Il Tirreno

Livorno

Statuto, alt dalle opposizioni «Che errore cambiarlo così»

di Giorgio Carlini
Statuto, alt dalle opposizioni «Che errore cambiarlo così»

Buongiorno, Pd e Forza Italia fanno quadrato intorno alla proposta di Cannito la giunta manda in campo la bozza di Stella Sorgente e il M5S quella di Galigani

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LIVORNO. Potrebbe sfociare in un nuovo e doloroso strappo tra maggioranza e opposizioni la riforma dello Statuto comunale e la revisione del Collegio di garanzia.

Una questione tutt'altro che burocratica, se è vero che questo sarà l'organo destinato a dirimere le situazioni di conflitto tra cittadinanza e amministrazione e a garantire le forme di partecipazione alla politica: ad esempio, attraverso lo strumento del referendum.

Ieri i gruppi di minoranza hanno indetto una conferenza stampa in vista dell'incontro-chiave di giovedì, quando in prima commissione saranno discussi e votati gli emendamenti relativi all'articolo 67 (e seguenti) dello Statuto.

Le modifiche sono necessarie per un adeguamento al quadro normativo attuale, nel quale non si può più contare sui difensori civici o sull'operato delle circoscrizioni per attività di conciliazione, verifica o accesso agli atti da parte dei privati cittadini. Da qui la "corsia preferenziale" riservata all'organo del Collegio di garanzia rispetto al più complesso Statuto comunale, e la volontà delle parti (giunta, maggioranza e opposizioni) di produrre un testo condiviso da approvare all'unanimità.

Fin dalle prime bozze di documento, però, si è paventato il rischio di un muro contro muro.

Sul tavolo, ad oggi, ci sono tre proposte: quella elaborata dal consigliere Marco Cannito è un «testo aperto», come lo definisce il capogruppo di Città Diversa, e ha ottenuto l'appoggio di Pd, Forza Italia e Buongiorno Livorno, che ne apprezzano l'impianto generale.

Le altre due proposte portano rispettivamente la firma della vicesindaco Stella Sorgente e del consigliere Marco Galigani in rappresentanza del gruppo del Movimento Cinque Stelle. Se queste ultime due ipotesi di riforma sono piuttosto simili tra loro, assai diverso è il documento delle opposizioni.

Il punto più contestato dalle minoranze sta nel fatto che nei testi di Sorgente e Galigani è scritto che il Collegio di garanzia deve essere presieduto dal segretario generale del Comune (che attualmente è Giuseppe Ascione). Si tratta di una presenza considerata inopportuna dalle opposizioni.

«Il Collegio – spiega Cannito – dovrà occuparsi anche dei ricorsi dei cittadini e della trasparenza amministrativa». «A fare le pulci agli atti dell'amministrazione – interviene Marco Ruggeri, capogruppo Pd – non può essere il soggetto che al contempo è il firmatario degli atti della amministrazione stessa. Così il Collegio non sarà al di sopra delle parti». E Marco Bruciati (Buongiorno): «Siamo assolutamente critici. La presenza del segretario generale non è funzionale ai compiti che spetteranno all'organo di garanzia».

Un altro elemento controverso riguarda la nomina degli altri membri del Collegio. «Nella proposta della vicesindaco – sottolinea Cannito – si parla di due persone scelte dalla maggioranza e due dalle opposizioni. Ma così facendo l'organo rifletterebbe le dinamiche del consiglio comunale: meglio la scelta in base a capacità e competenze, limitando le influenze della politica». Le opposizioni, infine, con la loro proposta prevedono, accanto ai membri eletti tra docenti universitari, magistrati a riposo e laureati in legge, anche la presenza di due candidature popolari, con una scelta tramite la raccolta firme cartacea o digitale.

«Possiamo discutere su altre disposizioni – precisa Elisa Amato (Forza Italia) – ma questi per noi sono punti imprescindibili, affinché il Collegio sia davvero a servizio della città e garantisca una effettiva partecipazione. Per questo ci auguriamo che ci sia un ripensamento da parte di giunta e maggioranza». «Altrimenti – chiude Ruggeri – saremo pronti a dare battaglia in commissione».

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