Il Tirreno

Livorno

Authority, slitta a settembre il bando per la maxi-Darsena Europa

Mauro Zucchelli
Authority, slitta  a settembre il bando per la maxi-Darsena Europa

Ritocchi per arrivare a una formulazione che conquisti l’interesse di investitori privati internazionali. L’espansione crea un polo container ma libererà grandi spazi in Darsena Toscana per gli altri traffici

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LIVORNO. Slitta a dopo la pausa delle ferie agostane il bando per la realizzazione della maxi-Darsena Europa, il progetto che punta a costruire il futuro del porto eliminando il doppio ostacolo che impedisce alle navi portacontainer di oltre 7mila teu di entrare nel nostro porto. Ancora non c’è una comunicazione ufficiale da parte dell’Authority e neppure una scelta definitiva, ma l’orientamento di far slittare in avanti la pubblicazione del bando sembra consolidarsi ogni giorno di più.

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Il motivo? Non c’è stata la presentazione formale alla comunità finanziaria internazionale prevista inizialmente in una piazza occientale (Londra) e in una asiatica (Hong Kong), ma lo stato maggiore dell’Authority ha moltiplicato in queste settimane contatti e incontri – soprattutto londinesi – per veicolare l’opportunità che Livorno mette in pista con il suo porto in cerca di espansione a mare. Risulta anche che potenziali investitori e emissari di gruppi finanziari siano venuti a Livorno per capire più da vicino di cosa si tratti in dettaglio.

Fatto sta che, a quanto è stato possibile ricostruire, dai contatti con i grandi operatori ci si è accorti che era preferibile mettere a punto meglio alcuni ingranaggi tecnico-procedurali dell’intera operazione: questo ha richiesto di riscrivere o quantomeno limare alcuni passaggi del bando. Inutile dire che l’obiettivo numero uno resta quello di fare in modo che il progetto cammini: dunque, il primo intoppo da evitare è che qualche tassello del puzzle spinga gli operatori a restare alla finestra mandando deserto il primo round.

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In realtà, se alla resa dei conti Giuliano Gallanti, ora nelle vesti di commissario dell’Authority, confermerà le proprie intenzioni iniziali, il bando si suddividerà in due fasi. Prima un invito generalizzato a manifestare interesse per l’operazione maxi-Darsena mettendo nero su bianco requisiti che, fra gli altri, riguarderebbero le dimensioni economiche e finanziarie. Poi l’ammissione alla gara vera e propria con la presentazione del progetto e dell’offerta economica. Anche in questo caso potrebbe esserci con un doppio binario: da un lato, l’appalto per la realizzazione di infrastrutture-base a totale capitale pubblico come le dighe foranee di protezione; dall’altro, il project financing (con un mix di investimento pubblico e capitali privati) riguardante il terminal contenitori con la dotazione di attrezzature di banchina.

La fase 1 del progetto Darsena Europa rinvia a un secondo tempo il nuovo terminal delle “autostrade del mare”, dunque l’espansione a mare sarebbe occupata solo dal nuovo polo contenitori. Ma si sbaglia di grosso chiunque ritenga che questo progetto interessi esclusivamente i traffici container. Basti dire che lo spostamento del polo container in Darsena Europa non farebbe altro che liberare gli enormi spazi della Darsena Toscana – quasi un chilometro e mezzo di banchina per 412mila metri quadri – per altre tipologie di traffico con limitate modifiche alle infrastrutture di banchina.

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Lo slittamento, però, avrà anche un’altra conseguenza: avvicinerà il bando al 14 novembre, ultima scadenza possibile per i sei mesi di commissariamento dell’Authority livornese che il ministro Graziano Delrio ha affidato a metà maggio a Giuliano Gallanti.

Sarà dunque Gallanti a gestire l’operazione bando o no? L’interrogativo non è secondario. Ma il commissariamento dell’Authority di Civitavecchia con il presidente uscente Pasqualino Monti, dopo il varo del piano strategico dei porti, è l’inidizio che la fase dei commissariamenti non è ancora finita: la riforma dei porti, quella vera, è stata di fatto infilata nella riforma Madia della pubblica amministrazione, della quale si riparlerà probabilmente dopo l’estate. Dunque, potrebbe esserci sì la nomina di un nuovo presidente ma anche un commissariamento-bis sempre nelle mani di Gallanti. Del resto, Guerrieri a Piombino è già stato confermato tre volte come commissario.

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