Il Tirreno

Livorno

Alla fine via Grande non sarà intitolata al Che

Alla fine via Grande non sarà intitolata al Che

Livorno, i 5 Stelle si dividono: «È la strada principale, troppi disagi per negozi e residenti». A Ernesto Guevara sarà comunque dedicata un’altra via da scegliere

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LIVORNO. La notizia qualche mese fa aveva fatto il giro dello Stivale: i 5 Stelle che dopo aver conquistato Livorno vogliono intitolare una strada a Che Guevara. E non una strada qualunque, ma la “via delle vie”, via Grande. La notizia aveva solleticato anche la pancia del leader della Lega, Matteo Salvini, che a maggio, sulla sua pagina Facebook, aveva rilanciato: «La priorità dei 5 Stelle? Dedicare una via a Che Guevara!».

Ora ecco il risultato: Livorno avrà la sua strada intitolata al volto simbolo della rivoluzione cubana (non è più solo un’intenzione, il consiglio comunale lo ha deliberato ieri mattina). Ma quella strada non sarà via Grande, come aveva chiesto in prima battuta con una mozione il gruppo del Movimento 5 Stelle e come anche ieri avrebbe voluto il capogruppo Giuseppe Grillotti.

In consiglio, di fatto, i 5 Stelle si sono divisi. Non sul Che, ma su via Grande. Grillotti ha ripetuto che «Ernesto Guevara ha rappresentato un simbolo di coerenza e abnegazione» e che «anche a costo di esporci a critiche sia interne che esterne», «la sua figura deve avere il posto che merita, con l’intitolazione della strada principale e non di una secondaria, che rappresenterebbe un disconoscimento». Poi si è detto «pronto a dare 18 mesi all'amministrazione comunale per abituare i cittadini al cambiamento ed evitare disagi».

Ma l’atto è stato bocciato anche dai suoi e a prevalere è stata la direzione indicata da Alessio Batini, che si è detto subito «onorato di questa proposta», ma «non possiamo recare danni ai cittadini». Alla fine l’emendamento votato a maggioranza dal consiglio è stato il suo (firmato con Barbieri), con questo risultato: l’amministrazione è ora impegnata a «dedicare a Ernesto Guevara, detto il Che, una via propriamente identificata nella toponomastica dell’area urbana livornese adeguata alla levatura storica del personaggio».

Passo indietro su via Grande, insomma. Suggerito dallo stesso sindaco, che ha richiamato i rilievi dell’ufficio toponomastica, che si rifanno anche a circolari del ’96 della prefettura. Queste alcune delle parole lette in sala da Filippo Nogarin: «Il cambiamento di questo toponimo comporterebbe un grave danno alle tante attività commerciali, che dovrebbero cambiare l’indirizzo sia alla Camera di commercio che all’ufficio Iva (operazione che ha un costo), oltre che provvedere alla ristampa della carta intestata, di eventuali biglietti da visita». Inoltre, «essendoci molti uffici e abitazioni, comporterebbe un grave disagio per i residenti, che dovrebbero cambiare indirizzo e farlo in tutti i documenti in loro possesso (patente, libretto di circolazione...)».

Insomma, i 5 Stelle si sono accorti che cambiare nome a via Grande – che fosse per il Che o per qualcun altro – avrebbe potuto creare il caos e hanno scelto un’altra strada.

In una discussione che è andata avanti per due ore, non senza coloriti battibecchi politici sul “Che mito” o “Che figura da non imitare”. A dire un no secco è stata Elisa Amato (Fi): «Parliamo di altri argomenti che vadano a migliorare la vita dei cittadini, convochiamo ad esempio un consiglio per verificare cosa è stato fatto dalla nuova amministrazione nel primo anno di governo». Detto questo, «sono contraria all'intitolazione di una strada a chiunque si sia macchiato di crimini, come Guevara...». Di tutt’altro avviso Marco Bruciati (Bl), che esordisce dicendo di voler «rassicurare la compagna Amato»: «È vero che il consiglio ha molte questioni da affrontare, ma questo resta un gesto coraggioso dei 5 Stelle: Guevara non è appannaggio di una parte politica, è una figura universale, un uomo che ha liberato un popolo e poi ha scelto di andare a liberarne un altro, pagandone il prezzo». Bruciati ripete che «sarei felice se via Grande fosse intitolata al Che», ma non nasconde neanche un «unico dubbio di carattere amministrativo-burocratico». La posizione del Pd è riassumibile con le parole di Marco Ruggeri: «Non siamo contrari a intitolare una strada Guevara, ma a cambiare nome a via Grande». Lo dice anche Jari De Filicaia, dopo aver premesso di essere «cresciuto nel mito del Che» e aver detto che «Salvini è venuto due volte a Livorno in due mesi, un po' troppo spesso, diamo un segnale chiaro». Pietro Caruso rilancia proponendo di intitolargli una via in una nuova area, insieme a Gandhi, Mandela o Madre Teresa di Calcutta». Marco Cannito (Città Diversa) mette semmai l’accento sulla «necessaria riqualificazione di via Grande». E insieme a Bruciati presenta un emendamento perché la giunta si impegni a portare alcune proposte chiare in consiglio rispetto alla via da intitolare. I 5 Stelle lo bocciano, il dibattito si annoda, e alla fine gran parte delle opposizioni si astiene o non vota la mozione decisiva, che passa con i sì del M5S (ma con l’astensione di due grillini, compreso Grillotti).

Juna Goti

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di Redazione web