Il Tirreno

Livorno

Collegio di garanzia, un passettino in più verso un testo comune

LIVORNO. Maggioranza e opposizioni sono più vicine al testo unico sul Collegio di Garanzia, l’organismo di tutela dei cittadini che tornerà a colmare il vuoto lasciato dall’abolizione del Difensore...

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LIVORNO. Maggioranza e opposizioni sono più vicine al testo unico sul Collegio di Garanzia, l’organismo di tutela dei cittadini che tornerà a colmare il vuoto lasciato dall’abolizione del Difensore Civico Comunale. I cittadini potranno tornare a proporre referendum e fare ricorso contro un atto emanato dal sindaco, ed il Comune potrà colmare il vuoto di legalità in cui era stato lasciato 5 anni fa dalla Finanziaria. M5S da un lato, Buongiorno, Città Diversa e Forza Italia dall’altro uniscono le forze per la riforma dei titoli I e II dello statuto comunale (serve il voto favorevole dei due terzi).

Sul tavolo le proposte del consigliere Marco Cannito (Cd) e della vicesindaco Stella Sorgente, in sostanza identiche (la seconda è una rielaborazione della prima) ma con due particolari differenze. Lasciati i tecnicismi agli uffici comunali preposti ecco le linee guida condivise dalle parti: il Collegio di Garanzia è organismo di verifica per i referendum, di conciliazione e di giustizia; è composta da cinque membri di provenienza mista (giuristi, professionisti del diritto, ma anche cittadini) eletti dal Consiglio Comunale; dura in carica cinque anni; i suoi membri non ricevono compensi per le funzioni svolte al suo interno. Ecco invece le differenze: la prima riguarda il segretario generale, che per le opposizioni non deve far parte del Collegio («è garante degli atti del Comune, come fa ad essere imparziale di fronte alle questioni sollevate dai cittadini?» domanda il consigliere Pd Marco Ruggeri), mentre per la maggioranza deve presiederlo; la seconda concerne uno sbarramento alla componente dei cittadini all’interno del Consiglio costituito da una laurea in materie giuridiche, voluto dai 5 Stelle ma non condiviso dagli altri consiglieri.

E se sul primo dei motivi del contendere sembra prevalere la posizione di Ruggeri, che vorrebbe «indicare che il Collegio si avvale della collaborazione del Segretario», sul secondo è un muro contro muro. La selezione? Per Sorgente meglio dar peso ad una rosa avanzata dalle forze politiche, Cannito e soci propendono per non mettere limiti alle autocandidature. Tutti d’accordo in ogni caso a riprendere tutto (e magari concludere) il 3 settembre.

Matteo Scardigli

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