Il Tirreno

Livorno

Decine di famiglie con i materassi in Comune Nogarin promette il blocco dei piani di recupero

di Giulio Corsi
Le famiglie portano i materassi in Comune (Marzi Pentafoto)
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Le famiglie portano i materassi in Comune (Marzi Pentafoto)

Livorno, i manifestanti hanno deciso di occupare la sede dell'anagrafe in aperta polemica con le politiche della giunta

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LIVORNO. Un centinaio di persone, tra cui numerose famiglie con una ventina di bambini al seguito ha occupato attorno alle 15 il salone dell'anagrafe del palazzo nuovo del Comune.

Gli occupanti hanno scaricato da alcuni furgoni materassi, tende e passeggini e si sono accampati in municipio. "Passeremo la notte qui e resteremo a oltranza", annunciano.

I protagonisti della protesta sono famiglie sotto sfratto o che da mesi vivono in strutture fatiscenti o nei palazzi occupati ex Enel, Asl e circoscrizione Uno.

"Vogliamo chiarezza sulle politiche abitative dell'amministrazione, in particolare sulle demolizioni (Chiccaia e Giordano Bruno, ndr)", dicono. L'attacco è diretto contro l'assessore Dhimgjini: "ha scelto la via più semplice, un programma repressiv nei confronti degli assegnatari delle case popolari per raccogliere consensi facili". 

Attorno alle 17.30, ora di chiusura dell'anagrafe, una rappresentanza di cinque occupanti ha ottenuto un incontro col sindaco Nogarin. La delegazione è uscita dopo una mezzora di confronto col primo cittadino, il quale avrebbe garantito - spiegano gli occupanti - "la volontà di bloccare i piani di recupero".

"Nogarin non è riuscito a darci i tempi, ma è stato chiaro: c'è un progetto in elaborazione in Comune per bloccare l'abbattimento e la ricostruzione dei blocchi di via Giordano Bruno e della Chiccaia. Davanti ad una dichiarazione di questo tipo abbiamo ritenuto opportuno dargli fiducia".

Dopo le parole del sindaco, ribadite anche alla capogruppo di Forza Italia Elisa Amato, la protesta è stata sospesa. "Ma ci aspettiamo fatti concreti a breve, altrimenti torneremo a manifestare", annunciano gli occupanti.

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Durante la protesta il sindacato Asia-Usb ha diffuso questa nota: "Oggi, martedì 14 luglio, decine di famiglie sotto sfratto o  che da mesi e anni vivono in strutture fatiscenti hanno deciso di occupare a oltranza il comune di Livorno per protestare contro le non-politiche della giunta in merito all’emergenza abitativa. Il sindacato inquilini Asia-Usb esprime la propria totale solidarietà e appoggio alla loro lotta". I toni sono accesi: "La nuova giunta a 5 Stelle - si legge nel comunicato -  nelle ultime settimane ha sancito la resa senza condizioni di fronte alle pressioni dei poteri forti e degli speculatori cittadini. Mentre gli sgomberi, gli sfratti e i pignoramenti vanno avanti quotidianamente, nell’ordine di 50/60 al mese, senza che gli uffici comunali siano in grado di garantire la minima assistenza neanche in presenza di minori, il programma di demolizione di centinaia di alloggi popolari va avanti senza tregua. Nonostante le promesse elettorali e le dichiarazioni pubbliche, da giorni diversi operai sono a lavoro per distruggere decine e decine di alloggi pubblici". "Oltre alla Chiccaia - scrivono - anche un intero blocco in via Giordano Bruno si avvia verso la demolizione. Nessuna traccia delle promesse elettorali in fatto di tassazione dello sfitto, nessuna traccia di strutture pubbliche da riutilizzare per l’emergenza abitativa.  A fronte di ciò si inizia a parlare di acquisto di “baracche” prefabbricate per sistemarci gli sfrattati e chi si trova in difficoltà economica. Livorno presenta un patrimonio immobiliare inutilizzato di oltre 4000 alloggi". Da Asia sostengono  che "invece di aggredire lo sfitto e rilanciare programmi di edilizia pubblica, bloccando i piani di recupero", "si vorrebbero creare nuovi ghetti per i “poveri” magari in periferia".

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Il rappresentanti del sindacato puntano il dito contro l'assessore al sociale, Ina Dhimgjini, definendola "la Renziana Dhimjini": "Ha scelto la via più semplice - scrivono - dare in pasto all’opinione pubblica un programma repressivo nei confronti degli assegnatari delle case popolari per raccogliere consensi facili. Siamo sempre stati favorevoli a un controllo dei requisiti per quanto riguarda gli inquilini di alloggi pubblici ma è da ingenui credere che solo in questo modo si possa risolvere la situazione di emergenza". E chiudono così: "Vogliamo risposte subito. Nei prossimi mesi saranno sempre di più i disoccupati che si troveranno senza ammortizzatori sociali a rischio sfratto.  Basta promesse. Riutilizzo immediato di tutti gli alloggi interessati dai piani di recupero".

 

 

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