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Livorno

Detenuto denuncia: «Picchiato dagli agenti»

Detenuto denuncia: «Picchiato dagli agenti»

Marcello Verdiani ha presentato un esposto in Procura. La sua avvocata: «Diritti dell’uomo intoccabili»

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LIVORNO. «Sono stato picchiato dagli agenti della polizia penitenziaria che mi hanno offeso, malmenato e rinchiuso in una cella al freddo e senza acqua». Una denuncia dettagliata quella presentata alla Procura da Marcello Verdiani, 52 anni, di Suvereto, che per un lungo periodo è stato detenuto nel carcere delle Sughere per reati contro il patrimonio. Assistito dall’avvocata Patrizia Cappelletti, Verdiani - che oggi si trova nell’istituto detentivo di Massa Marittima, dopo essere passato da Firenze - il 17 giugno ha formalizzato la querela riguardo a un episodio successo in un giorno di gennaio o febbraio. Denuncia da cui è partita un’indagine: nei giorni scorsi nel carcere di Massa Marittima si sono recati i carabinieri per accertamenti.

Quel giorno Verdiani era in carcere e aveva freddo: aveva già sei coperte addosso, ma le temperature rigide e l’umidità rendevano l’ambiente gelido. A quel punto, il detenuto avrebbe chiesto a un agente l’accensione dei radiatori. Ma il poliziotto gli avrebbe risposto: «Capra, stai zitto e stai ricoverato nel tuo ovile». Dopo la richiesta di Verdiani, si sarebbero sollevate le proteste relative al freddo anche di altri detenuti. Cosa che avrebbe fatto scattare un procedimento disciplinare verso Verdiani, accusato di aver sobillato i compagni di sezione. L’indomani il detenuto sarebbe stato chiamato a rapporto nell’ufficio di un ispettore, in presenza di un sovrintendente, di un agente e di alcuni allievi sottufficiali. «L’ispettore indossava mimetica, anfibi e guanti neri ed era molto agitato», scrive il 52enne nella querela. Lì, dopo un breve confronto sui fatti della sera prima, l’ispettore avrebbe alzato le mani contro il detenuto, con calci, pugni e schiaffi, mentre il sovrintendente lo teneva fermo. Percosse accompagnate da offese pesanti che sarebbero continuate anche dopo, sulle scale verso un altro reparto. Il detenuto accusa gli agenti di averlo trascinato per terra fino al reparto psichiatrico, dove sarebbe stato chiuso al freddo, senza coperte, con la finestra rotta. Preso dalla rabbia, a quel punto il detenuto avrebbe danneggiato lievemente la cella. Le percosse - lui parla di schiaffi, cazzotti, la testa sbattuta contro un armadio di alluminio e anche una ginocchiata alle parti intime - sempre secondo la denuncia dell’uomo sarebbero proseguite in altre stanze finché «mi hanno portato in una cella sporca priva di luce, acqua e finestra senza radiatore e senza materasso, in pieno inverno (...) con gli escrementi di altri detenuti a terra». Secondo il racconto dell’uomo, il medico da lui richiesto non gli avrebbe trovato nessun problema. Poi il 52enne sarebbe stato tenuto per 15 giorni in isolamento. Solo dopo sarebbe avvenuto il provvedimento disciplinare.

«I diritti dell’uomo - è il commento dell’avvocata Cappelletti - non devono essere violati in nessun posto, a maggior ragione in un istituto penitenziario, dove i detenuti devono essere rieducati».(l.l.)

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di Redazione web