via di qui»”. Alle 10.23 nuova telefonata, la dottoressa chiede all ’operatore di riferire a Gabrio questa frase: “Per una lesione al pene di quel genere ti può venire un’infezione al pene e si può morire di setticemia”. Si sente l’operatore riportare il tutto a Gentilini e chiedergli: “Sei convinto di rimanere qui? L’operatore dice alla dottoressa “ mi continua a dire di si”. Quando Gentilini è stato trasportato in ospedale, nel pomeriggio del 13 maggio, dopo una nuova chiamata al 118 della moglie, non era in grado di riferire alcuna informazione, in quanto in stato di shock». Poi le avvocate precisano che «la vittima non aveva i testicoli spappolati».

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