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Livorno

Profughi, la protesta delle mamme del Melo: botta e risposta tra Lega Nord e Il Tirreno

Profughi, la protesta delle mamme del Melo: botta e risposta tra Lega Nord e Il Tirreno

Il direttore Omar Monestier replica alla lettera inviata al nostro giornale dal leghista Alessandro Scipioni

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Gentile direttore,

in replica al commento a firma Cristiana Grasso del giorno 15 luglio, apparso sul quotidiano e on line, mi preme fortemente sottolineare il mio disappunto per l'interpretazione partigiana che la giornalista ha voluto riportare sulla vicenda. Le ragazze che la giornalista quasi dipinge come privilegiate e fruitrici di una vita agiata, vengono da esperienze difficili e traumatiche e sono supportate per i bisogni essenziali loro e dei loro piccoli da una struttura preposta ad hoc. Quello che hanno ottenuto è giusto che lo abbiano e spero che i soldi vengano impiegati per chi è italiano o chi è regolarmente qui in Italia. Io non darei neppure un centesimo a chi entra nel nostro Paese senza averne titolo. Invece noi buttiamo milioni di euro per chi non ha titolo. E' indegno di qualsiasi persona di coscienza definire "piccolissimi interessi" le preoccupazioni, ed è inaccettabile associare la loro difesa e fierezza del ruolo di mamme alla cultura patriarcale italica, poiché la maternità è una condizione che dimostra l'importanza ed il peso della donna in ogni civiltà, di ogni luogo e di ogni tempo. Una madre è l'esaltazione della grandezza della donna. (...) Come dovrebbero sentirsi a condividere l'abitazione con cinque uomini; perché non mi si venga a dire che un diciassettenne è un bambino. Sono minori, certo. Ma come tratteremmo il direttore di un qualsiasi istituto per minori che non separasse rigidamente i maschi dalle femmine? Succederebbe un putiferio. (...)

Come si fa a difendere un assessore che, pur essendo una donna, non si preoccupa minimamente di tutelare prima le mamme (delle quali una gravida) ed i bambini da una scelta insensata agli occhi di qualsiasi persona di buonsenso? Queste ragazze non hanno mai smesso di lottare nella vita per il loro diritto ad essere mamme. Non hanno abortito, hanno portato avanti storie difficili solo ed esclusivamente per amore d i genitrici. Hanno urlato che i loro figli sono la loro vita e li difendono. Ed io sono fiero di essere al loro fianco, come tutti i messaggi di solidarietà che ricevono in queste ore dimostrano che ci sono moltissimi altri italiani fieri di loro. (...)
La sinistra italiana (ed i Cinque stelle non fanno eccezione) ha dimenticato gli italiani.

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Alessandro Scipioni
Lega Nord Livorno

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Gentile Scipioni, ci usi la cortesia di non credere che siamo degli stolti. La gazzarra messa su è offensiva per Livorno e per la sua secolare tradizione di accoglienza per una serie infinita di ragioni che lei non pare in grado di percepire. Me ne rammarico. Provo tuttavia a elencarne alcune:

a) la questione della promiscuità si poteva tranquillamente risolvere con un po’ di buon senso. Di quella cosa, insomma, che i politici di pancia non sanno nemmen cos’è. L’edificio è sufficientemente grande da impedire il contatto fra mamme e profughi.

b) che delle persone che beneficiano, come è giusto che sia, dei servizi pubblici siano così spietate verso altri bisognosi è una triste morale che alcuni, come lei, vorrebbero che accettassimo. Così non è, non la accettiamo. Altrove, persone in difficoltà sono state le prime a soccorrere chi stava peggio di loro. Qui non è così, ognun giudichi come vuole. A noi pare quantomeno discutibile. Appunto, ne discutiamo.

c) non vorrà negare, caro Scipioni, che si sia voluto inserire questo episodio in una più generale campagna elettorale perenne che mira a usare i profughi per raccogliere consensi. E il sistema funziona visto che la Lega è arrivata seconda alle regionali.

d) e concludo: è vergognoso dare della “bambolina” all’assessore solo perché non si piega alla strafottenza delle giovani madri. L’assessore rappresenta tutti i cittadini ed è persona capace e apprezzata. Gestisce un assessorato difficile e non si merita di essere aggredita in maniera così scomposta. (om)

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